Anime Architecture, la mostra con cui Berlino celebra la Tokyo dei più grandi disegnatori di anime giapponesi

Patlabor (1989), Ghost in the Shell (1995) e Innocence (2004): tre dei più celebri e affascinanti film d’animazione giapponese sono stati creati grazie alle immagini di alcuni dei più grandi disegnatori di anime contemporanei: Hiromasa Ogura, Mamoru Oshii, Atsushi Takeuchi e Takashi Watabe. I loro disegni sono al centro di Anime Architecture, mostra ospitata fino al 16 ottobre dalla Tchoban Foundation ovvero il Museo del disegno architettonico, perfetto connubio tra antico e moderno firmato nel 2009 dall’architetto Sergei Tchoban, collezionista e grande appassionato d’arte.

La mostra. Tra le sale di questo edificio di impronta costruttivista si ha così modo di scoprire la rappresentazione di una Tokyo che ha ormai perso la sua anima di villaggio di pescatori. Del suo passato non rimangono che tracce illeggibili. Le luci del presente soffocano le piccole e rare abitazioni di legno che lo ricordano. La pioggia è elemento continuo delle loro immagini. Ne esce una visione ormai rassegnata di una città destinata ad essere solo un accumulo di enormi palazzi tatuati con spot pubblicitari e nomi di ristoranti che invitano probabili turisti europei a provare le tipiche prelibatezze orientali. È un Giappone privo di cromie, tra la sua giungla di tubolari e fili elettrici che incatena ogni cosa.  Qui è possibile finalmente capire quale quantità e qualità di lavoro possa esistere. Inoltratevi in L’allestimento vi da dunque la possibilità di poter vivere la mostra in modi differenti: vedendo il lavoro ultimato e solo più tardi scoprendo il lavoro preparatorio oppure potrete analizzare le opere del secondo piano per poi lasciarvi stupire da come i colori siano capaci di trasformare quegli stessi disegni.

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Dal film ai disegni. E viceversa. La mostra è suddivisa su due piani. Al primo vi appaiono i disegni che vennero poi definitivamente utilizzati nei tre anime. A quello superiore invece vi si trovano i disegni preparatori, il “dietro alle quinte” degli stessi lavori ammirati pochi minuti prima. È un percorso “al contrario” che si preoccupa di fare capire sia il ruolo dei colori, capaci di trasformare completamente i disegni, che la quantità di lavoro dietro la costruzione di un lavoro di animazione prima dell’avvento della computer grafica, fortuna e sciagura dei disegnatori contemporanei. Per la precisione del loro tratto viene naturale pensare di potere definire Hiromasa Ogura, Mamoru Oshii, Atsushi Takeuchi e Takashi Watabediritto i nuovi artisti fiamminghi del XX secolo. I pezzi in esposizione non sono molti, la mostra è agevolmente visitabile in un’ora a cui si può aggiungere una visita alla collezione permanente del museo, già a suo modo eccezionale per come riesce  suggerire, grazie allo sfalsamento e l’asimmetricità dei diversi piani sui quali poggia come un gigante nido di vetro la loggia, un movimento quasi di sospensione nello spazio.

Un paio di consigli in più. Visitate il museo in una giornata di sole così da potervi assaporare il panorama offerto dall’enorme lastra vitrea del secondo piano. Sembra di abbracciare una piccola parte di Prenzlauer Berg. .Se vi recate di sera, quando è ormai buio, se vi è possibile e siete nei paraggi, nonostante il museo sia già chiuso, fermatevi nel parco vicino e potrete vedere come Tchoban sia riuscito con il cemento, il vetro e la luce a far galleggiare la sua costruzione. Vista la mostra non resta che passare al più vicino supermercato, comprare dei popcorn, andare a casa e sedersi comodamente sul divano e lasciarsi trasportare dalla magia di uno dei lavori di animazione di questi grandi artisti giapponesi. Buona visione!

Anime Architecture

fino al 16 ottobre 2016

presso la la Tchoban Foundation – Museum für Architekturzeichnung

Christinenstraße 18A

119 Berlino

dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 19

sabato e domenica dalle 13 alle 17

Ingresso: 5 €

http://www.tchoban-foundation.de/

 

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