I più bei murales di Kreuzberg, il quartiere di Berlino intriso di street art

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di Serena Savelli

Le facciate degli edifici di Berlino sono divenute, negli anni, le tele ideali per artisti provenienti da tutto il mondo che hanno regalato alla città capolavori di street art di grande pregio. Tra tutte le zone, quella più permeata di opere di rilievo è senza dubbio Kreuzberg. Graffiti, installazioni, murales più o meno grandi: c’è davvero di tutto e quasi è impossibile poter vedere ogni singola opera. L’unico modo per farlo è armarsi di curiosità e incamminarsi senza una meta precisa, obbligandosi a deviare spesso per vie secondarie.

Iniziamo il nostro percorso con l’enorme e sognante Astronaut/Cosmonaut di Victor Ash, realizzato durante il Backjumps Art Festival nel 2007 e che campeggia sul fianco di un edificio su Skalitzer Straße all’angolo con Mariannen Strasse (per ammirarlo al meglio è possibile accedere ad un cortiletto adiacente). Un tempo il gioco di luci e di ombre causato dai lampioni e dalle bandiere esposte in un vicino rivenditore d’auto faceva sì che di notte l’astronauta sembrasse tenere in mano l’asta di una bandiera, ma recenti lavori purtroppo hanno purtroppo fatto sì che questo gioco di prospettive non funzioni più. Tra Manteuffelstraße e Oranienstraße, guardandosi intorno, è invece facile notare l’opera dell’artista belga ROA intitolata Nature Morte, rappresentante vari animali – facenti parte della sua poetica – appesi come fossero al macello. Il senso di straniamento è totale: nel bel mezzo di uno degli angoli più vivaci del quartiere turco di Berlino questa macabra scena ci sottopone uno dei più crudeli lati della vita: la morte. Camminando su Oppelner Straße si nota l’imponente Yellow Men degli Os Gemeos, i due fratelli brasiliani conosciuti in tutto il mondo per i loro strambi – ed enormi! – personaggi, rigorosamente gialli. Sulla stessa strada compare un’altra grande opera murale. Si tratta di Rounded Heads realizzata da Nomad, artista con base a Berlino che connette la sua sensibilità artistica con uno stile quasi ornamentale e grafico, fortemente influenzato dall’estetica rinascimentale. Deviando su Görlitzer Straße ecco uno degli esempi più palesi di contestualizzazione della street art. È il caso dell’opera di HuskMitNavn, gioiosa e spensierata con il suo sfondo rosa pastello e i suoi toni infantili, realizzata su un edificio in prossimità di un piccolo ma grazioso parco giochi per bambini.

Spazio a parte va dedicato indubbiamente a Blu, uno dei più grandi artisti street di sempre, tra i migliori dieci attualmente in circolazione. Nato a Senigallia, l’artista ha sempre voluto tentere nascosta la sua identità, nonostante la sua fama mondiale. Proprio a Berlino ha realizzato ben cinque capolavori, uno più interessante dell’altro, tutti di grandi dimensioni.

Partiamo da quello che non c’è più. Sull’ Oberbaumstraße un tempo infatti si trovava Hourglass, completata nell’agosto del 2010, ma ormai sostituito da altri murales messi a rotazione come se quella facciata fosse una galleria d’arte (i murales cambiano ogni sei mesi). Sempre su Oberbaumstraße di Blu è possibile però tuttora vedere il gigantesco uomo rosa formato da decine di omini più piccoli. Un mostro fatto di anime sconnesse e amalgamate che divora le sue vittime senza pietà, nutrendosi della loro linfa vitale. È il caso di dirlo: il Leviathan, questo il suo titolo, è un lavoro davvero eccezionale che vi lascerà a bocca aperta.

Ma le due opere berlinesi di Blu più imponenti – e conosciute – si trovano su Cuvrystraße e sono visibili già dall’Oberbaumbrücke. Si tratta di Brothers (su cui poi  J.R. realizzò una sua particolarissima aggiunta di occhi) e di Chains, che sorge proprio accanto. Il primo murales, completato nel 2007, rappresenta due figure sottosopra che, con una mano, cercano di togliersi reciprocamente la maschera che indossano mentre con l’altra libera formano delle lettere con le dita, una la “w” di “west” e l’altra la “e” di “east”. Chains, invece, mostra un uomo intento ad aggiustarsi la cravatta che indossa ai polsi due Rolex d’oro, legati tra loro con una catena dorata. Gli orologi, così, diventano delle manette, simbolo dell’uomo intrappolato in una gabbia di apparenza e superficialità. CANCELLATI L’11 DICEMBRE 2014

Sempre di Blu è il murales realizzato nel 2010 su Köpenicker Straße nel parcheggio di un supermercato, intitolato semplicemente Wall. Le lastre di cemento armato che componevano il Berliner Mauer diventano banconote di fruscianti pezzi da 100 euro. La domanda sembra essere: per quanto ancora gli interessi del popolo dovranno rimanere schiacciati dalla potenza del denaro?

Altre pillole sparse da non perdere: i pugni volanti vicino alla stazione di Friedrichstraße realizzati da Kripoe; “I love Berlin”, il graffito gigante sull’East Side Hotel, a Mühlenstrasse 6; The Lads realizzato da London Police tra Wrangelstraße e Cuvrystraße.

 Foto ©Serena Savelli

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