Una borsa nella metro di Berlino combatte i pregiudizi verso la cultura araba

Probabilmente ha raggiunto l’effetto desiderato più sui social che all’interno della metro di Berlino. Ma, in un modo o nell’altro, la borsa di tela con una scritta in arabo apparsa nella U8 è riuscita comunque nel suo intento: lanciare una provocazione virale nei confronti di chi teme a prescindere la cultura e, di riflesso, la lingua araba. La scritta sulla borsa, fotografata, tradotta e postata su Twitter dal giornalista palestinese Nader Alsarras (in Germania dal 1998), recita infatti: «Questo testo non ha altro scopo che terrorizzare coloro che hanno paura della lingua araba».

Nader
Photo © Twitter

Le reazioni. Chi ipotizzava una sura del Corano o un invito al jihad è andato insomma totalmente fuori strada. Il tweet di Alsarras ha ottenuto migliaia di condivisioni e suscitato reazioni entusiaste sul web, al punto che in molti si sono chiesti se e dove fosse possibile acquistare la borsa. Mistero presto svelato: come riportato dal Berliner Morgenpost, l’oggetto è prodotto da un negozio di stampe a Haifa, in Israele, che ha recentemente allestito uno stand durante il festival della cultura del Medio Oriente organizzato dall’Urban Spree di Berlino. Circostanza che spiega come sia finita in città e che lascia qualche dubbio sull’esistenza di un’operazione pubblicitaria dietro l’intera vicenda. Camilla Kohrs della Berliner Zeitung fa inoltre notare come il messaggio veicolato dalla borsa, pur essendo arguto e condivisibile in sé, manca parzialmente il bersaglio se fatto circolare in una metro tedesca: mentre a Haifa l’arabo è piuttosto comune (lo parla almeno una persona su dieci), nella capitale tedesca lo masticano in pochissimi, e solo grazie alla potenza del web l’idea ha avuto una certa risonanza. In ogni caso ci pare resti valido lo spunto di riflessione offerto: ciò che non si conosce può spaventare in maniera aprioristica; così curiosità e cultura restano gli strumenti migliori per costruire legami tra civiltà a volte solo apparentemente lontane.

Foto di copertina © Twitter – Screenshot

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Gianpaolo Pepe

Dottorando di ricerca in scienze sociali e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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