10 status e foto su facebook che dimostrano che è la tua prima volta a Berlino

1. Schieramento immediato: Berlino sì o Berlino no

Sbarcati in capitale, la prima cosa da fare è confrontarsi con le aspettative e capire se effettivamente tengono testa al modo in cui la città si presenta. Vi hanno parlato di una capitale senza paragoni, multiculturale e incredibilmente affascinante, così al primo momento cercherete di studiarla in lungo e in largo, analizzando la sensazione che vi dà passeggiare per le sue strade e osservare la sua gente. Entro le prime otto ore, vi ritroverete automaticamente a far parte di uno dei due schieramenti: Berlino sì, risponde in tutto e per tutto a ciò che vi hanno raccontato e all’idea che ve ne siete fatti, e potrete dire che, come avevate supposto, vi piace molto. Berlino no, città grigia e cupa, tendenzialmente sporca e troppo caotica. Piena di siti ancora in costruzione, alcuni di loro disabitati e abbandonati. La metropolitana puzza e l’architettura sfida ogni criterio di estetica tradizionale. Priva di quel fascino così decantato e forse troppo lontana dall’atmosfera delle capitali europee occidentali a cui siete abituati. Berlino è così: bianco o nero, sì o no. Piace o non piace. Sentirete l’urgenza di prendere fin da subito una posizione netta, e ovviamente di scriverlo su facebook.

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2. #foodporn Berlin

Il Falafel meravigliosamente impiattato, un kebab XXL, patatine fritte a 1,50€ nella più bella strada di Kreuzberg, sperimentazione culinaria vegan o lo smoothie dell’ultima start up gastronomica bio… la tentazione di scrivere qualcosa sulla stravaganza culinaria berlinese sarà irresistibile. Uno dei vostri piatti finirà su facebook, in un misto di ammirazione per il genio creativo o la perplessità per ricette non così ben riuscite. Sì, la gastronomia a Berlino è un ambito molto gettonato, nonché un grande motivo d’attrazione. Non solo grazie ai prezzi ancora piuttosto ridotti (in confronto ad altre capitali), ma soprattutto per il carattere spesso fortemente sperimentale e creativo grazie al quale si distingue.

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3. Club Mate, Fritzkola, Sternbourg, Berliner Pilsner…

Mille tipi diversi di birra e alcune addirittura più economiche di una bottiglietta d’acqua. Bevande che ancora non hanno raggiunto il mercato italiano (Club Mate e Fritzkola), simbolo dell’hipsteria berlinese, gusti improbabili e grafiche ricercatissime… Quello delle bibite, alcoliche o analcoliche che siano, è un altro mondo tutto da scoprire. Loghi che creano tendenza e senso di appartenenza, prodotti chiave di un’atmosfera che spesso si aggrappa a “oggetti-simbolo” esclusivi e talvolta contestati. Le ritroveremo in un batter d’occhio sulle vostre bacheche di facebook, con tanto di recensioni sull’impatto che hanno avuto con il vostro palato (e con il vostro portafoglio!).

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4. Il post su facebook sul Berghain

Ci proverete. Perché una volta a Berlino, anche solo per vederlo dal vivo, non potrete rinunciare all’attrazione più turistica della città. Ci stavate pensando fin da quando avete prenotate i voli, vi stavate già preparando alla selezione, magari leggendo qualcosa su vari blog e… alla fine vi siete decisi a mettervi in fila. Per tutto il tempo della fila, vi siete sistemati capelli, giacche e trucco, preparandovi psicologicamente al momento in cui vi sareste trovati faccia a faccia con il buttafuori per il verdetto finale. Ma qualsiasi sarà, non rinuncerete a un post su facebook per far sapere a tutti, a seconda dell’esito del tentativo, quanto sia straordinario il Berghain o quanto inutile e senza senso la selezione che vi ha lasciati fuori.

5. La foto della Fernsehturm o sotto la Porta di Brandeburgo

Alta, imponente, visibile da quasi tutta la città, la Fernsehturm è l’emblema di Berlino. La Torre della Televisione condivide il primato solo con la Porta di Brandeburgo, luogo-simbolo irrinunciabile per chi visita Berlino la prima volta. Per testimoniare il vostro passaggio in capitale, non resisterete alla classica foto ricordo che vi raffigura nelle vicinanze di uno o entrambi i monumenti, una prova inequivocabile del vostro esserci stati. Una foto che, semmai Berlino dovesse diventare la meta non solo delle vostre vacanze, riguarderete con un sorriso pieno di affetto e una certa malinconia.

6. Che schifo il caffè…

Lo scontro è inevitabile. Rinunciare al caffè del mattino è difficile, possibile, ma difficile. Allora vi avventurerete in una Bäckerei nelle vicinanze ed evitando di sperimentare la dubbia qualità dell’espresso, proverete ad adattarvi allo “Schwarzkaffee”, quella specie di acqua sporca, meglio conosciuta come tè all’aroma di caffè, e al primo sorso vi si creerà una smorfia d’insofferenza e disagio. Sì, quel caffè fa schifo. E ce lo farete sapere con un altro post sui social che tradirà la tipica “prima volta” o meglio “primo incontro” con il peggio di Berlino. Poi però, probabilmente senza svelarlo, continuerete a berlo, abituandovi a quel bicchierone di carta che nelle stagioni gelide riesce almeno a tenervi le mani calde…

7. Il tedesco e i tedeschi

Berlino è bellissima, peccato per il tedesco e… i tedeschi. Dopo l’incontro-scontro con la lingua tedesca, parte automatica la considerazione sull’impossibilità di pronunciare le sue parole chilometriche. Cercherete di riportarne su facebook alcuni esempi, nel tentativo di esorcizzarne la difficoltà e la cacofonia. Inoltre, poco importa se il vostro primo confronto sarà positivo o negativo, l’approccio con un madrelingua tedesco vi darò in ogni caso l’occasione per uno status di conferma o smentita dei classici luoghi comuni legati ai tedeschi. E più o meno dettagliatamente ce lo racconterete, rendendoci partecipi dell’esperienza con un episodio di estrema maleducazione o inaspettata gentilezza.

8. Il paragone con l’Italia

Ogni passo è una sorpresa, ogni dettaglio a Berlino riesce a stupire. L’aria che si respira è davvero molto diversa da quella che avete lasciato a casa e almeno una volta vi ritroverete costretti a un paragone con le dinamiche italiane: la puntualità dei mezzi di trasporto, la libertà nell’abbigliamento, l’efficienza degli enti pubblici o dettagli più sottili, come il passeggino di ultima tendenza che si attacca al manubrio della bici, le bretelline per i bambini per lasciarli liberi di muoversi, senza farli allontanare… ogni spaccato di vita quotidiana diventerà un’ispirazione per paragonare le abitudini berlinesi con quelle italiane, ispirazione che facilmente finirà condivisa su facebook.

9. L’incontro in metro

Un tipo in mutande abbracciato a un materasso, quello travestito da superman, il rapper con l’amplificatore a bordo della S-Bahn, la violinista che passeggia a ritmo di Vivaldi fra i vagoni sono alcune tipologie di incontri che si possono fare a Berlino. E’ l’effetto di una città fuori dal comune, grande e famosa per saper riunire assieme attitudini contrastanti. Personaggi eccentrici e potenziali soggetti virali, che con un solo click farete sbarcare sulla rete, accaparrandovi una buona dose di like. Sì, la possibilità di incrociare persone del genere è decisamente minore fra le strade della vostra città, quindi perché non raccontare agli amici quale fortuna vi sia toccata nel viaggiare sulla loro stessa linea?

10. Scoprendo Mauerpark

Un paradiso di abiti usati, scarpe trasandate, giacche costose a meno della metà del prezzo, profumo di spremuta d’arancia e hummus, il brusio allegro e rilassato della folla… e poi, per concludere in bellezza la visita a Mauerpark: il karaoke. E chiederete a voi stessi e ai vostri amici di facebook, coinvolgendoli con un post descrittivo-riflessivo, dove siete stati finora e perché la vita vi ha tenuti lontani da questo Paese dei Balocchi comunemente chiamato Mauerpark, un luogo pieno di energia che, qualsiasi sia il vostro giudizio su Berlino, non potrà che lasciarvi incantati.

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Foto di copertina © Sjoerd Lammers

 

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Margherita Sgorbissa

Con sempre il solito imbarazzo delle autodescrizioni, mi presento: sono Mag e sono laureata in mediazione linguistica. Finita la vita in Italia, presto sarò a Berlino per iniziare un nuovo capitolo. Un grande legame che mi ha tenuta stretta alla realtà tedesca è stato sicuramente Berlino Cacio e Pepe Magazine, con cui collaboro dal 2011. Inutile citare la mia grandissima passione per la scrittura e il giornalismo!

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