Racconti da Berlino: “Quando un lepidottero si rivela un blattoideo”

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di Sofia Erto* 

«Invece Le famiglie delle Pierdae e delle Coliadinae comprendono lepidotteri con le ali prevalentemente bianche, gialle o arancioni; si tratta delle specie più comuni. Il tuo giardino ne era invaso l´altro dí! Non é meraviglioso??»

«Si, davvero emozionante» rispose Caterina, senza essere in grado di simulare un tono di voce convincente. Matteo, peró, non si accorse di nulla.

Se solo lui avesse saputo che da quando era stata in grado di camminare aveva provato ad eliminare piú insetti possibili, non importa se colorati o meno… A questo pensiero le scappó un sorrisetto beffardo. D´altronde, in qualche modo doveva sopravvivere alla serata, e prenderla con ironia pareva ormai l´unica soluzione.
A Matteo si riempí il cuore: l´aveva fatta sorridere e per la seconda volta! La mamma aveva ragione, mostrarsi colti e con hobby sofisticati funzionava davvero. Era quindi giunto il momento di passare al livello successivo: «Caterina, gradiresti passeggiare in mia compagnia al chiaro di luna? É una notte di plenilunio! Niente di piú idilliaco, non pensi?» chiese in uno slancio di intraprendenza, suggeritogli dalle varie reazioni positive.

Le orecchie di Caterina stentavano a credere di trovarsi in compagnia di un ventenne esteticamente impeccabile, che si esprimeva peró come il nonno di Piero Angela. All´idea di questa associazione, quasi si soffocó dal ridere con il vino che stava bevendo. Matteo lo colse come un gesto di nervosismo e gongoló ulteriormente.
«Si certo, andiamo» rispose lei, dopo essersi ripresa, sollevata che la serata stesse volgendo al termine e contenta di uscire da quel posto che odorava di stantìo.

Mentre si dirigevano verso l´uscita del suo ristorante preferito, Matteo si congratuló con se stesso. Aveva trovato il coraggio di invitare a cena la bella vicina di casa, senza praticamente averci mai parlato prima ed ora si trovava da solo con lei nella splendida Borghetto, in perfetta sintonia. Una volta fuori, avrebbe voluto prenderla per mano, ma lei le teneva entrambe rigorosamente in tasca. Non poté fare a meno di pensare che la sua palese timidezza fosse davvero tenera. Fu solo quando Caterina capí che non si stavano dirigendo verso la macchina, bensí verso una panchina un po´ troppo appartata, che si rese conto di avere da patire ancora. C´era qualcosa di viscido nella tasca della giacca, l´ennesimo scherzo di suo fratello, ma lei era decisa a non tirare la mano fuori di lí, anche a costo di vomitare.

«Che incantevole nottata, non vi é una nuvola in cielo! E quanta luce che emana la luna! I blattoidei saranno ben ben confusi ora, ahahaha» sghignazzó lui, contento di aver giocato la sua carta vincente, l´umorismo. Lei, peró, non ebbe la reazione sperata. Probabilmente non era abbastanza informata per capire la barzelletta. «No perché gli scarafaggi amano uscire con il buio, in luoghi umidi» proseguí allora. Caterina lo squadró disgustata, chiedendosi quali gravi problemi potesse avere. Ora non era piú solo la cosa viscida a farle venire la nausea. In piú, si stava decisamente spazientendo.

Si accorse di averlo guardato un secondo troppo a lungo, quando fu ormai troppo tardi: il viso di lui si stava avvicinando sempre piú al suo. Presa dal panico, non fece peró in tempo ad escogitare una soluzione che percepí un odore di marcio, sicura provenisse dalla sua bocca. Istintivamente, devió sulla sua spalla. Attenta a mantenere le labbra a distanza di sicurezza, si maledí per essersi cacciata in una situazione simile. Era il peggior appuntamento della sua vita.

Ora Matteo ne era piú che convinto: era davvero timidissima! Chi l´avrebbe mai immaginato… Non che gli dispiacesse averla appoggiata a sé, peró voleva farla sentire a suo agio. Pensó che, forse, un complimento avrebbe aiutato. «Caterina, é tutta la sera che vorrei renderti partecipe del fatto che io ti trovi davvero sublime quest´oggi. Mi ricordi la coloratissima Melanargia Galathea, in tutta la sua eleganza! Inoltre, mi fai davvero sentire bene, come un esemplare di Zerynthia Polyxena. Sai, nel loro caso il corteggiamento avviene prevalentemente in volo, ed é cosí che io mi sento in tua presenza, a cinque metri dal suolo!»

Caterina, ora a metá fra incredulitá ed esasperazione, abbandonó qualsiasi tentativo di salvare i rapporti di buon vicinato e scattó in piedi, decisa ad allontanarsi il piú possibile da quello che, in cuor suo, definí uno sfigato senza eguali. «Prova ad invitare fuori quella falena lá sul muro, é da dieci minuti buoni che ti ha adocchiato secondo me ne sarebbe entusiasta!!» cosí dicendo se ne andó, senza aspettare alcuna reazione. Le sue domande sul perché Matteo, lo splendido ragazzo della porta accanto, non fosse mai stato avvistato in compagnia di una ragazza prima d´ora, avevano quella sera trovato risposte piú che esaurienti.

di Sofia Erto* (del gruppo del Corso di Scrittura Creativa Italiana a Berlino Gli Scrittori Emigranti – prossimo corso a Settembre, per maggiori informazioni scrivete a redazione@berlinocacioepepemagazine.com)

Foto © Francesco Fagioli

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Gabriele Iaconis

Gabriele Iaconis è nato a Napoli nel 1985. È laureato al corso magistrale di Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale ed Ambientale presso la Federico II di Napoli. È appassionato di lettura e scrittura e non osa immaginare un mondo senza libri. Ha pubblicato due romanzi: Un motivo in più per guardare il cielo (Boopen LED 2010) e Buenos Aires (Homo Scrivens 2012) nonché racconti in varie antologie. Vive a Berlino dal novembre 2013 e si trova benissimo. Spera di continuare a scrivere e leggere il più possibile.

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