Guida per essere vegetariani a Berlino

Il vegetariano: questo strano essere umano che si aggira intorno a voi e che dice di non nutrirsi più di prodotti animali. Sottotitolo: cosa mangerà mai allora??
Negli ultimi tempi il numero di persone vegetariane e vegane è incredibilmente aumentato. Secondo dati recenti in Europa la Germania è il paese con il numero di vegetariani più alto (circa 7 milioni). La cosa più sorprendente è che molti lo diventano proprio in terra teutonica. Qui, dove tra i piatti nazionali primeggiano il Currywurst, la Schnitzel e lo stinco di maiale. Come mai proprio in questo paese dove l’aria sa di kebab, dove oltre ai vari chioschi e bancarelle è stato inventato il lavoro dell’uomo panino. Ossia i venditori ambulanti di hot dog, muniti di griglia al collo che ti arrostiscono un wurstel in meno di 30 secondi. Come mai proprio in un paese dove d’estate il possesso di una griglia da campeggio diventa un fattore discriminante per la tua vita sociale.

Probabilmente la spiegazione va ricercata proprio nella facilità con cui è possibile trovare ristoranti vegani e vegetariani, nonché altrettanti negozi  dove la reperibilità dei prodotti non contenenti proteine animali è più alta rispetto ad altri paesi d’Europa.

Molti di voi si domanderanno cosa porta una persona a “privarsi” di pietanze così gustose come quelle sopracitate e soprattutto di cosa si nutrono coloro che hanno fatto questa scelta. I motivi per i quali cambiare la propria alimentazione sono vari. Alcuni lo fanno per motivi di salute. Le recenti scoperte scientifiche dimostrano sempre più infatti che le proteine animali non sono così salutari come si credeva in passato e che una dieta dove la percentuale maggiore del pasto sia formata da frutta e verdura sia quella migliore. Altri lo fanno per motivi ecologici, morali, per gusto o per amore degli animali, che vengono così brutalmente massacrati. Il motivo è sempre personale, l’importante è agire sempre nel rispetto delle scelte altrui che si scelga di mangiare o non mangiare carne.

Molti si domandano soprattutto di cosa si nutrono, immaginando spesso il mondo vegetariano come popolato da erbivori che divorano ogni giorno quintali di zolle di terra e prato. Prima di tutto è necessario fare una distinzione all’interno dell’universo vegetariano. Esistono infatti: latto-ovo-vegetarianismo (coloro che escludono alimenti derivati dall’uccisione di animali e pesci ma che mantengono all’interno della loro dieta alimentare i derivati animali come latte e uova), il latto-vegetarianismo (ossia coloro che escludono anche le uova), l’ovo-vegetarianismo (quelli che mangiano le uova ma escludono il latte e derivati), veganismo (coloro che escludono ogni derivato animale tra cui anche il miele), il crudismo vegano (coloro che si nutrono solo di vegetali crudi) e il fruttarismo (coloro che si nutrono prvalentemente di frutta).
Se si comincia ad escludere la carne e il pesce, inizialmente ci si sente smarriti e persino le soluzioni più facili e veloci come la farcitura di un panino ci manda in crisi. Come spesso accade però quando si abbandona una vecchia abitudine si viene catapultati in un mondo di possibilità e accostamenti, cui data la necessità di trovare nuove forme di alimentarsi, nemmeno si pensava prima di allora. La fantasia prende forma e ci si trova a scoprire ingredienti precedentemente per lo più sconosciuti e a creando combinazioni che non hanno nulla da invidiare al passato.

Essere vegetariani oggigiorno non comporta alcun tipo di sforzo, o di rinunce nemmeno laddove si scelga di essere vegani ed escludere quindi anche i derivati animali, quali latte e uova. Oltre alla versatilità del tofu, il cui sapore basico viene facilmente trasformato in qualsiasi cosa, dalle creme dolci a quelle salate, con la soia data la sua consistenza fibrosa è possibile ricreare dei piatti per i nostalgici della carne. Esiste un’infinità di prodotti, come gli affettati vegan, gli hamburger di legumi, il seitan, il tempeh che inizialmente è possibile utilizzare per separarsi da un’abitudine e non sentirsi esclusi ad una cena o un pranzo dove la maggior parte degli invitati mangia carne e i suoi derivati.

E se proprio vi invitano ad una grigliata, beh…potete sempre portare l’hummus!

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Qualche idea per coloro che sono alle prime armi con questo tipo di alimentazione e vogliono provare senza troppe rinunce:

RAGU’ VEGETARIANO

INGREDIENTI (per 3 persone)

1 carota

1 costa di sedano

1 cipolla media

1 litro di passata di pomodoro

olio q.b.

150 gr di granulare di soia

1 cucchiaino di brodo granulare di verdure

sale

acqua

300 gr di fusilli

Parmigiano grattuggiato

PROCEDIMENTO

Per prima cosa prepariamo in un pentolino il brodo con il cucchiaino di brodo granulare, che ci servirà per reidratare la soia. Sminuzziamo la carota, la cipolla, e il sedano. Mettiamo il granulare di soia in una ciotola e versiamoci sopra il brodo. Attendiamo qualche minuto affinché assuma una consistenza simile al tonno in scatola. Nel frattempo mettiamo il trito di verdure in padella con l’olio e facciamo soffriggere. Quando le verdure si saranno colorite, versiamo la soia in padella e lasciamola cuocere per qualche minuto insieme alle verdure. A questo punto versiamo la passata di pomodoro, un pochino di acqua, il sale e facciamo cuocere a fuoco lento con un coperchio, in modo che il vostro fornello non diventi a pois. Lasciamo sul fuoco per una ventina di minuti, infatti, non contenendo carne non necessita una cottura prolungata. Saliamo l’acqua in una pentola capiente e versiamo i fusilli una volta che sarà arrivata a bollore. Scolare i fusilli al dente e condire con il sugo e il parmigiano grattugiato.

Se volete fare una prova, siete invitati a stupire i vostri ospiti, e a svelargli solo alla fine che, quello gustato è un piatto del tutto vegetariano.

Mahlzeit!

La frase del post

Credo che uccidere qualsiasi creatura vivente, sia un po’ come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano.

Margherita Hack

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Mariarca Guglielmo

Una napoletana atipica a cui piace il freddo e il rumore della pioggia. Con la passione per la cucina, la fotografia, il reiki e tutto ciò che richieda creatività. Resto spesso nel mio mondo, mi sono sempre sentita come in una bolla di vetro, quelle che quando le capovolgi scende giù la neve.

One Response to “Guida per essere vegetariani a Berlino”

  1. Claudio

    Ciao Maria, divertente e dissacrante il tuo post! Sono d’accordo nel dare informazione e cultura con ironia…:) sono un cuoco specializzato in cucina naturale e amerei cucinare i miei piatti a Berlino, dato che ho visto una moltitudine di possibilità di ristoranti veg. Hai qualche idea di come potrei presentarmi a questo mondo? Grazie

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