L’assurda e triste storia della donna che identificò Hitler dai denti e si ritrovò in un gulag per colpa di Stalin

Käthe Heusermann

Come Käthe Heusermann si ritrovò vittima dei piani di Stalin ed ebbe la vita rovinata “solo” per avere identificato Hitler

Non c’erano prove che Hitler si fosse davvero suicidato il 30 aprile del 1945 e quando Berlino cadde, il 2 maggio dello stesso anno, le truppe alleate si misero disperatamente alla sua ricerca. I medici legali sospettarono che un cadavere bruciato, rinvenuto nel cortile della Cancelleria, appartenesse al Führer. Occorreva, tuttavia, un’identificazione inconfutabile. Fu così prelevato ciò che restava della mandibola e della mascella e fu dato in custodia all’interprete Elena Rzhevskaya, allora venticinquenne. Elena – le cui memorie sono state pubblicate sotto il titolo La seconda morte di Hitler –  rintracciò Käthe Heusermann, assistente di Hugo Blaschke, dentista di Hitler.

Käthe Heusermann pagò a caro prezzo le informazioni rivelate

Käthe Heusermann, all’epoca 36enne, condusse i russi nello studio odontoiatrico all’interno del bunker in cui Hitler aveva passato le sue ultime settimane. Mostrò loro i raggi X dei denti di Hitler come prova inconfutabile della sua morte. La notizia fu immediatamente comunicata a Stalin che decise di non rendere pubblica la notizia, timoroso di un “accerchiamento capitalista”. La riservatezza di Stalin assunse ben presto carattere paranoico. Alla fine del maggio del 1945, egli stesso mise in circolazione notizie sulla fuga sottomarina di Hitler in Giappone, al fine di evitare l’avvento della distensione con l’Occidente. Il passaggio successivo era mettere a tacere chiunque potesse dimostrare la morte di Hitler. Käthe venne quindi arrestata e segretamente condotta a Mosca. Qui, fu tenuta in isolamento per sei anni senza processo.

La condanna e la morte di Käthe Heusermann

Nell’agosto del 1951, Käthe venne accusata di aver contribuito a protrarre la guerra, curando i denti malati di Hitler. Fu per questo condannata a dieci anni nei gulag e condotta in un campo di lavoro in Siberia, dopo un viaggio di quasi 3 000 miglia su un carro per bestiame. Soltanto nel 1955, quando ormai Stalin era morto, la Germania Ovest negoziò il ritorno in patria dei propri prigionieri. Käthe, seppur molto debilitata, poté tornare a Berlino. Qui, ritrovò il  fidanzato di un tempo, ormai sposato con un’altra donna. Riprese a lavorare nel mondo dell’odontoiatria fino alla sua morte, avvenuta nel 1993 a Düsseldorf, dove è seppellita.

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Foto copertina: © – Gravestone

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