Una magia musicale in Philharmonie a Berlino

 

Col giungere di maggio, volgendo al termine la stagione 2013/2014, si tende a proporre titoli e programmi che sono un po’ il fiore all’occhiello del cartellone così da non lasciare al pubblico l’amaro in bocca per la sempre più vicina pausa estiva. Per i musicisti tedeschi, tuttavia, l’estate non è un periodo di riposo poiché i migliori tra loro confluiscono negli organici dei maggiori festival per poi riprendere, a fine agosto, ciascuno la propria attività nell’istituzione di appartenenza. A Berlino, alla regolare ripresa delle attività di settembre, si anteporrà il Musikfest (che prevede l’ospitalità di compagini di rango) per poi seguire, a metà settembre, con l’avvio della nuova e copiosa stagione, così come è consuetudine.

Ieri sera alla Philharmonie, i Berliner Philharmoniker hanno proposto un programma dedicato a Schubert, Mozart e Bruckner. Comme d’habitude è difficile restare indifferenti alla versatilità, all’impegno e al desiderio di grandeur che probabilmente la più prestigiosa tra le orchestra del panorama musicale internazionale cerca sempre di mettere in evidenza.

Quando si eseguono pagine di Bruckner, si è soliti concentrarsi su di una sola composizione, viste le notevoli difficoltà che comporta questo autore (a molti ingiustamente ancora sgradito). Per i Berliner, invece, non v’è ragione alcuna di esitare. Pertanto la Sinfonia n.7 in Mi maggiore di Anton Bruckner, diretta da Simon Rattle nella seconda parte della serata, è preceduta dall’Entr’acte n.5 all’atto terzo da Rosamunde (D797) di Schubert e dal Concerto per violino e orchestra n.3 in sol maggiore KV 216 di Mozart (solista Frank Peter Zimmermann, un nome una garanzia).

Sono dunque abbinate pagine non accomunate dalla stessa fortuna ricettiva da parte del pubblico. Alcune più orecchiabili, altre più impegnative ma che vale assolutamente la pena di ascoltare e, se possibile, approfondire in modo da cogliere le pieghe più sottili celate tra le loro molteplici sfaccettature. Se tutto questo poi beneficia di un suono ricco di armonici (dalla leggerezza quasi impalpabile) e della compattezza tra le sezioni strumentali (tutte peculiarità proprie dei Berliner Philharmoniker), ogni occasione è utile per godere della grande musica. Si tenga a mente: non per far fare della mera campagna promozionale ma, spesso, ciò che a Berlino è la consuetudine, in termini di quantità e di diversificazione del repertorio, non trova molti omologhi.

Dove

Philharmonie, Herbert-von-Karajan-Str. 1, 10785.

Quando

Sabato 17 e domenica 18 maggio alle 20.00.

Pochissimi sono i biglietti disponibili ma si può sempre sperare nelle scomode ma economiche Steheplätze (i posti in piedi). Nel caso di spettacoli sold out, per esperienza, chi scrive consiglia di recarsi comunque sul luogo dell’evento poichè quasi sempre c’è qualcuno a cui avanza un biglietto pronto a cederlo anche per un prezzo inferiore a quello a cui il posto è stato acquistato.

Valentino Klose

Da sempre dedito allo studio della musica classica e della danza classica, sono il fondatore e CEO di Piccoli Giganti Edizioni (www.pgedizioni.net). Giornalista, critico musicale e aiuto regista d'opera, vivo adesso a Berlino dove collaboro con la Deutsche Oper Berlin, la Staatsoper unter den Linden e, principalmente, con i Berliner Operngruppe.

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