Be’kech il caffè di Berlino dove tutto è gratis tranne il tempo

Be'kech

Al be’kech i clienti pagano in base al tempo che vi trascorrono e non alle ordinazioni.

Spesso è un’occhiataccia del personale a farci capire che il nostro tempo in un locale è scaduto, altre volte invece ci viene chiesto apertamente se per caso desideriamo ordinare qualcos’altro: a chi non è mai capitato di trattenersi a lungo in un bar e di sentirsi (quasi) obbligati a fare ordinazioni su ordinazioni per evitare di essere sbattuti fuori? A Berlino Nina Martin e Louna Sbou hanno deciso di aprire un caffè per ovviare a questo inconveniente. Al be’kech i pagamenti avvengono in funzione del tempo speso nel locale e non di ciò che si ordina: un minuto costa 5 centesimi di euro.

be’kech a Berlino

Situato nel quartiere berlinese di Wedding, il be’kech trae il suo nome dalla fusione di Berlin e Marrakesh, le città d’origine delle due fondatrici, e si propone come una sorta di salotto pubblico, anche se la definizione più appropriata sarebbe anti-caffè. Il mix berlinese-marocchino è trasposto nell’arredamento del locale, l’atmosfera appare lontana da quella dei caffè hipster che ormai affollano la capitale tedesca e l’ambiente è intimo e funzionale al contempo. Al piano terra sono state concepite delle cabine chiuse che si prestano per chiamate skype o telefonate, stampante e scanner sono a disposizione, sono state predisposte una sala riunioni e un’area in cui fare silenzio e concentrarsi al meglio. Nonostante si trovi in una via solitamente non molto frequentata e sia aperto soltanto da giugno 2017, il be’kech sta già riscuotendo successo per via della sua filosofia. Seguendo il pensiero per cui il tempo è quanto di più prezioso possediamo e bisognerebbe sfruttarlo al massimo.

Al be’kech sono proprio minuti e ore a funzionare da valuta. L’orario di arrivo dei clienti viene appuntato su un foglietto e il pagamento avviene all’uscita in proporzione al tempo trascorso nel locale: un minuto costa 5 centesimi di euro, un’ora 3 euro e l’intera giornata 15 euro. Inoltre esiste un pass da 10 giorni al prezzo di 120 euro, un pass mensile da 220€ e pass ad hoc per ogni esigenza specifica. Nel prezzo sono compresi caffè, tè, acqua, la colazione in mattinata, una portata calda a pranzo e naturalmente il wifi. I clienti possono anche portarsi qualcosa da mangiare da casa e riscaldarlo nel microonde del locale. In più ci sono giochi da tavolo, libri e soprattutto un contesto stimolante che la sera diventa teatro di eventi di musica, arte e letteratura.

@bekech.berlin[/caption]

@bekech.berlin

 

@bekech.berlin

Immagini: © Instagram

Da caffè ad anti-caffè

Soprattutto nelle grandi città moderne, in cui molti lavoratori sono di passaggio, essere freelance è quasi la norma e ottimizzare i tempi diventa fondamentale, il caffè si trasforma da luogo di svago e consumo in spazio ibrido, in cui i clienti non sostano soltanto per godersi un cappuccino con fetta di torta, ma anche per sfruttare la connessione wifi, una comoda postazione di lavoro in poltrona e di tanto in tanto socializzare. In altre parole il caffè si trasforma in anti-caffè, un luogo a metà tra il bar e lo spazio coworking che si propone di contrastare il consumismo e di fornire agli avventori una piattaforma di scambio di idee e contatti. Per fondare il be’kech Nina Martin e Louna Sbou si sono ispirate a un concept di locale nato a Mosca nel 2011 con il nome Ziferblat. Che ad oggi è anche presente a San Pietroburgo, Londra e in Ucraina. Per via delle sue caratteristiche, il locale berlinese è particolarmente adatto alle esigenze di creativi e artisti freelance alla ricerca di un luogo in cui sviluppare i propri progetti ed entrare in contatto con altre menti del settore. Ma le due fondatrici hanno precisato che il be’kech è aperto a tutti: «Per noi è importante costruire una comunità attorno a un luogo in cui stare bene e in cui nessuno si senta obbligato a fare nulla. Sebbene ci sia sempre il rischio che qualcuno se ne approfitti, l’idea sta funzionando perché la maggior parte dei clienti si attiene alle regole» hanno dichiarato le due giovani donne a Berliner Morgenpost. Nina e Louna raccontano che il quartiere di Wedding, lontano dai più ambiti Mitte, Kreuzberg o Prenzlauer Berg, è stato volutamente scelto come sede per il be’kech: «Molti artisti, designer e freelance in generale si sono trasferiti a Wedding per via degli affitti più bassi di questo quartiere. Il be’kech vuole essere il loro nuovo “ufficio” e luogo d’incontro».

be’kech

Exerzierstrasse 14, Berlino-Wedding
Aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, sabato e domenica dalle 11 alle 19
Tel. 030 84432633

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Foto di copertina © be’kech/Facebook

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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