Berlino, grandi risultati per la destra. Ma Müller rimarrà sindaco

Le elezioni amministrative del 18 settembre 2016 hanno confermato le previsioni: Michael Müller continuerà ad essere il sindaco di Berlino. Era per lui la prima candidatura, due anni fa subentrò al dimissionario Klaus Wowereit. La domanda ora è: con chi? Finora la coalizione che lo sosteneva era formata dai “suoi” socialdemocratici (Spd)  e dai cristiano-democratici (il partito di Angela Merkel). Non sarà più possibile, non almeno guardando i risultati emersi in serata. Sia socialdemocratici che cristiano-democratici sono fortemente calati rispetto a quattro anni fa. L’Spd è passato dal 28,3% al 21.6%, la Cdu dal 23,3 al 17,6%. Assieme fanno meno del 40%. Ecco allora che, come già auspicato da Müller in campagna elettorale la nuova coalizione sarà formata da ben tre partiti. Assieme all’Spd dovrebbero esserci i Verdi (15,2%, terzo partito, ma anche loro in calo, 17,6 nel 2011) e la Linke (salita al 15,6% rispetto all’11,7 passato). Difficile pensare ad un Rosso-Verdi-Nero (ovvero Spd-Verdi e Cdu) anche se quando c’è la Linke di mezzo non bisogna dare nessuna alleanza per scontata. Alta l’affluenza passata dal 60,2 al 67,3%.

Grande risultato per Alternative für Deutschland. Afd cinque anni fa non esisteva. Ora supera i 14 punti percentuali in una città notoriamente di sinistra. I sondaggi li davano tra il 12 e il 15%. La maggiore parte dei loro voti sono arrivati dai quartieri della periferia est della capitale. Vengono votati dal 9% dei berlinesi dell’ ovest e dal 14% dell’est. Lì dove un tempo c’era il socialismo della Ddr ora regna il desiderio di un ordine anti-immigrazione.

Fonte © der Spiegel
Fonte © der Spiegel

La destra non è solo Afd. La sesta formazione a superare lo sbarramento del 5% (in Germania vi è proporzionale secco sia a livello nazionale che regionale e municipale) sono i liberali dell’Fdp che arrivano al 6,7% contro l’1,8% di cinque anni fa. Dopo la batosta nazionale del 2013 (neanche entrati in Parlamento, prima volta nella storia) un importante segnale di ripresa.

Chi perde davvero. L’Spd rimane primo partito, ma gli oltre 6 punti percentuali sono tanti e impongono una riflessione profonda all’interno del partito. Peggio però va ai cristiano-democratici, mai così male a Berlino. Per Angela Merkel non è un periodo semplice. Il peggiore risultato è però quello dei Pirati che escono fuori dal senato raccogliendo un misero 1,7% (erano 8,9%). La loro favola, iniziata proprio a Berlino, sembra giunta a conclusione.

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