La mitica stazione di Friedrichstraße: la sua storia racconta perfettamente la Berlino del XX sec.

Friedrichstrasse

«Nella Friederichestraße c’è anche un altro passaggio, un’uscita-ingresso per i veicoli della Croce Rossa e per grandi macchine nere coi finestrini chiusi da tende. È buio, si sentono dei mormorii, gli uomini in uniforme fanno un cenno di diniego e indicano il Checkpoint Charlie, sempre diritto, nell’altra direzione, fino a mezzanotte.»

Queste sono le parole scritte da Ingeborg Bachmann, scrittrice austriaca, nel Deutsche Zufälle (Luogo eventuale). La Friedrichstraße è una delle vie più belle di Berlino, con negozi di grandi firme, ristoranti ed è uno dei crocevia più frequentati e più animati della città. La Friedrichstraße conduce fino al Checkpoint Charlie, la postazione militare che separava Berlino Est e Berlino Ovest. Questa strada ospita una delle stazioni più significative di Berlino: la stazione di Friedrichstraße.

 

Foto: ©Anna Belli, Checkpoint Charlie

La città divisa

Durante la Conferenza di Jalta (1945) venne stabilita la divisione della città di Berlino in quattro settori: la Francia controllava la parte nord-occidentale, l’Inghilterra quella occidentale, gli USA quella sud-occidentale. L’intera parte orientale, invece, era sotto il controllo dell’Unione Sovietica. Quando il Muro di Berlino fu eretto nel 1961 attraversò il cuore della città, lacerando la rete del trasporto pubblico e creando delle anomalie. Molti treni ad esempio erano autorizzati a passare nella Germania Est, ma non potevano fermarsi nelle stazioni, definite per l’appunto stazioni fantasme. La stazione di Friedrichstraße diventò così una stazione di frontiera, costretta ad assistere ai numerosi addii di quegli anni e definita così la stazione delle lacrime.

La storia della stazione di frontiera: Friedrichstraße

La stazione di Friedrichstraße è la porta d’accesso ad alcune delle attrazioni più famose della città, è anche un punto di riferimento che porta ancora molti segni del passato turbolento di Berlino. È stata costruita nel 1878, una volta questa stazione era un centro di trasporto molto importante della capitale, con la divisione della città di Berlino e la costruzione del Muro nel 1961, divenne una stazione di confine al centro della città, un punto di passaggio cruciale tra i due mondi. Dalla metà degli anni ’90, dopo la caduta del Muro, la stazione di Friedrichstraße è stata completamente ricostruita.

 

Friedrichstrasse 1914
Friedrichstr. nel 1914 – Foto d’archivio, fonte: http://zeitreisen-berlin.de/1914/mobil.html

 

La stazione è sopraelevata rispetto al piano stradale e coperta da due grandi padiglioni in ferro con ampie vetrate. Oggi è servita sia dalla S-Bahn che dalla U-Bahn linea U6. Viene soprannominata la stazione delle lacrime. Viene definita così per la presenza del Palazzo delle lacrime, Tränenpalast, il padiglione che autorizzava i passaggi tra i due mondi, est e ovest, e per i numerosi addii dovuti alla divisione.

Un tragico memoriale

Su una parete esterna della stazione di Friedrichstrasse (vicino il Mac Donald’s) c’è una targa di bronzo con scritto: «Poco prima della fine della guerra criminale tedesca, due giovani soldati tedeschi vennero impiccati qui da alcuni ufficiali delle SS». L’esecuzione di questi due soldati sconosciuti che si rifiutarono di combattere in una guerra già persa avvenne nel 1945. Molti furono i soldati uccisi per avere disertato. La targa è stata murata definitivamente nel 1999.

 

Foto: ©Anna Belli

Kindertransport. I bambini dai destini differenti

Dal novembre 2008 all’uscita sud della stazione di Friedrichstraße c’è un monumento raffigurante dei bambini con delle valigie su un binario ferroviario. Questa scultura è stata creata dall’artista israeliano Frank Meisler, in occasione del 70° anniversario del primo Kindertransport. Il trasporto di bambini ebrei avvenuto il 1 dicembre 1938 dalla Germania verso l’Inghilterra per salvarli dalle babarie naziste. La scultura di bronzo è posta in ricordo dei bambini ebrei che furono costretti a scappare dalla loro patria, a separarsi dalle loro famiglie. I treni che permisero a oltre 10000 bambini ebrei di scappare dal Reich tedesco, venivano chiamati Züge in das Leben, treni verso la vita, a differenza dei Züge des Todes, treni della morte. Lo stesso Frank Meisler, che ha ideato e realizzato questa scultura, è sopravvissuto all’Olocausto grazie al Kindertransport. La scultura comprende due gruppi di persone che camminano in direzione opposta. Cinque bambini sono di colore grigio, in memoria di tutti coloro che non sono riusciti a salvarsi e sono stati deportati e uccisi. Due bambini in bronzo simboleggiano, invece, i 10000 bambini circa che sono riusciti a salvarsi grazie al Kinderstransport. Ai loro piedi c’è un binario ferroviario. Sulla targa è riportata la scritta Züge in das Leben-Züge des Todes 1938-1945.

 

Foto: ©Anna Belli, Kindertransport

 

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Berlino Schule tedesco a Berlino
Berlino Schule tedesco a Berlino

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 Foto di copertina: Stazione di Friedrichstrasse, ©Anna Belli

 

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