Germania, lo Stato paga fino a 500 € i rifugiati che scelgono di rimpatriare

La Germania sta cercando di indurre sempre più richiedenti asilo a tornare in patria pagando loro il viaggio di ritorno, riporta The Local. In alcuni casi lo Stato tedesco fornisce anche un “bonus” monetario supplementare a coloro che accettano l’offerta come aiuto a ricominciare una nuova vita una volta rimpatriati.

Perché. Finanziare il rimpatrio volontario è meno dispendioso della procedura di rimpatrio forzato. L’operazione consente inoltre di liberare spazi nelle strutture di accoglienza per rifugiati. Il “bonus” sarebbe un incentivo al rimpatrio per coloro che hanno un’alta probabilità di vedersi rifiutare la domanda di asilo, ma anche un aiuto economico per coloro che semplicemente desiderano fare ritorno nel proprio Paese.

Chi può presentare domanda. Chi ha fatto domanda di asilo e chi ha già ricevuto un responso negativo può optare per ricevere questa somma di denaro e tornare volontariamente nel proprio Paese.

I fondi. L’operazione è finanziata con fondi del REAG/GARP, un programma di aiuto umanitario dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), che supporta finanziariamente il rimpatrio o la migrazione volontari di cittadini di Stati terzi. Il budget REAG/GARP per il 2016 è di 10.1 milioni di euro. Nel 2015 più di 37.000 rifugiati ne hanno già usufruito. La somma erogata al richiedente varia in base al suo Paese di origine: per Afghanistan, Iraq, Etiopia, Eritrea, Nigeria, Pakistan e Ghana è previsto un massimale di 500 euro a persona, per la Siria di 300 euro. REAG/GARP copre viaggi in treno, autobus o aereo ed eroga fino a 250 € per viaggi in auto. Per costi di viaggio aggiuntivi sono previsti ulteriori 200 euro a persona, 100 nel caso di bambini.

Il caso dell’Afghanistan. Un gruppo di 135 migranti afghani, di cui 107 uomini e 18 donne, è rientrato a Kabul la scorsa settimana adducendo come motivazione la mancanza di prospettive in Europa. Il viaggio del gruppo era stato organizzato dalla IOM che dalla scorsa settimana ha registrato un significativo aumento di domande di rimpatrio volontario in Afghanistan. L’Ambasciata afghana in Germania sostiene che su suolo tedesco ci sono circa 1.000 individui di nazionalità afghana che desiderano fare ritorno in patria. «La ragione principale», ha spiegato Argentina Szabados, direttrice della IOM in Germania, «è che qui non ci sono prospettive di realizzazione a lungo termine, incluse le difficoltà nel ricongiungimento familiare». A questo proposito la IOM ha istituito nel 2003 un programma di assistenza al ritorno volontario e alla reintegrazione in Afghanistan (AVRR). «Il governo afghano è felice di riaccogliere tutti i cittadini che vi facciano ritorno volontariamente», ha affermato il ministro Said Hussain Alemi Balkhi.

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Foto di copertina © Raimond Spekking CC BY-SA 2.0

Giulia Mastrantoni

Laureata in inglese e francese, ama scrivere e viaggiare. Legge come se non ci fosse un domani e, non appena se ne presenta l'occasione, si butta a capofitto in nuove avventure. «Da grande» vuole non doversi mai chiedere: «E se?». Ha pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Ed. Montag nel 2015 e "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni nel 2016, sulla tematica della violenza psicologica e sessuale.

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