Vi spieghiamo perché i turchi-tedeschi sono dei fan di Erdoğan

Turchi-tedeschi

Il 16 aprile 2017 quasi 80 milioni di cittadini turchi sono stati chiamati a votare e più di 400 000 Turchi nelle città tedesche hanno votato per 63% a favore della riforma costituzionale voluta dal presidente turco Erdogan.

Percentuale che supera del 12% il risultato generale della consultazione referendaria, ma perché i turchi tedeschi con doppia cittadinanza votano a favore di una svolta autoritaria in Turchia?

Il voto dei turchi-tedeschi

Nella percentuale finale così risicata per la vittoria del si al referendum, 51% si contro il 49% di no, hanno pesato moltissimo i voti dei turchi all’estero, specialmente la scelta dei turchi tedeschi che hanno votato per il 63% a favore del referendum. Le ragioni possono essere ricondotte a 2 fattori principali:

1-L’importante rete di influenza economica/politica che il presidente Erdogan ha in Europa.

2-Fattori psicologici/sociologici: il nazionalismo di Erdoğan rende orgogliosi coloro che in Germania pensano che i tedeschi li considerino come “gli ultimi della classe”. Il tutto è influenzato dalle difficoltà dei diversi governi tedeschi nel corso degli anni di mettere a punto politiche di integrazione in grado di evitare la creazione di comunità autosufficienti di turchi in Germania.

1-L’importante rete di influenza economica/politica che il presidente Erdogan ha in Europa.

La responsabile per l’integrazione della Linke, Sevim Dagdelen, è la principale sostenitrice della prima tesi. “È una questione di potere politico. E di soldi”. In un’intervista rilasciata all’Huffington Post tedesco, la deputata spiega: “Erdogan in Germania ha una rete fittissima di contatti attraverso la DITIB, Unione dei Turchi Islamici dell’istituto per la religione. L’organizzazione islamica è molto importante nella comunità turca in tutta Europa, soprattutto in Germania dove il governo centrale continua a stanziare fondi a suo favore e a garantirle un ruolo centrale nella discussione di politiche per l’integrazione al ministero dell’interno. Nelle moschee gli imam predicavano il voto a favore del referendum, ma in generale tutto il mondo che ruota intorno alle moschee tedesche ha lavorato a favore del Presidente”.

2-Fattori psicologici/sociologici del voto dei turchi-tedeschi:

Secondo A.O., studentessa turca della Freie Universität di Berlino, a questa motivazione bisogna aggiungere un fattore sociologico/psicologico: “La maggior parte dei votanti al referendum fa parte della seconda e terza generazione che ha subito maggiori problemi a livello di adattamento alla società tedesca e mantengono un forte sentimento identitario nei confronti della madre patria, nonostante il loro disinteresse alle questioni politiche e sociali in Turchia”. Il processo di integrazione dei turchi in Germania, iniziato negli anni ’50, non riesce a fare il passo conclusivo. Inizialmente gli stranieri erano accettati in quanto “Gastarbeitern”, lavoratori ospiti. Avrebbero dovuto rimanere a lavorare nel Paese per pochi anni e poi tornare in patria dalla famiglia. Non si pensava che in futuro avrebbero dovuto o potuto usufruire dei servizi di welfare tedeschi. La situazione con il tempo è sfuggita di mano e i padri di famiglia non hanno raggiunto le famiglie in Turchia, ma è avvenuto esattamente il contrario. Nonostante avessero la possibilità di rinunciare alla loro cittadinanza attiva nel paese d’origine, molti di loro hanno mantenuto la doppia cittadinanza, sia turca che tedesca, perchè nonostante abbiano ormai riconosciuto la Germania come luogo in cui passare la propria vita non vogliono lasciare quella che ai loro occhi rimane la “Heimat”, la patria che li accoglierà sempre.
“Molti turchi residenti in Germania però visitano la Turchia solo per le vacanze” – continua la studentessa – “vedono la costruzione di infrastrutture o l’opportunità di vacanze molto economiche o altri vantaggi e così alla fine pensano che l’attuale Presidente stia facendo un buon lavoro” credendo che sia carismatico e innovativo, in grado di conciliare tradizione a innovazione.

Se da un lato è facile capire il loro punto di vista, dall’altro è difficile rendersi conto che – nonostante i tanti anni in Germania – il contesto democratico tedesco non ha permesso a queste generazioni di capire l’importanza dei valori democratici attraverso un processo di integrazione più inclusivo. Quindi se tra i turchi tedeschi ma anche fra quelli europei, prevale la scelta per un sistema più autoritario che apparentemente garantisce loro servizi appositi, c’è da domandarsi se forse il modello di accoglienza europeo non sia da mettere in discussione imparando dagli errori commessi.

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Sara Bagnoli

Studentessa di Scienze politiche alla Cesare Alfieri di Firenze. Sempre in cerca di novità, è in Erasmus a Berlino per amore della Germania. Classe 1995 scrive da 2 anni per capire, conoscere e descrivere il mondo.

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