La nuova idea di Berlino per aiutare chi vuole cambiare casa

Il Senato di Berlino vuole affrontare il problema della carenza di abitazioni in città con un progetto di scambio case retaggio dei tempi della DDR.

Una piattaforma su cui le famiglie possano scambiarsi le rispettive case a seconda delle necessità, in particolare in caso di ampliamento o riduzione del nucleo: è l’idea con cui il Senato di Berlino si ripromette di ovviare alla carenza di abitazioni in città. Come riportato da Tagesspiegel, lo scambio avverrà attraverso una piattaforma online, che potrebbe essere attiva già a partire dalla seconda metà del 2018. Lo scambio di case a prezzi accessibili non è un progetto nuovo nella capitale tedesca: negli anni della Repubblica Democratica Tedesca esisteva già qualcosa di molto simile.

L’emergenza abitativa a Berlino

La popolazione di Berlino è in crescita. Ogni anno vi si trasferiscono decine di migliaia di persone: stando ai dati dell’Ufficio regionale di statistica riportati da Berliner Zeitung, nel 2016 sono stati circa 54.000 i nuovi arrivati nella capitale. Di conseguenza le abitazioni libere e a prezzi abbordabili in città scarseggiano, tant’è che si parla di una vera e propria emergenza abitativa.

«Se diamo uno sguardo ai numeri, Berlino potrebbe risolvere l’emergenza abitativa senza dover edificare ulteriormente» ha dichiarato Martin Burth (SPD), assessore nel quartiere berlinese di Charlottenburg-Wilmersdorf. Secondo i ricercatori, ogni berlinese ha in media 38 metri quadri di spazio abitativo a disposizione, quasi il doppio di quello che possono permettersi gli abitanti di Londra o Parigi. Burth l’ha definito uno «spreco di risorse»: in molti casi questo spazio è infatti occupato da persone sole per cui la superficie extra rappresenta una spesa e un impegno non indifferenti, senza contare le ripercussioni negative dal punto di vista ambientale. Secondo Lamia Messaria-Becker, professoressa all’Università di Siegen, il trasferimento in uno spazio più ristretto non è inoltre necessariamente legato a una perdita di comfort: «L’organizzazione dello spazio deve essere semplicemente ben ponderata e più efficiente, come si fa in Olanda per esempio» queste le parole di Messaria-Becker.

La piattaforma online di scambio case

La piattaforma online di scambio case sarà raggiungibile all’indirizzo www.inberlinwohnen.de e potrebbe essere attiva già dalla seconda metà del 2018. Volto a risolvere i problemi abitativi della capitale tedesca, il progetto coinvolgerà innanzitutto le società immobiliari pubbliche, ma proprietari privati non verranno esclusi in toto. Già ora gli affittuari di abitazioni proprietà di società edilizie pubbliche a Berlino possono richiedere lo scambio per i prossimi mesi. Sono previsti addirittura premi per i berlinesi che usufruiranno del servizio e agevolazioni economiche fino a 2.500 € per i traslochi di affittuari con basso reddito. Il progetto viene portato avanti dall’istituzione pubblica Wohnraumversorgung Berlin. Il servizio online punta a incentivare i berlinesi a procedere allo scambio

I precedenti nella DDR

Il progetto di una piattaforma di scambio case non è una novità a Berlino. Già all’epoca della DDR i quartieri vantavano un servizio pubblico simile. Le famiglie i cui figli ormai adulti volevano trasferirsi in una casa propria potevano scegliere di cedere la propria spaziosa abitazione e ricevere in cambio due più piccole, una per sé e l’altra per il figlio. Gli anziani venivano aiutati nella ricerca di una sistemazione che andasse incontro alle loro esigenze; di conseguenza si liberavano case grandi per famiglie con bambini. Questioni burocratiche e traslochi venivano sbrigati dal servizio di scambio stesso. A differenza di oggi, negli anni della DDR lo scambio case non era solitamente dettato da ragioni economiche: all’epoca gli affitti erano infatti molto contenuti.

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Foto di copertina © melancholiaphotography CC0

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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