A Berlino il test per l’HIV è gratis e garantisce l’anonimato. Ecco come richiederlo

A Berlino è possibile sottoporsi al test per l’AIDS in forma anonima e gratuita. Un servizio che garantisce la tutela della privacy dei pazienti che, davanti a un risultato positivo, temono ripercussioni, specialmente in ambito lavorativo.

I centri di assistenza medica, i medici di base e gli uffici predisposti incoraggiano tutte le persone potenzialmente a rischio a sottoporsi al test, specificando che una diagnosi precoce del virus permetterebbe di trattare la malattia in modo più efficace, assicurando una migliore qualità e aspettativa di vita e una possibilità più alta di contrastarlo.

Le assicurazioni sanitarie coprono i costi del test, a cui ci si può sottoporre in ogni momento presso un medico di base. A Berlino è possibile fare il test anche nei centri di consulenza medica per la prevenzione dell’AIDS (Aidsberatungsstelle der Berliner Gesundheitsämter e Berliner Aidshilfe), in forma anonima e a un costo di circa 10 Euro.

Come sottoporsi al test dell’HIV

I medici si rivolgono in particolare a persone senza partner sessuale fisso o che hanno avuto rapporti sessuali non protetti. “Consigliamo il test a tutti quelli che si sono trovati in situazioni a rischio, con partner sconosciuti o quasi del tutto sconosciuti e senza protezione”, riferisce Wolfgang Muller del Centro Nazionale Tedesco di Informazione sulla Salute (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung). Non solo il test è anonimo e gratuito, ma accompagnato dalla possibilità di accedere a una consulenza per il supporto psicologico, nel caso di esito positivo, fondamentale per aiutare i pazienti ad affrontare le prime fasi del trattamento della malattia.

Altamente sconsigliati dai medici e operatori del settore sono gli “HIV-Heimtests”, test reperibili al di fuori dagli ambulatori medici per una verifica autonoma sulla contrazione del virus. Oltre a non essere legali in Germania, è stato appurato che il loro funzionamento non garantisce un risultato affidabile. Non per ultimo, un HIV-Heimtest non prevede alcuna assistenza psicologica nel caso di esito positivo.

A scoraggiare la decisione di sottoporsi a un test per l’HIV sono prima di tutto la paura degli esiti e poi i lunghi tempi di attesa da attraversare prima di accedere ai risultati. Una volta contratto il virus, il corpo produce determinati anticorpi che sono riconoscibili non prima di tre fino a sei settimane dopo il contagio. Per poter escludere o confermare il rischio di contagio è quindi necessario attendere da sei settimane fino a tre mesi.
Inoltre, in caso di esito positivo, è necessaria una seconda analisi che confermi i risultati della prima, analisi per cui è ugualmente prevista un’attesa di settimane.

L’Hiv a Berlino e nel mondo

Secondo le statistiche del Robert-Koch-Institut (RKI), che si occupa del controllo e della prevenzione di malattie infettive, a Berlino sono 16.500 le persone che convivono con il virus dell’HIV. Nonostante numerose campagne di sensibilizzazione a favore dell’uso del preservativo e della prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili, il numero dei nuovi casi di HIV nella capitale rimane invariato. Durante il 2015, il RKI ha identificato e circa 430 nuovi casi. Di questi, il 79 per cento sono uomini omosessuali.

In Europa aumenta il numero di nuove diagnosi da HIV. Negli ultimi anni, fino al 2015 in cui si è registrato un numero da record, sono più di 153.000 i nuovi contagi registrati, secondo l’ufficio regionale dell’Organizzazione Mondiale della Salute e il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, quasi il 7 per cento in più rispetto agli anni precedenti. Un aumento particolare è da registrare nei paesi dell’Est Europa.
Nell’ottica globale le statistiche sembrano invece più ottimiste: nel 2015 un rapporto delle Nazioni Unite ha contato circa 2,1 milioni di persone contagiate dal virus HIV, numero che risulta in diminuzione del 34 per cento già dagli anni 2000.

Alcuni contatti utili per consulenza medica sull’HIV: gli uffici sanitari locali, Aids-Hilfen e BzgA (01805/55544414)


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Immagine di copertina © Cristian C – CC BY-SA 2.0

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Margherita Sgorbissa

Con sempre il solito imbarazzo delle autodescrizioni, mi presento: sono Mag e sono laureata in mediazione linguistica. Finita la vita in Italia, presto sarò a Berlino per iniziare un nuovo capitolo. Un grande legame che mi ha tenuta stretta alla realtà tedesca è stato sicuramente Berlino Cacio e Pepe Magazine, con cui collaboro dal 2011. Inutile citare la mia grandissima passione per la scrittura e il giornalismo!

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