L’energia caleidoscopica di Berlino raccontata in un video di 3 minuti

Una città viva, piena di stimoli, dove non ci sia annoia mai. Ogni angolo è speciale e unico. Didier Zuchuat racconta tutta le bellezza di Berlino in un video di tre minuti.

Amare una città è come amare una persona: ne apprezzi i suoi lati positivi, quelli che ti hanno fatto innamorare follemente, ma al tempo stesso riconosci di non poter fare a meno di quelli negativi. Il rapporto che si stabilisce con una città o un Paese può essere così profondo da diventare addirittura viscerale, e questo è senza dubbio il sentimento che Berlino riesce a suscitare in molti. Il videomaker Didier Zuchuat ha pensato di celebrare la vitalità della capitale tedesca in un filmato di tre minuti. Suoni, colori, persone contribuiscono a creare un ambiente stimolante e sempre nuovo. L’architettura della città si fonde con i passanti dando vita ad un’atmosfera magica, quasi ferma nel tempo; i murales alle pareti sembrano fare da sfondo all’energia brulicante dei quartieri; Friedrichstraße, il Checkpoint Charlie, i battelli sulla Sprea, il duomo, gli artisti di strada, il memoriale dell’Olocausto: tutto si fonde dando sfogo a un’energia caleidoscopica. Anche quando tutto sembra immerso nel silenzio più totale, specialmente quando ti trovi a percorrere le strade di domenica mattina e i negozi sono chiusi, c’è un ritmo di fondo che pervade ogni angolo, una musica che senti già dal primo momento e che impari ad ascoltare soltanto vivendo questa città giorno dopo giorno.

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One Response to “L’energia caleidoscopica di Berlino raccontata in un video di 3 minuti”

  1. luisa

    questa umanità derelitta, anche reietta, tra alcol e acidi abbandonata alle loro paure è esempio di libertà?
    Una città che ospita aspiranti a una nuova vita, invogliati da mode lanciate per ospitarli e inghiottirli tra le sue viscere infernali, come androgini senza genere, devono vivere senza, senza sentimenti, senza storia.
    Per togliere valore alla propria esistenza barattandola con una illusione tutta mediatica dove ogni uomo deve affondare e sprofondare, rinnegare tutto ed esistere come uno senza storia, la sua storia di vita da annullare e far scomparire nella ricerca di un mondo creato dagli effetti devastanti di acidi e nuove droghe alla moda.
    Per esistere dipendenti della droga, fino alla più completa devastazione dei loro ricordi, di ciò che sarebbero stati, uomini ricchi di sentimenti e di idee, di vitalità, semplicemente vivendo altrove, senza illudersi che la felicità sia copiare chi oramai non ha più nulla da perdere.
    Fate pure i vostri post di esaltazione del degrado, del minimalismo esistenziale di chi sopravvive tra una droga e una altra, contribuite a creare il prototipo alla moda, mentre vive da quarto stato orwelliano e viene messo in mostra tra tanti che ci lucrano sopra.
    Merce del terzo millennio presto avariata, con poche possibilità di “ritorno”.
    proprio come nei gironi danteschi di millenaria fama…

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