«Producevo i Rammstein, ora dirigo la cultura a Berlino. Parola d’ordine? Creatività»

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Quando entriamo nel suo ufficio di Brunnenstraße, Tim Renner è in piedi dietro la scrivania, assorto nella lettura di un fascicolo. A giudicare dal suo sguardo concentrato dovrebbe trattarsi di qualcosa di importante. Come ci confermerà lui stesso nell’intervista, la vita da Assessore alla cultura di una città come Berlino è estremamente intensa: «Il problema principale è che la cultura vive di sera e notte; la politica invece inizia la mattina presto. A volte mi capita di andare a dormire alle 2 e dover essere già operativo e pimpante alle 8 del mattino seguente. Ed ecco che il lavoro si trasforma in una prestazione sportiva non indifferente». Ma la vita di Renner non ha sempre dovuto seguire questi ritmi serrati, scanditi da «20 appuntamenti al giorno, se si ha sfortuna». Prima di entrare in politica con la SPD, Renner era infatti un pezzo grosso dell’industria musicale: fra le altre cose, nel suo curriculum vanta le posizioni di presidente della Universal Music Germania e di manager della storica band tedesca Rammstein. Dal 2014 è Assessore alla cultura di Berlino, prima al fianco di Klaus Wowereit, oggi di Michael Müller. Della sua carriera passata Renner ha apparentemente conservato una spiccata comunicatività e un aspetto sciolto e rilassato, a partire dall’outfit informale – scarpe da ginnastica e jeans – fino al sorriso accomodante sempre stampato in volto, ma ne rimpiange la sana dose di libertà. Noi di Berlino Magazine lo abbiamo incontrato per chiedergli del suo cambio di carriera, del futuro della cultura a Berlino e dei progetti in politica: dopo le elezioni del 18 settembre 2016 che hanno sancito la riconferma del sindaco Müller e della SPD come primo partito in città, Renner ha infatti dichiarato di voler continuare a ricoprire la carica di Assessore alla cultura, ma saranno le trattative di coalizione attualmente in corso a stabilirlo.

Le riprese e il montaggio sono di Linda Paggi 

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

2 Responses to “«Producevo i Rammstein, ora dirigo la cultura a Berlino. Parola d’ordine? Creatività»”

  1. fra

    beh indubbiamente di culturalmente unico a berlino c’e la cultura underground in particolare dei club. il resto è un bel e necessario corollario ma la cosa che rende veramente unica e attrattiva berlino è la cultura underground. è il suo pane. non vi è dubbio alcuno

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