La magia del Mandelring Quartett alla Philharmonie di Berlino

Giovedì 27 marzo il Mandelring Quartett terrà un concerto a Berlino, alla Kammermusiksaal della Philharmonie. L’affiatamento di questo quartetto sembra essere il risultato di una magia: c’è una compresione tra loro che va ben oltre lo studio di un pezzo. Il Mandelring è composto dai tre gemelli Schmidt (Sebastian, Nanette e Bernhard) e, dal 1999, dall’amico Roland Glassl alla viola. Originari di Neustadt an der Weinstraße, in Renania-Palatinato, i fratelli Schmidt crebbero a suon di note: il padre insegnava musica, suonava il pianoforte e il violino, la madre era appassionata di violino, il nonno era cantante. Raccontano che da bambini assistevano spesso a improvvisate serate musicali: gli ospiti arrivavano a casa e si iniziava a suonare per divertimento. Il loro nome deriva dalla strada in cui hanno vissuto e dove la loro passione nacque e crebbe. Il Mandelring Quartett è stato definito uno dei nobili successori dell’Alban Berg Quartett, secondo il giornale Die Bühne erede del leggendario Borodin Quartett, e dal Magazin Fono Forum uno dei sei migliori quartetti al mondo. Il Mandelring dal 1983 gira di festival in festival e accumula riconoscimenti e lodi per le loro interpretazioni; ugualmente premiata è la vivace attività discografica.
Tre i quartetti in programma per la serata di giovedì: l’op.18 n. 2 di Beethoven, l’op. 44 n. 3 di Mendelssohn Bartholdy e il quartetto n. 2 op. 68 di Šostakovič.

Fra i numerosi generi di musica da camera diffusi nel Diciottesimo secolo il quartetto possedeva, più degli altri, la fama di essere una composizione “seria”, dotta, della quale erano capaci solo i veri conoscitori della scrittura musicale. Per quartetto d’archi si intende infatti sia un complesso musicale composto da due violini, una viola e un violoncello sia le composizioni scritte apposta per questo ensemble. Il programma proposto dal Mandelring offre una panoramica sull’evoluzione di questo genere. Si parte con Ludwig van Beethoven (1770-1827), che iniziò a comporre i quartetti dell’op. 18 (6 in tutto) intorno al 1798; la loro gestazione fu faticosa e costò molti pentimenti, ma nel 1801 vennero finalmente pubblicati. Del genio del compositore di Bonn sanno ormai tutti, ma forse meno conosciuta è la precoce sensibilità musicale di Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847): il suo primo quartetto lo compose a dodici anni. Nato ad Amburgo, ma residente a Berlino, il giovane fu mandato a Parigi a approfondire lo studio della produzione quartettistica beethoveniana con il maestro Baillot. Il ciclo dell’op. 18 fu uno di quelli che ebbe modo di studiare, anche perchè lo stesso Baillot si premurò di farlo conoscere al pubblico francese. L’opera 44 è di qualche anno dopo, del 1839. Dmitrij Šostakovič (1906-1975) compositore e pianista russo, contribuì a rinnovare la tradizione del quartetto scrivendone un ciclo di 15 composizioni. I fratelli Schmidt hanno appena concluso la registrazione proprio di questo ciclo di quartetti che sono stati accolti con entusiasmo dalla critica e definiti una delle migliori interpretazioni dei nostri tempi. L’anno scorso li portarono al Radialsystem facendoli ascoltare al pubblico berlinese, che congedò il Mandelring Quartett con un applauso lungo e sbalordito. Al momento stanno lavorando invece alla registrazione dei quartetti di Mendelssohn, un cui assaggio si potrà avere al concerto di giovedì.

Un programma interessante e un’esecuzione che sarà di sicuro di altissimo livello, visto i precedenti. Il Mandelring Quartett è meravigliosamente compatto, il suono dei loro strumenti è uno, il respiro musicale lo stesso. Nonostante quattro siano le teste e otto le mani.

Perchè si

Perchè un quartetto così affiatato è cosa rara da sentire. Perchè è un’occasione per visitare anche la sala più piccola della Philharmonie, copia esatta della grande ma molto ridotta (anche qui l’acustica è meravigliosa). Ed ha anche un prezzo non impegnativo.

Dove

Philharmonie, Kammermusiksaal, Herbert-von-Karajan-Str. 1, 10785.

Il prezzo dei biglietti varia dai 15€ ai 20€. E’ possibile acquistarli qui oppure la sera stessa del concerto.

Quando

Giovedi 27 marzo alle 20.00.

Maria Severini

Maria Severini, laureata in Musicologia, gironzola per le strade di Berlino ormai da qualche anno. L’unico modo che ha trovato per combattere l’astinenza dal sole è fare scorpacciate di concerti.

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