«Io, giovane star italiana alla Berlinale, amo tutto di Berlino, dal Festival del cinema al Berghain»

L’attrice Matilda De Angelis rappresenta l’Italia tra le 10 Shooting Star emergenti europee festeggiate alla 68esima edizione della Berlinale.

L’abbiamo vista per la prima volta sul grande schermo accanto a Stefano Accorsi in Veloce come il vento di Matteo Rovere. Poi ha recitato con Micaela Ramazzotti in Una famiglia di Sebastiano Riso. È stata coprotagonista della fiction televisiva di Rai1 Tutto può succedere. Ha doppiato il personaggio di Tia VIctoria nel film Disney Pixar Coco. Stiamo parlando di Matilda De Angelis, «cantattrice» italiana, come lei stessa si definisce, che sin da bambina ha coltivato la passione per la musica fino a muovere i primi passi da solista della band Rumba de Bodas per poi entrare nel mondo del cinema interpretando Giulia De Martino in Veloce come il vento, performance che le è valso il premio Miglior Rivelazione al Taormina Film Fest, il Nastro d’argento Premio Biraghi e le nomination ai David di Donatello come migliore attrice protagonista e per la miglior canzone originale, Seventeen. L’abbiamo intervistata in occasione dell’evento dedicato alle Shooting Star europee nell’ambito della 68esima edizione della Berlinale, evento che in passato ha visto l’Italia rappresentata da Alba Rohrwacher, Alessandro Borghi, Luca Marinelli e molti altri talenti: «È la mia prima volta al Festival del cinema di Berlino e sogno un giorno di portarci un film» queste le parole di Matilda che si dice innamorata della capitale tedesca, di cui apprezza le varie sfaccettature, a partire dalla scena underground della musica elettronica fino al volto più istituzionale del Festival del cinema passando per i luoghi simbolo dell’anima alternativa e stravagante della città. Nel 2018 Matilda sarà di nuovo al cinema nelle vesti della protagonista di Youtopia di Berardo Carboni e nel film Vita spericolata di Marco Ponti.

 

Intervista di Gloria Reményi

Video di Angela Montagner e Beatrice Terzo

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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