Shock a Colonia, uno stupro e 60 molestie sessuali di gruppo. Testimoni: «Nordafricani e mediorientali»

Wolfgang Albers, Il Presidente della polizia di Colonia, l’ha definita «una dimensione criminale totalmente nuova». Quel che è certo è che i fatti accaduti a Colonia la notte di San Silvestro, tra la stazione centrale e la splendida Cattedrale, hanno sconvolto la Germania e stanno facendo discutere animatamente le forze politiche. Nelle primissime ore della notte tra giovedì e venerdì, infatti, circa un migliaio di uomini tra i 15 e i 35 anni, secondo le prime ricostruzioni ubriachi e di origine nordafricana e mediorientale, ha terrorizzato la folla accorsa in piazza per festeggiare il nuovo anno, in particolar modo la sua componente femminile.

I fatti. Il branco, sotto gli occhi increduli della polizia – a sua volta scioccata e impotente di fronte agli avvenimenti – si è scisso in una serie di gruppuscoli che hanno esploso una serie di petardi tra la folla, per poi circondare, infastidire e – in alcuni casi – molestare sessualmente le donne presenti. Molte delle vittime hanno constatato anche il furto di portafogli, smartphone e altri oggetti personali. Le forze dell’ordine e gran parte dei presenti non si sono resi conto di nulla, nel caos causato dai fuochi artificiali e nell’euforia dei festeggiamenti. Anche per questo motivo i media tedeschi non hanno riportato tempestivamente la notizia. Nei giorni successivi, però, sono fioccate le denunce: fino a lunedì scorso, almeno 90 persone si sono rivolte alla polizia, che ha registrato 60 denunce per molestie sessuali e furto. In un singolo caso si sarebbe trattato addirittura di stupro, mentre molte altre donne raccontano di essere state palpate decine di volte nello spazio di pochi metri. Anche un’agente della polizia è stata molestata.

Le indagini e le critiche alla polizia. Le aggressioni si sono succedute «in forma massiccia», secondo le parole di Albers, che si è detto indignato per quanto accaduto: «è inaccettabile che reati del genere vengano commessi nel cuore della città». Il neosindaco di Colonia, Henriette Reker, già al centro delle cronache lo scorso ottobre quando fu accoltellata durante la campagna elettorale per motivi xenofobi, ha definito l’accaduto «mostruoso» e ha ora annunciato la creazione di una task force per accelerare le indagini e mettere in sicurezza il centro cittadino, anche in vista del carnevale di febbraio che ogni anno attira in città più di un milione di turisti. Sono al vaglio delle forze dell’ordine numerosi video di sorveglianza e filmati privati girati con i telefonini. Gli inquirenti non escludono, come riportato da Die Welt, che le molestie possano essere state utilizzate come diversivo per facilitare i furti e sperano ora di stringere il cerchio intorno a una lista di sospetti. Al momento, però, sulla polizia di Colonia piovono aspre critiche: ci si chiede perchè gli agenti si siano fatti trovare così impreparati di fronte alle aggressioni e come mai sia passato tanto tempo tra gli eventi di San Silvestro e l’esplosione del caso mediatico (nonostante tra le vittime ci fosse un’agente stessa).

Le violenze di Amburgo. Stesso modus operandi, per quanto in scala decisamente minore, si è registrato nella notte del 31 dicembre anche ad Amburgo, dove nella celebre via a luci rosse di Reeperbahn, quartiere St. Pauli, diverse ragazze sono state accerchiate, palpeggiate e infine derubate.

Le reazioni della politica. La presunta origine mediorientale degli aggressori di Colonia ha rinfocolato il dibattito tedesco sull’accoglienza dei migranti, fornendo un assist scontato alle destre xenofobe. Il timore che le inquietanti vicende di venerdì scorso vengano strumentalizzate da associazioni come Pegida per colpevolizzare in blocco i rifugiati e mettere in discussione la politica del governo in materia ha indotto gli attori politici più cauti a gettare acqua sul fuoco: Arnold Plickert, presidente del GdP Nordrhein-Westfalen, il sindacato di polizia della Renania settentrionale, ha messo in guardia da pericolose generalizzazioni razziste mentre la Cancelliera Angela Merkel ha affermato con forza la necessità di assicurare tutti i colpevoli alla giustizia, ma «senza alcuna considerazione sulla loro origine». Dichiarazioni di semplice buon senso, necessarie però come il pane in una Germania improvvisamente attanagliata dalla paura e forse proprio per questo meno capace di analisi complesse. Del resto, come scrive giustamente Eren Güvercin, firma di Huffington Post Deutschland, un «comportamento antisociale resta un comportamento antisociale, indipendentemente dalla provenienza delle persone coinvolte». E allora sarebbe interessante indagare i fattori socioeconomici che determinano, o almeno favoriscono, tale comportamento antisociale, anzichè servirsi del consueto, quanto inutile, capro espiatorio dell’Islam.

Foto di copertina: Hauptbahnhof Köln und Domplatz © Veit Schagow – CC BY-SA 2.0

Gianpaolo Pepe

Laureato in filosofia politica e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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