16 segni che ormai padroneggi la lingua tedesca

Ti sei iscritto a un corso intensivo di tedesco. Hai sudato le proverbiali quattro camicie facendo compiti a casa e compulsando dizionari. Ti sei imposto ascolti serali forzosi di radio e film in lingua, anche a costo di perdere i sensi sulla tastiera del tuo pc. Hai stalkerato Tandempartner/innen pur di avere la tua dose quotidiana di conversazione. Insomma, è stata davvero dura ma ne è valsa la pena, perché adesso sei orgoglioso dei tuoi progressi e la lingua tedesca, finalmente, non è più un rebus indecifrabile. Anzi, puoi affermare che la domini piuttosto agevolmente senza timore di essere smentito. Qualche tempo fa il quotidiano in lingua inglese The Local ha stilato una lista di indizi inequivocabili che testimoniano la raggiunta padronanza del tedesco. Anche noi di Berlino Magazine vogliamo proporre una Top 16 tutta nostra dei segni che attestano la vittoria sull’impossibile lingua tedesca.

Le abbreviazioni. Proprio come i tedeschi, ti servi di abbreviazioni quali Kuli per Kugelschreiber (biro), o WM per Weltmeisterschaft (mondiali). Oh, se alcune parole tedesche superano i 35 caratteri, una soluzione bisognerà pur trovarla.

Dialetto? Kein Problem. Il dialetto – ad esempio il berlinerisch – non ti costringe più alla totale scena muta.

Gergo e modi di dire. Ormai non ti limiti più a costruzioni elementari soggetto-verbo, ma ti lanci nell’uso di Redewendungen (modi di dire) Sprichwörter (proverbi) e Umgangsprache (linguaggio corrente, gergo). Così, per dire «sono cavoli tuoi», usi locuzioni come «das ist aber dein Bier»; o, se qualcuno si sta comportando in maniera un po’ stramba, gli chiedi «hast du ‘ne Macke, oder was?».

Basta Denglisch. Quella pericolosa fusione di tedesco e inglese che va sotto il nome di Denglisch tende progressivamente a sparire, permettendoti di tenere le due lingue ben distinte.

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Verbi separabili. Quando usi un verbo separabile, riesci ad arrivare al termine di una frase anche lunga senza dimenticarti che diavolo di preposizione dovevi mettere alla fine (e, soprattutto, senza dimenticarti che c’era una preposizione, alla fine).

Il manuale di grammatica torna al suo posto. Il manuale di grammatica non è più perennemente aperto sul tavolo ma è tornato alla sua funzione originaria, vale a dire puntellare uno scaffale della libreria un po’ incerto.

Verbi con preposizioni. Quando ti trovi di fronte a un verbo come leiden, sehnen, sich einigen, individuare la giusta preposizione e il giusto caso non è più una roulette russa. Idem per la concordanza di articoli, aggettivi e sostantivi nel parlato: ormai hai smesso di affidarti al lancio della monetina o a una pronuncia volutamente farfugliata per sperare di farla franca col tuo interlocutore.

Il Konjunktiv I, questo (s)conosciuto. Quando, in un articolo, trovi il Konjunktiv I, non esclami trionfante: «guarda che stupidi, un refuso» e comprendi subito che sei di fronte a un discorso indiretto.

Leggi i quotidiani. Puoi leggere le notizie del giorno su Die Welt o Süddeutsche Zeitung senza che, nel frattempo, sia cambiato il governo in Germania.

Photo ©opposition24.de
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Leggi un libro in tempi non biblici. Puoi finire di leggere un libro prima che il suo autore passi a miglior vita. Ma, soprattutto, puoi applicare la strategia «ora leggo tutto e sottolineo le parole che non conosco, poi le cerco alla fine sul dizionario» senza dover più constatare che erano l’80% del testo.

Puoi ascoltare le notizie. Puoi ascoltare e capire il notiziario della Deutsche Welle anche evitando la versione langsame gesprochene Nachrichten, in cui lo speaker legge in maniera più lenta e soporifera della controfigura di Romano Prodi.

Netflix in tedesco, a me. Ormai guardi film e serie tv in tedesco. Ok, lo facevi anche prima usando i sottotitoli inglesi. Poi sei passato ai sottotitoli tedeschi. Ma ora ci riesci proprio senza alcun sottotitolo. E non bari guardando Goodbye Lenin!, che avevi visto già sei volte in italiano. Vuoi mettere?

Photo © petcor80
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Non devi più riflettere su ogni singola sillaba che dici. Quelle regole grammaticali che, quando studi o scrivi, ti sembrano abbastanza chiare, cominciano a diventare automatiche anche quando parli. Così molli gli ormeggi e non pensi più continuamente a quello che stai dicendo. E, con tua somma sorpresa, lo stai anche dicendo bene.

Chatti in tempo reale. Quando rispondi su Facebook o Whatsapp al messaggio di una persona che ti piace – e dunque ci tieni a non sfigurare col tuo tedesco – non impieghi più mezza giornata per scrivere due righe, evitando così il rischio che lei/lui si sia intanto fidanzata/o.

Sogni in tedesco. Ogni tanto ti capita di sognare in tedesco. E non è il tedesco maccheronico del prof. Birkenmayer nel Secondo tragico Fantozzi; no, è tedesco vero, con struttura e lessico sensati. Ormai, che tu lo voglia o meno, il tuo cervello ha varcato il Rubicone. O, per meglio dire, il Reno.

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Ti godi la tua vita sociale. Quando esci coi tuoi amici tedeschi dopo una giornata impegnativa, interagire con loro per un paio d’ore non ti causa collassi neuronali. Puoi goderti la conversazione e la piacevolezza del tempo trascorso insieme, perchè non ti sembra più tutto un enorme Hausaufgabe. E ti senti finalmente a casa.

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