Americani? Più tedeschi degli stessi tedeschi

Tedeschi in America: a giudicare dai censimenti più recenti, i tedeschi sono il primo gruppo etnico degli Stati Uniti.

Negli USA viene tenuto un censimento della popolazione ogni 10 anni. Gli ultimi dati sono del 2010 e mostrano che, contrariamente alla visione comune di un’America “inglese”, il principale gruppo etnico degli Stati Uniti è tedesco e ha origini molto antiche.

La prima immigrazione: 1492-1820

Anche se gli stati tedeschi non ebbero mai un ruolo di primo piano nella colonizzazione dell’America, già dalla data della scoperta del Nuovo continente iniziò ad arrivare un gran numero di immigrati da quelle regioni. Questi, quasi tutti contadini e pastori, erano attirati dalla possibilità di impossessarsi di un piccolo appezzamento di terreno nelle vaste praterie del Nuovo Mondo. Rivista Studio riporta che nel 1795 i tedeschi erano così numerosi che il Congresso provò a introdurre il tedesco come seconda lingua ufficiale del Paese, tuttavia senza successo.

tedeschi in america
Emigranti tedeschi salgono su una nave ad Amburgo; © ghs-mh.de

La seconda ondata: 1820-1870

Dal 1820 al 1870 si verificò un’emigrazione massiccia dal territorio che oggi conosciamo come la Germania, causata principalmente dalle difficili condizioni di vita nella regione: la situazione economica precaria di un’Europa afflitta da continue guerre e da crescente disoccupazione (causata anche dall’avvento della rivoluzione industriale) provocarono un’emorragia demografica che si placò soltanto con l’unificazione tedesca, nel 1871. La maggior parte di questi emigranti era diretta verso gli Stati Uniti d’America. Per avere un’idea dei numeri, basti pensare che in questo periodo più di sette milioni e mezzo di immigrati si stabilirono in terra americana (più dell’intera popolazione degli Stati Uniti nel 1810). Un terzo di questi era era di origine tedesca. Soltanto nel decennio 1845-1855 un milione di tedeschi si trasferì oltreoceano. Le città con presenza tedesca più consistente erano Baltimora, Cincinnati, St. Louis, Milwaukee e New York.

Tipologia di immigrazione

Per scampare alla fame, i tedeschi accettavano qualsiasi lavoro in grado di garantire loro un minimo di sussistenza. Insieme agli irlandesi, altro gruppo etnico molto forte nel Stati Uniti, costituirono la base della piramide sociale per l’intero periodo dello sviluppo economico americano. Rüdiger Lentz, direttore dell’Aspen Institute Germany, ha dichiarato a The Economist: «I tedeschi non erano parte dell’aristocrazia coloniale. Molti italiani e polacchi appartenevano alla classe media e divennero in fretta attivi politicamente. Gli immigrati tedeschi erano perlopiù poveri contadini e questo è il motivo per cui si diressero verso i vasti, fertili spazi del Midwest. Gli italiani affollavano i municipi, i tedeschi le birrerie».

Censimento di immigrati a Ellis Island; © Wikimedia Commons

Una “razza” discriminata

Nonostante la composizione multietnica degli Stati Uniti, gli immigrati tedeschi e irlandesi furono particolarmente discriminati dalle amministrazioni locali e questo per molte ragioni. La prima era religiosa, in quanto i tedeschi erano cattolici in un Paese a maggioranza protestante. Un’altra era politica: quasi tutti i tedeschi e gli irlandesi aderirono al partito democratico, riconoscendosi nelle sue rivendicazioni di maggiore mobilità sociale. Infine, gli americani più poveri si sentivano minacciati dalla concorrenza sfrenata dei tedeschi per gli impieghi meno retribuiti. Non è chiaro se l’abolizione della schiavitù al termine della Guerra di Secessione (1865) contribuì a ridurre o ad acuire il problema.

Emigrazione nel periodo nazista: 1933-1944

A partire dal 1933 moltissimi tedeschi fuggirono dalla Germania per scampare alle persecuzioni naziste: dissidenti politici, intellettuali, omosessuali, ebrei-tedeschi. Nel 1938, in seguito ai pogrom, 40.000 ebrei tedeschi lasciarono la Germania. La maggior parte di essi si rifugiò negli Stati Uniti. Durante la Seconda guerra mondiale, 10.000 immigrati tedeschi furono internati nei campi di prigionia americani in quanto potenziali collaboratori del regime nazista. Per evitare la prigionia molti di loro americanizzarono i propri nomi. Al termine della guerra, quando la notizia di ciò che era accaduto nei campi di concentramento nazisti raggiunse l’America, ancora altri tedeschi – vogliosi di sottrarsi al pubblico disprezzo – cambiarono nome. In questo modo diventarono sempre meno distinguibili come etnia a parte.

Oggi

Oggi i tedeschi sono il primo gruppo etnico degli Stati Uniti. Sono più ricchi del 18% rispetto alla media nazionale, hanno un’educazione di livello più alto e sono più raramente disoccupati. Hanno in parte perduto le loro radici linguistiche: il 97% di loro parla soltanto inglese (dati: The Economist). La loro forte presenza sul territorio nazionale americano è un dato su cui concordano tutti i censimenti.

tedeschi in america

La cartina qui sopra mostra le aree (evidenziate in giallo) con una prevalenza confermata di abitanti di origine tedesca (dati US Census Bureau 2010; infografica © The Economist). Ed ecco invece la lista dei principali gruppi etnici statunitensi, pubblicata nel 2013 da un’inchiesta di Business Insider. Anche qui i tedeschi sono al primo posto.

1 Origine tedesca: 49,206,934

2 Origine (genericamente) africana: 41,284,752

3 Origine irlandese: 35,523,082

4 Origine messicana: 31,789,483

5 Origine inglese: 26,923,091

6 Origine “Americana” (incerta): 19,911,467

7 Origine italiana: 17,558,598

8 Origine polacca: 9,739,653

9 Origine francese: 9,136,092

10 Origine scozzese: 5,706,263

11 Origine mista scozzese-irlandese: 5,102,858

12 Autoctoni (indiani americani o gruppi originari dell’Alaska): 4,920,336

Tedeschi-americani famosi

Per rendersi conto di quanto la presenza di tedeschi negli USA sia effettivamente massiccia, è sufficiente cambiare scala e guardare più da vicino alcuni personaggi americani saliti agli onori della cronaca. Moltissimi di loro hanno infatti origine tedesca. Ecco alcuni esempi.

tedeschi in america
Public domain

Walt Disney fu il quarto figlio di Elias Disney, irlandese, e Flora Call, americana di discendenza tedesca e inglese.

 

tedeschi in america
Uma Thurman in Cannes Red Carpet in 2000 © Rita Molnár CC BY-SA 2.5

Uma Thurman: sua nonna, Nena von Schlebrügge, apparteneva alla nobiltà tedesca, e si trasferì a New York all’età di 17 anni per lavorare come modella.

 

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Public domain

David Letterman, presentatore del famoso Late Show, è figlio di Dorothy Hofert, segretaria di origini tedesche.

 

Donald Trump at the New Hampshire Town Hall at Pinkerton Academy, August 19th, 2015 © Michael Vadon CC BY-SA 2.0

 Sta circolando su internet una mappa – pubblicata da Limes – che traccia le origini della famiglia Trump. Anche l’attuale Presidente degli Stati Uniti ha origine tedesca. Suo nonno, Friedrich Trumpff, emigrò da Kallstadt a New York nel 1885. Nella metropoli americana cambiò il suo cognome in Trump. In quella forma lo trasmise ai discendenti, tra cui il nipote Donald.

Se in un’epoca in cui la Germania diventa sempre più internazionale sotto l’effetto della crisi migratoria e dell’instabilità della situazione politica in Medio Oriente (il boom di arrivi è stato registrato nel 2015 con 890.000 migranti – fonte: Die Welt), gli Stati Uniti d’America sembrano dunque essere addirittura più tedeschi della Germania stessa.

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Immagine di copertina: Donald Trump © Gage Skidmore CC BY-SA 2.0

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