I The Cure arrivano in Germania: un tour eccezionale per i 40 anni di carriera

I The Cure in Germania. Nell’ambito del tour che celebra i 40 anni di carriera, la band post-punk inglese farà tappa in 7 diverse città tedesche, Berlino compresa, dove la band si esibirà martedì 18 ottobre alla Mercedes-Benz Arena (a pochi passi dalle stazioni U-Bahn ed S-Bahn di Warschauer Straße). Robert Smith e compagni suoneranno anche ad Amburgo, Monaco, Stoccarda, Francoforte, Lipsia e Colonia e, a cavallo tra ottobre e novembre, faranno tappa in Italia: concerti alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno, al Forum di Assago e al Palalottomatica di Roma.

Il tour celebrativo. Dopo i tour in Oceania e Nord America di quest’estate, la band, capitanata da Robert Smith, si appresta a sbarcare in Europa, per un giro di date davvero imperdibili. Quale altro modo sarebbe più azzeccato per festeggiare 40 anni d’onorata carriera, se non quello di suonare ancora una volta in giro per il mondo il meglio del proprio repertorio? Di sicuro sarà uno spettacolo grandioso, come solo i The Cure sanno fare; vista la fantastica scaletta, di quasi 40 pezzi, possiamo già immaginare le loro solite tre ore di concerto indimenticabili. Avremo sicuramente occasione di sentire le romantiche LullabyLovesong e Pictures of You, la ballata pop Just Like Heaven e la cupa A Forest, ma anche le solari Let’s Go to BedIn Between Days, e grandi classici come Friday I’m In LoveClose to Me e Boys Don’t Cry. In altre parole: tutte le canzoni che hanno fatto la storia della band inglese. Sfortunatamente, il tour sta già registrando il tutto esaurito per diverse date, ragion per cui, se si è interessati, conviene affrettarsi nel prendere i biglietti dei concerti ancora in vendita, che potrebbero finire da un momento all’altro.

La carriera (riadattamento da wikipedia.it) Nel 1976, a Crawley, nel West Sussex, Robert Smith (chitarra) forma i Malice con alcuni compagni del liceo, tra cui Michael Dempsey (basso). Successivamente, con un cambio di formazione, subentrano Lol Tolhurst (batteria) e Porl Thompson (chitarra), e nel dicembre del ’76 suonano i primi concerti. Le esibizioni disastrose spingono la band a cambiare nome in Easy Cure (gennaio ’77), e infine nel semplice The Cure, dopo l’abbandono di Thompson (maggio ’77); nel frattempo, Robert diventa ufficialmente il cantante del gruppo, che nell’aprile dello stesso anno firma un contratto con la Hansa Records, la più grande etichetta indipendente tedesca, rivelatosi poi deludente e per questo risolto.

ll successo. La prima pubblicazione in assoluto della band risale al dicembre del 1978, con il singolo Killing an Arab, fortemente criticato per via del titolo. L’album d’esordio, uscito nel 1979 con la neonata Fiction Records, si intitola Three Imaginary Boys, e mostra chiaramente gli influssi giovanili della band, come il punk e l’art rock di David Bowie, ma già si intravedono i tratti tipici di una musica introspettiva e minimalista, che caratterizzeranno gli album successivi. Poco dopo, Dempsey, viene sostituito da Simon Gallup, e per un breve periodo, si aggiunge anche Matthieu Hartley (tastiere); i toni si incupiscono, sfociando nel melanconico Seventeen Seconds del 1980, registrato tuttavia in un’atmosfera di grande carica. La band oscillerà sempre tra i quattro e i cinque componenti; instabilità costante che li contraddistinguerà. Il terzo album, Faith, uscirà nel 1981; un lavoro dalle tonalità ancora più tristi e cupe rispetto al precedente, concentrato sull’analisi della fede e del rapporto che la gente ha con quest’ultima. L’anno successivo, nel 1982, i Cure registrano e pubblicano Pornography, il terzo ed ultimo album di una ideale trilogia dark, che porta i Cure ad essere considerati gli eredi del testamento musicale dei Joy Division. L’album è intriso di rabbia e disperazione, è cupo e pessimista. La band la band inizia ad avere un crollo psicofisico, causato dalle droghe e dai troppi impegni, e i membri si allontanano sempre di più, fino a prendersi una pausa; in questo periodo Smith incomincia a truccarsi pesantemente e a distinguersi per il suo look. Tornati al lavoro, con Tolhurst alle tastiere, comincia la svolta pop del gruppo. Vengono pubblicati: Japanese Whispers (1983) una raccolta di singoli e b-sides di quell’anno, The Top (1984) visto da molti come il lavoro più eclettico e vario della band, e The Head on the Door (1985) che rappresenta il primo grande successo commerciale della band, con formazione Smith/Tolhurst/Gallup/Thompson/Williams.

La maturità. Nel 1987, esce il doppio LP intitolato Kiss Me Kiss Me Kiss Me che, presentato con un tour mondiale, segna la maturazione artistica del gruppo e la sua consacrazione internazionale. Il lavoro contiene ballate, alternate a pezzi orientati verso il rock psichedelico, e ad altri tendenti a un rock più puro. Il ritorno al dark avviene nel 1989, con Disintegration, album di grande successo, a cui seguirà un nuovo tour mondiale, che raggiunge l’apice con tre serate consecutive di tutto esaurito allo stadio di Wembley. Il 1992 è l’anno di Wish, altro grande successo, ricco di pezzi ottimistici e ballabili, che lo rendono forse l’album più solare ed energico di tutta la loro discografia. Al termine del tour, sia Williams che Thompson lasciano il gruppo; la band è allo sbando, si sfiora lo scioglimento. Nel 1996, esce il deludente Wild Mood Swings, ricco di ritmi e melodie latineggianti ma, ciò nonostante, Robert Smith non si arrende, e nel 2000 viene pubblicato Bloodflowers, apprezzato dalla critica e con un tour rivitalizzante. Un anno più tardi esce un Greatest Hits, che segna il passaggio dalla Fiction alla Geffen, con cui il gruppo pubblicherà l’omonimo The Cure nel 2004 dal sound piuttosto pop. L’ultima fatica dei Cure si intitola 4:13 Dream (2008). Nel 2010 Smith e compagni si prendono una pausa, per poi tornare in tour prima nel 2012 e successivamente nel 2014.

THE CURE: tutte le date del tour tedesco

Amburgo

Lunedì 17 ottobre alle 19:30 presso la Barclaycard Arena

Berlino

Martedì 18 ottobre alle 19:30 presso la Mercedes-Benz Arena

Monaco di Baviera

Lunedì 24 ottobre alle 19:30 presso l’Olympiahalle München

Stoccarda

Domenica 6 novembre alle 19:30 presso l’Hanns-Martin-Schleyer-Halle

Francoforte

Lunedì 7 novembre alle 19:30 presso la Festhalle Frankfurt

Lipsia

Martedì 8 novembre alle 19:30 presso l’Arena Leipzig

Colonia

Giovedì 10 novembre alle 19:30 presso la LANXESS Arena

Biglietti disponibili qui

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