Berlino ricorda Franca Rame con uno splendido spettacolo

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Deborah de Flammineis la conosceva bene Franca. Iniziò tutto con un annuncio di lavoro ascoltato alla radio mentre stava guidando, con la madre seduta sul sedile di fianco che la obbligò a prendere nota del numero da contattare per proporsi. Fu scelta per un lavoro di archivio che doveva durare due mesi ma, quando Franca Rame si trovò a dover cercare anche qualcuno che l’aiutasse nella produzione dei spettacoli suoi e di suo marito Dario Fo, fu facile “promuoverla”. Quella collaboratrice già così preziosa non solo infatti era una sua grandissima fan (conosceva già a memoria tutte le opere della Rame), ma anche una ex studentessa di teatro con una certa esperienza già alle spalle, tanto che poco dopo cominciò ad affiancarla anche sul palco come interprete.  Del resto Deborah era, ed è, prima di tutto un’attrice, è lì che risiede il primo dei suoi talenti e basta vederla recitare per rendersene conto come accaduto due settimane fa, quando ha omaggiato la sua cara amica e maestra con un eccezionale spettacolo, “Io e Franca”, presentato presso La Melograna di Berlino.

“Franca Rame riusciva a parlare di sesso e addirittura di orgasmo senza mai scadere nella volgarità”, dopo averlo raccontato, Deborah lo dimostra interpretando la “lezione di orgasmo” tratto da Sesso? Grazie, tanto per gradire, uno dei numerosi esempi di come Franca Rame sapesse trasformare le sue battaglie, tra cui quella per i diritti delle donne, in pezzi di grande forza per il palcoscenico, affrontando problemi attuali con acuta ironia. Quando un testo funziona e chi lo interpreta ne sa trasmettere l’entusiasmo è facile creare atmosfere in cui tutto sembra perfetto. E’ questa una delle qualità della bravissima Deborah che, affiancata dalla collega Laura Salis, ha concluso così il suo racconto fatto di ricordi, letture di brani, proiezioni di immagini, ascolti di canzoni e spezzoni di spettacoli teatrali dell’autrice scomparsa, spiegando come la sua vita sia cambiata dalla chiamata a lavorare con lei e ripercorrendo le varie tappe del percorso insieme.

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L’intento dello spettacolo è stato quello di arricchire l’immagine di Franca donna e artista così come conosciuta da tutti con la personale esperienza di chi ci ha lavorato e vissuto per anni, svelandone così il carattere più intimo. Le foto proiettate sono infatti non solo quelle di Franca sul palco, ma anche scatti personali e non ancora mostrati prima dei momenti di relax o di vita quotidiana dell’attrice. Deborah ha raccontato ad esempio della dedizione di Franca al suo lavoro, che la spingeva a mettere spesso sotto pressione i suoi collaboratori ma allo stesso tempo a trattarli come membri della sua famiglia. O del suo rapporto non sempre facile con Dario e di come sapesse affrontare con ironia anche le infedeltà di lui. O di come si divertisse nel leggere le lettere anonime di insulti che troppo spesso le arrivavano.

Il lavoro di Franca Rame e Dario Fo non è mai stato particolarmente apprezzato in Italia, negli anni ‘70 addirittura spesso censurato, e ancora oggi alcuni loro materiali sono solo difficilmente reperibili. Perfino il premio Nobel a Dario Fo fu molto discusso, ma nonostante questo è l’autore di teatro ancora in vita più rappresentato nel mondo. Lo spettacolo di sabato voleva quindi spiegare anche le difficoltà che questi autori hanno incontrato, sia per i temi che hanno messo in scena sia per le cause che si sono presi a cuore e per le quali hanno combattuto, difficoltà culminate nell’arresto di Dario e nella violenza subita da Franca.

La serata è riuscita sicuramente a dare un’immagine ancora più viva e vera di una grandissima donna e artista che non ha mai meritato di essere indicata solamente come “la moglie di”, che ha segnato profondamente il teatro non solo italiano e che ha usato la sua immagine per farsi portavoce di molte battaglie.

Alla domanda di come sia nata l’idea dello spettacolo e del perché realizzarlo proprio a Berlino, Deborah risponde ricordando l’Open Mic organizzato da Berlino Cacio e Pepe a giugno, nel quale subito dopo la scomparsa dell’attrice decise di portare un piccolo contributo per ricordarla. L’entusiasmo con cui questo fu accolto, insieme al fatto che all’estero il lavoro di Franca e il marito sia sempre stato apprezzato di più (Dario Fo è argomento di studio nelle università tedesche) ha fatto sì che Berlino fosse la città più adatta per renderle questo omaggio. Non si sa ancora se questo spettacolo avrà un seguito, nel frattempo l’attrice italiana Marina de Juli – attraverso la rimessa in scena delle sue opere – e il figlio Jacopo – attraverso la fondazione di una nuova associazione che porta lo stesso nome, Soccorso Rosso, di quella in cui aveva militato la madre – si occupano di portare avanti il messaggio di Franca Rame.

Foto copertina © mamurio.it

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Sara Trovatelli

Dottoranda in traduzione letteraria, traduttrice, amante del buon cibo, dei viaggi e di tutto ciò che è cultura, vive a Berlino dal 2012 dopo essersene innamorata durante una gita lampo ai tempi del liceo.

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