Le 11 bugie più frequenti che ci diciamo se viviamo a Berlino

A volte, prima di partire abbiamo dei propositi che non riusciamo a mantenere una volta arrivati a Berlino. E molti di questi sono comuni a tantissime persone.

Berlino, la città delle idee, ma più di tutto delle idealizzazioni. Ognuno se la immagina a modo suo, lo sfondo di una proiezione dove ambizioni e volontà spesso si dimostrano più astratte di quanto si riesca a credere. No, vivere a Berlino non è facile, né in tutti i casi così cool come molti si immaginano. E molte delle cose che ci ripromettiamo di fare prima della partenza, come ricorda Matador Network, diventano bugie facilmente “smontate” non appena la vita berlinese prende il via e dimostra i suoi lati più autentici e talvolta non proprio facili da affrontare.

Ma quali sono quelle più comuni…?

1.«Gli amici? Solo berlinesi. E imparerò subito il tedesco!»

Magari…! Avremmo tutti un tedesco perfetto, dopo solo pochi mesi. Una volta arrivati a Berlino, spaesati dalla sua grandezza e con quella sottile nostalgia di casa, è facile cercare ambienti dove ritrovare persone che parlano la nostra stessa lingua. E purtroppo, così come a volte riusciamo a seppellire alcuni stereotipi, altri invece siamo costretti a confermarli. In molti casi e in molte situazioni gli abitanti della città non si rivelano proprio così amichevoli. Incontrare dei berlinesi o, in generale, dei tedeschi non è così immediato come può sembrare: le differenze culturali e una certa diffidenza nell’instaurare relazioni strette e in breve tempo fanno sì che difficilmente ci si ritrovi con un migliore amico tedesco. Tuttavia, crediamo tutti in quell’eccezione che conferma la regola: si è sempre in tempo per rompere il ghiaccio, anche con i teutonici più rigidi!

2.«Trovo una stanza per 150€»

Sì, forse nel 2008. Sono passati tanti anni e le cose a Berlino sono profondamente cambiate. L’impennata di turismo e dell’iimmigrazione da ogni parte d’Europa e del mondo hanno decisamente trasformato l’atmosfera in città. Berlino è la meta più ambita d’Europa, combatte quotidianamente con Londra per quanto riguarda le statistiche, ma non ne rimane quasi mai sotto. E’ la capitale più attraente del momento, al centro di un vero boom d’interesse, sotto ogni aspetto. E di questo se ne sono approfittati in tanti: è facile ritrovarsi disorientati nella giungla della ricerca di una stanza, giungla che diventa talmente agguerrita da portarci ad accettare di stare in una stanza di 10 mq2 a 400/450€ al mese (escluso riscaldamento)!

3.«Manterrò il mio stile, non mi lascerò andare alla trasandatezza e né diventerò hipster»

Facile a dirlo… meno a farlo! La forza d’attrazione delle tendenze berlinesi non lascia nessuno indifferente. Le strade dei quartieri più amati (Kreuzberg, Friedrichshain, Wedding -da poco-, Neukölln) sembrano wall di Instagram, passerelle per sfoggiare un abbigliamento in stile hipster e post-hipster. Sembra una competizione per chi ha la barba più lunga, il tatuaggio più originale, la bibita “all’ultima moda” in mano. Insomma, farsi contagiare è molto facile. Nonostante i buoni propositi, non c’è niente di cui stupirsi qualora l’amico in visita dall’Italia finisse per chiederci “Ma che sei diventato un hipster pure tu?” (e noi, in dubbio, gli risponderemo… “mah, forse!”).

4.«Questo fine settimana visiterò quel museo che ancora non ho visto»

I progetti culturali prima di trasferirsi sono tanti e squisitamente interessanti. Berlino è senza dubbio ricca di eventi e curiosità artistiche di ogni genere e l’immaginario diventa ancora più affascinante una volta visti i prezzi e le offerte. Tuttavia, si fa presto a capire che il weekend porta più pigrizia e desiderio di relax che slancio culturale. Se la settimana lavorativa è stata intensa o si è appena conosciuto un buon gruppo di amici, dal venerdì sera alla domenica ci sarà poco spazio per un tour nei musei: club, locali all’aperto (d’estate), le domeniche pomeriggio al Berghain… e tanto altro riempiranno velocemente e spesso in modo piuttosto distruttivo i vostri fine settimana.

5.«L’inverno? Non sarà poi così male…»

Arrivo a Berlino con il mio Woohlrich, le Timberland e qualche maglione di lana. Alla fine basta coprirsi e insomma, l’inverno non sarà così assurdo. Ok, ora ripartite da dove avete iniziato e aggiungete alle vostre premesse un’altra più generale, ma non meno importante: a Berlino l’inverno può iniziare già a ottobre e finire a giugno. Catastrofismi a parte, è meglio non sottovalutare la situazione metereologica della capitale, perché in ogni stagione non smette di riservare sorprese. L’inverno è buio, freddo e rigido. E l’impressione è che duri molto (troppo). Quindi il consiglio è di non illudervi che sarà una passeggiata fra i candidi fiocchi di neve natalizi, ma più una lotta con la pioggia e e il freddo.

6.«L’estate è fresca e la città rinasce»

Sì, Berlino d’estate è davvero eccezionale, forse il periodo migliore per viverla. Ma (c’è sempre un ma) l’arrivo massiccio di turisti potrebbe alterare visibilmente la sua quotidianità. La sensazione è quella di essere in una grande isola turistica, nei club dove per molti mesi avete addirittura incontrati le stesse persone, finirete per trovare ragazzi in viaggio post esame di maturità, così come viaggiatori e appassionati da ogni parte del mondo. Persone che spesso non conoscono bene la città, sono impacciate nel prendere i mezzi, camminano sulle piste ciclabili e infrangono tutte quelle regole che voi avete invece imparato ad osservare “alla tedesca”. E non sottovalutate le temperature alte: il clima continentale fa sì che almeno tre settimane nei mesi estivi si tocchino temperature molto alte, anche fino ai 38 gradi!

7.«La domenica sarò fisso a Mauerpark»

«Arrivare a Berlino significa di fatto che finalmente potrò andare ogni domenica a Mauerpark!» Teoricamente possibile, se non fosse che dopo la terza settimana consecutiva a Mauerpark inizierete a notare innanzitutto un certo assottigliarsi del portafoglio, nonché un sottile senso di sfinimento nei confronti della massa di turisti che invadono a passo di lumaca le bancarelle, troppo entusiasti di quello spettacolo di merce usata, mentre voi siete a caccia del dettaglio che solo un occhio attento e “berlinese” riesce a scovare fra le bancarelle. E se tutto dovesse andare secondo i piani, sicuramente la domenica vi ritroverete con almeno quindici alternative diverse su come e dove trascorrere l’unico giorno libero della settimana e spesso Mauerpark, troppo inflazionato, passerà in secondo piano!

8.«Lavorerò per una startup»

Dove se non a Berlino? Start-up sarà la parola chiave che userete nella ricerca d’impiego in prospettiva della vostra nuova vita berlinese. Vi compariranno migliaia di annunci e di pagine in cui potrete sbizzarrirvi nell’invio di candidature, dove fare a gara per il curriculum più allettante – e hipster – e dove vi prometteranno paghe da sogno per lavori da sogno. Quando al colloquio vi offriranno il privilegio di trascorrere sei mesi – ovviamente non retribuiti – in un ambiente “innovativo, giovanile e intraprendente”, promettendovi una carriera da capitale, garanzia di crescita economica e professionale e sarete in ogni caso costretti a trovare un secondo lavoro che vi permetta di pagare l’affitto (a proposito, vedi punto 2.), potreste ritrovarvi a rivalutare il fascino del lavoro in start-up…

9.«Blogger freelance? A Berlino si può!»

Forse, dopo avervi ingaggiato con la scusa che “sì, ma facciamo il contratto da freelancer” per almeno dieci volte e per ciascuna di essere avrete visto – forse! – circa 5€ uscir fuori dal totale del prezzo del vostro prodotto… vi accorgerete che il paradiso freelance è anche a Berlino per una buona parte di casi un codice segreto per “lavora gratis, fallo come favore”.

10.«Vado a vivere nella Berlino underground, quella ribelle e spontanea»

…sì, finché i vostri occhi non supplicheranno la visione di un po’ d’eleganza occidentale che renderà accettabile anche l’angolo più kitsch di Berlino Ovest. Per quanto sia affascinante quel grigio trasandato che la rende unica, anche la durezza di certi suoi angoli può portare a saturazione, e lo sa bene che vive da ormai tanto tempo per esempio nei quartieri di Neukölln e Wedding ed è un abbonato dei negozi di fiori, forse gli unici posti in cui almeno colori e forme si accordano con un’armonia molto difficile da incontrare nel resto della zona!

11.«Mangerò solo cibo tedesco»

Se prima di partire per Berlino vi eravate illusi che la cucina tedesca uscisse dai limiti dei cliché in cui viene descritta… be’, meglio che cambiate idea. O se la prospettiva è quella di mangiare patate e salsicce per il resto della vostra permanenza in capitale, non sarà dunque difficile perseguire la dieta tedesca. Anzi, direi che vista la poca varietà, si rivelerà una scelta tattica e… ipercalorica! Sarà però divertente fare i conti con le migliaia di gastronomie diverse che spopolano in ogni angolo della città, portando in tavola piatti di ogni parte del mondo, che sappiano mettere a dura prova la vostra politica conservativa in fatto culinario.

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Cover photo (c) Christian Schirrmacher CC BY SA 2.0

Margherita Sgorbissa

Con sempre il solito imbarazzo delle autodescrizioni, mi presento: sono Mag e sono laureata in mediazione linguistica. Finita la vita in Italia, presto sarò a Berlino per iniziare un nuovo capitolo. Un grande legame che mi ha tenuta stretta alla realtà tedesca è stato sicuramente Berlino Cacio e Pepe Magazine, con cui collaboro dal 2011. Inutile citare la mia grandissima passione per la scrittura e il giornalismo!

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