Europei, i tedeschi celebrano la Germania multietnica di Boateng e Mustafi

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Prestazione convincente per la nazionale tedesca nella gara di esordio agli Europei 2016: contro una buona Ucraina, gli uomini di Joachim Löw si sono imposti con un perentorio 2:0, maturato non senza qualche sofferenza (specialmente nel primo tempo) ma legittimato nella ripresa. Le reti sono state siglate da Mustafi al 19′ e dal veterano Schweinsteiger, appena entrato, nei minuti di recupero. Nonostante qualche sbavatura difensiva di troppo nella prima frazione, la Mannschaft è apparsa in buona condizione e sostanzialmente padrona della partita, anche grazie a uno strepitoso Manuel Neuer, sempre decisivo nei momenti di affanno dei suoi. La prima vittoria ha suscitato l’entusiasmo di stampa e tifosi, che hanno sottolineato l’importanza dei nazionali di origine straniera – ieri quattro sugli undici titolari – per la conquista dei tre punti. Nelle scorse settimane alcuni giocatori dal Migrationshintergrund, in particolare Jérôme Boateng, erano stati bersaglio delle polemiche di Pegida e Alternative für Deutschland.

La vittoria di Mustafi e Boateng. Al di là dell’imperforabile Neuer e delle buone prestazioni di Draxler, molto vivace, e Kroos, eroi della serata sono stati proprio Shkodran Mustafi, centrale difensivo ex Sampdoria con genitori albanesi, e Jérôme Boateng, pilastro del Bayern di origini ghanesi. Il primo, preferito ad un acciaccato Hummels, ha messo a segno il gol del momentaneo 1:0 con uno splendido colpo di testa su pennellata di Kroos e si è poi reso autore di una prestazione difensiva impeccabile, fatta eccezione per un malinteso con Neuer nei minuti finali che poteva costare caro. Il secondo, nonostante un avvio teso con diverse aperture difettose, si è poi riscattato alla grande con uno spettacolare salvataggio sulla linea, sull’1:0. Sugli scudi anche lo juventino Sami Khedira, che ha giganteggiato a centrocampo ed è andato vicino al gol in un paio di occasioni. Il più in ombra tra i quattro naturalizzati tedeschi è stato forse proprio il top player Ozil, apparso un po’ svagato, ma comunque autore del pregevole assist per la marcatura di Schweinsteiger.

La frecciata di Löw. Dopo il fischio finale, molti tifosi e utenti dei social media hanno sottolineato la forza e l’unione di una nazionale sempre più multietnica e ironizzato sulle affermazioni xenofobe di Pegida e AfD a sfondo calcistico. Il movimento anti-Islam di Dresda aveva commesso una gaffe criticando la campagna multi-kulti della Ferrero senza rendersi conto che i bambini raffigurati sulle confezioni di Kinder Schokolade erano i beniamini della nazionale da piccoli. Il vice di AfD Alexander Gauland, invece, aveva dichiarato alla Frankfurter Allgemeine: «La gente pensa che Boateng sia un buon giocatore. Ma non lo vorrebbe come vicino di casa». Già nei giorni scorsi dal web erano arrivati numerosi attestati di solidarietà al forte centrale, ma dopo la gara di ieri gli utenti di Facebook e Twitter si sono scatenati con gli sfottò. A spianare la strada all’ironia è stata proprio una voce illustre, quella di Joachim Löw, che nel post-partita ha dichiarato: «Bello avere Jérôme come vicino in difesa».

L’ironia del web. Su questa falsariga si sono sprecati i meme celebrativi per Boateng e di dileggio per Gauland: si può vedere Jérôme che, con la sua acrobazia, sconfigge balene e avversari a Street Fighter. E si legge: «Forse non sono Jérôme Boateng, ma Manuel Neuer?»; «Mangiatevi questo, hater» (con chiaro riferimento alla polemica di Pegida); «Grazie a Dio sei nostro vicino»; «A proposito: la nazionale di Gauland ora starebbe 1:1». O forse, a pensarci bene, 0:1 per gli ucraini, considerando la perfetta inzuccata dell’albanese Mustafi.

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Gianpaolo Pepe

Laureato in filosofia politica e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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