«Io, italiano a Berlino, vi racconto come ho creato la mia (piccola) impresa dal nulla»

Lasciare tutto e partire per aprire un’attività imprenditoriale in proprio. Dove? A Berlino, naturalmente. Gabriele e Bruna, una coppia di giovani italiani in Germania da oltre due anni, il primo settembre 2015 sono riusciti a prendere in gestione una filiale della catena tedesca Immergrün, che ha come filosofia quella di proporre prodotti freschi e gesund (sani) come smoothies, frullati e centrifughe preparati al momento, insalate, wrap e frozen yogurt. Un buon inizio, considerando anche la posizione centrale del locale, nel Ring Center 1, il grande centro commerciale di Frankfurter Alle. Gabriele, 30 anni e una laurea in Lettere alla Federico II di Napoli, ci racconta con la sua voce pacata e i suoi modi gentili com’è stato aprire un’impresa a Berlino: le difficoltà iniziali, le varie tappe burocratiche, e la soddisfazione di offrire un buon prodotto a clienti soddisfatti.

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L’inizio dell’attività. «Non è stato molto difficile. Avendo sottoscritto un contratto di franchising ci siamo comunque dovuti adeguare ad alcune condizioni specifiche per fondare la società. Ci siamo affidati soprattutto al commercialista, cercando di sbrigare il più velocemente possibile le pratiche burocratiche che effettivamente sono l’ostacolo più arduo da affrontare, essendo tutte in un tedesco non molto accessibile, in particolare la parte relativa all’avviamento. Sfruttare, se così si può dire, un marchio già conosciuto (la Immergrün ha già 10 anni di vita) era forse l’occasione ideale per chi, come noi, voleva inserirsi nel commercio senza tanta esperienza alle spalle. Mettendo su un semplice bar/caffetteria o una normale vineria c’era forse un rischio più elevato di perdersi e di confondersi nella marea di attività simili, che negli ultimi anni stanno proliferando sempre di più. In questo caso, invece, diciamo che il rischio è stato più calcolato, anche se esisteva ed esiste ancora».

Il rapporto con i dipendenti. «Ho molto a cuore i miei dipendenti perché, prima di prendere in gestione l’attività, ho lavorato a mia volta per un’altra filiale della stessa catena. Ho potuto constatare di persona che mantenere alta la soddisfazione dei collaboratori migliora il livello del servizio e di conseguenza la reputazione dell’attività. Per questo motivo, tutti i nostri dipendenti (cinque in totale) hanno un regolare contratto di lavoro in conformità alle leggi tedesche. Questo ha ovviamente dei costi superiori rispetto a un qualsiasi lavoro in nero, ma non importa, perché i nostri dipendenti vengono anche prima dei nostri clienti. Noi abbiamo a che fare con una realtà molto giovane e dinamica, sempre pronta a migliorarsi e molto curiosa sul mercato. Così la Immergrün propone regolarmente qualche prodotto nuovo, combinazioni particolari per i clienti e in generale lavora affinché gli standard qualitativi restino sempre molto elevati».

I finanziamenti statali. «Finanziamenti statali? In realtà siamo andati avanti con quello che avevamo racimolato in due anni di duro lavoro. I finanziamenti a pioggia sono una di quelle leggende metropolitane su cui molti miei connazionali fanno erroneamente affidamento quando vengono a Berlino. Si crede che qui, solo perché si è stranieri, si possa accedere facilmente a finanziamenti o sovvenzioni, e quando ci si rende conto che non è proprio così, allora le gambe cominciano a tremare. Di sicuro ci sono molti più progetti o aiuti statali rispetto all’Italia, ma normalmente sono diretti a categorie molto specifiche. Anche in Germania i soldi, a Berlino soprattutto, non vengono regalati».

Il valore aggiunto dell’italianità a Berlino. «Di mio, anzi di nostro, abbiamo portato quella cordialità nei rapporti con dipendenti e clienti che può dare una marcia in più secondo il nostro punto di vista. Manteniamo i ruoli, ma siamo per i nostri collaboratori – la maggior parte dei quali sono giovani intorno ai vent’anni – molto spesso dei confidenti e degli amici. Li aiutiamo quando hanno dei problemi e cerchiamo di andare sempre incontro alle loro richieste, nei limiti del possibile. Ma soprattutto diamo l’esempio, provando a trasmettere la cultura del lavoro. Siamo i primi ad arrivare la mattina e a metterci in gioco. A lavorare al meglio e a dare sempre il massimo. Con l’esempio giusto si ottengono molti risultati, che con altri metodi spesso si fatica a raggiungere».

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Tutte le foto © Immergrün

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