X-Men – Giorni di un futuro passato arriva a Berlino

Dopo aver diretto i primi due capitoli sulle avventure dei mutanti Marvel, Bryan Singer ritorna a raccontarci degli X-Men nel settimo capitolo della lunga saga, intitolato Giorni di un futuro passato. Dopo X-Men e X-Men 2 ci sono voluti il terzo capitolo, due spin-off e un prequel prima di riavere Singer nella cabina di comando. A distanza di 14 anni dal primo lavoro, l’ideatore degli X-Men cinematografici crea una cerniera temporale tra il prequel di Matthew Vaughn (X-Men – L’inizio, anno 2011), qui nelle vesti di produttore e co-sceneggiatore, e la vecchia materia mutante cinematograficamente resa proprio dallo stesso Singer.

Temporalmente, i Giorni di un futuro passato segue X-Men Conflitto finale e X-Men – L’inizio: in un futuro distopico e post-apocalittico, le robotiche sentinelle attaccano senza pietà i mutanti e minacciano l’intera umanità. Il Professor X (Patrick Stewart nel futuro, James McAvoy nei panni del giovane Charles Xavier), supportato adesso dall’ambiguo Erik (Ian McKellen), decide di mandare indietro nel passato Wolverine (Hugh Jackman) con l’aiuto di Kitty (Ellen Page, l’architetta costruttrice di mondi in Inception) per annullare il conflitto con l’umanità ed eliminare la minaccia delle sentinelle. L’uccisione dello spietato scienziato Bolivar Trask (il villain interpretato qui dall’attore bianco e affetto da nanismo Peter Dinklage, episodio che crea una discordanza con X-Men – Conflitto Finale dove lo stesso personaggio aveva le fattezze dell’afroamericano Bill Duke) per mano di Mystica (Jennifer Lawrence), è l’evento che darà l’inizio al conflitto tra esseri umani e mutanti.

Wolverine intraprende un viaggio in un periodo preciso della storia americana, ossia nell’epoca del disastro in Vietnam, dell’uccisione di Kennedy, della presidenza Nixon, del delicato e ‘freddo’ assetto geopolitico tra USA, Cina e Russia. Nel ’70, Trask inietta la fobia per le creature mutanti e spaventa il genere umano chiamando alla memoria l’estinzione dell’Homo di Neanderthal con l’avvento dell’Homo Sapiens. E non è difficile immagine dove si colloca l’essere umano. Mentre cerca di convincere le autorità sull’utilità dello sterminio dei mutanti, li tortura per estrapolarne i segreti genetici, sognando per loro il genocidio, uno sterminio non molto diverso da quello hitleriano in Germania.

Singer gioca col tempo, tiene in piedi una storia vissuta nella sospensione tra un passato da manipolare e un futuro da riscrivere riuscendo abilmente a costruire un ponte immaginario e magnificamente solido. Colpi di scena e ilarità, riluttanza e senso del dovere, tradimenti e riappacificazioni non mancano in questo settimo capitolo girato in 3D e votato all’intrattenimento più puro, che si è attestato tra i più costosi investimenti della 20th Century Fox. Un momento di vero piacere visivo è lo slow motion nel carcere di massima sicurezza del Pentagono che custodisce un unico sorvegliato, Magneto (nel passato, Michael Fassbender). Con il suo look punk-fumettistico Quicksilver (Evan Peters), chiamato ad aiutare i nostri per liberare il doppiogiochista EriK/Magneto, avrà i riflettori puntati nello scontro tra sorveglianti e mutanti. Burlone, velocissimo e forse un po’ annoiato dalla lentezza del suo circondario, in un tripudio di effetti speciali manipolerà l’assetto della scena con una disinvoltura che vi conquisterà.

Con 15 anni di leale servizio alle spalle ed una serie di ricordi dolorosi e laceranti, Wolverine intraprende un viaggio riparatore il cui approdo in un passato vintage conferisce ai personaggi del futuro una caratterizzazione a tutto tondo e approfondisce relazioni e psicologie individuali: vediamo un ferito Charles Xavier in difficoltà nell’accettare i poteri telepatici, il fedele e coriaceo Hank/Bestia (Nicholas Hoult), l’allontanamento della risoluta e portentosa Mystica, il tradimento del ribelle Magneto. Che siate fan o no del fumetto pubblicato nel 1981 da Chris Claremont e John Byrne o dell’omonima saga cinematografica, il lavoro di sovrapposizioni narrative ideato da Simon Kinberg, Matthew Vaughn e Jane Goldman vi regalerà senz’altro due ore di adrenalinico divertimento.

In Germania dal 22 maggio – A Berlino in questi cinema

CinemaxX Potsdamer Platz
Potsdamer Straße 5, 10785 Berlin

CineStar im Sony Center
Potsdamer Straße 4, 10785 Berlin

CineStar – CUBIX am Alexanderplatz
Rathausstraße 1, 10178 Berlin

Alhambra
Seestraße 94, 13347 Berlin

UCI Kinowelt Colosseum
Schönhauser Allee 123, 10437 Berlin

UCI KINOWELT Friedrichshain
Landsberger Allee 54, 10249 Berlin

Karli – Multiplex in den Neukölln Arcaden
Karl-Marx-Straße 66, 12043 Berlin

Rollberg Kino
Rollbergstraße 70, 12053 Berlin

Cineplex Titania
Gutsmuthsstraße 27-28, 12163 Berlin

CineStar – Treptower Park
Elsenstrasse 115-116, 12435 Berlin

Francesca Vantaggiato

Sono nata a Lecce nell’anno di Fitzcarraldo, Ricomincio da Tre, 1997 – Fuga da New York, Il Marchese del Grillo, Cristiana F. – Noi i Ragazzi dello Zoo di Berlino. Dopo la laurea a Lecce in Scienze della Comunicazione, ho conseguito la specialistica in Comunicazione e Produzione Culturale a Roma dove ho vissuto per sei anni collaborando con riviste e webzine nella sezione cinematografica, teatrale e musicale. Vivo attualmente a Berlino, fotografo, scrivo ed esploro a tutto tondo la città.

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