Pegida, foto da Hitler per il leader del movimento tedesco anti-islamizzazione

Lutz Bachmann, leader di Pegida, il movimento tedesco dei “patrioti contro l’islamizzazione nei paesi occidentali”, con baffi e taglio di capelli alla Hitler: lo scatto – pubblicato per primi dalla Bild- è oggi su tutte le prime pagine dei quotidiani tedeschi. “Uno scherzo fatto per un audiolibro satirico” la sua difesa, ma lo scandalo ormai va ben oltre Bachmann e coinvolge tutta la sua “associazione” (come tale Pegida si è registrata a Dresda).

Se fin dalla sua esistenza (scorso ottobre) Bachmann era riuscito, almeno dialetticamente, a rimbalzare le accuse di formazione neo-nazionalista parlando non di rifiuto di etnie e religione, ma di rifugiati di guerra e islamizzazione” delle cultura occidentale, la foto da novello Hitler smaschera le sue vere simpatie. C’è poco da difendersi, nessuna persona – tanto più tedesca – che sa quale sia il posto di Hitler nella storia e nella scala dei valori, si lascerebbe mai fotografare in una posa che lo ricordi. I recenti slogan ascoltati durante le manifestazioni di Pegida (l’ultima a Dresda ha portato in piazza 25mila perone) – “La Germania ai tedeschi” e “Basta ebrei” – da cui Bachmann si era prontamente smarcato parlando di casi isolati, acquistano ora e purtroppo un diverso valore. Non tutti gli aderenti a Pegida saranno come lui, ma se questo è il leader non si parte sicuramente bene,

Bachmann del resto non è nuovo agli scandali. Da giovane è già stato condannato per furto e rissa, ma per evitare la prigionia scappò in Sud Africa dove fu rimpatriato e scontò due anni di prigione. “Prova che il sistema giudiziario sudafricano funziona meglio del tedesco” disse in un’intervista. Nel 2008 poi fu condannato per possesso di cocaina (pena sospesa con la condizionale). L’anno scorso invece è stato multato per aver mancato di provvedere al mantenimento del figlio che vive con l’ex compagna. Questo suo ennesimo scivolone forse gli costerà – almeno per un po’ – il posto di comando.

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