Un clan di 500 rom sta mettendo in ginocchio la Germania

Si tratta della peggiore organizzazione criminale di tutta la Germania: stiamo parlando del clan rom Cucina, responsabile di un furto in abitazione su cinque nel Paese.

Grazie a un inaspettato colpo di fortuna, il 24 gennaio 2016 gli investigatori di Monaco di Baviera hanno arrestato tre membri del clan sopracitato. Si trattava di tre donne, colte mentre svaligiavano un’abitazione a Lehel, benestante distretto di Monaco di Baviera. Nei giorni precedenti all’arresto erano stati segnalati molti casi di scasso nelle abitazioni del quartiere. Prima di allora le forze dell’ordine avevano solo una vaga idea dell’organizzazione criminale in questione, che dovrebbe essere responsabile di uno scasso su cinque in Germania, come riporta Focus. L’arresto delle tre donne ha consentito agli inquirenti di portare alla luce la struttura del clan, che pare conti circa 500 membri provenienti dalla Croazia.

L’arresto a Monaco di Baviera

Al momento dell’arresto nel gennaio 2016 le tre donne non disponevano di alcun documento d’identità valido, ma soltanto di “certificati” senza alcun valore legale che presentavano la dicitura “Internacionale Union of Roma”. Stando a questi “certificati” le donne avevano 13 anni. Secondo il commissario della polizia di Monaco di Baviera c’è un motivo specifico per cui le arrestate hanno dichiarato questa età: «In Germania i bambini non vengono puniti fino ai 14 anni d’età». Grazie alle impronte digitali gli inquirenti hanno comunque potuto identificare le tre donne, che precedentemente erano già state fermate più volte per scasso e poi rilasciate. A ogni fermo risultavano un nome e una data di nascita diversi. Secondo la polizia i veri nomi delle tre giovani donne sono Anita, Erica e Romina e le rispettive età 17, 16 e 19 anni. A loro è riconducibile almeno una dozzina di furti con scasso. Grazie all’analisi dei telefoni cellulari delle donne, gli inquirenti sono riusciti a risalire alla gerarchia del clan.

La struttura del clan criminale

L’arresto delle giovani si è rivelato fondamentale per le indagini. Il clan criminale che sta dietro le tre donne arrestate è organizzato in tre grandi fasce. Alla base vi sono i ladri più comuni, per lo più donne e bambini. Questi ultimi vengono addestrati al furto sin da piccolissimi. Gli uomini formano invece la fascia media, si occupano di raccogliere la refurtiva e di organizzare gli incontri con i leader dei gruppi. Infine ci sono i nonni capostipiti del clan, in cima alla piramide. Questi ultimi gestiscono le fortune della famiglia dall’estero, più precisamente dalla Croazia, dove vivono e risiedono. Da lì coordinano tutte le operazioni criminali, accumulando enormi profitti ricavati dai furti. Alcuni padrini sono stati consegnati alle autorità tedesche durante l’autunno del 2016 e si trovano attualmente nelle carceri di Stadelheim e Aichach, in attesa del processo. Le tre donne arrestate gennaio 2016 sono state nel frattempo condannate a due anni e a due anni e mezzo di reclusione.

Un piccolo successo

La polizia afferma che questi arresti hanno costituito un vero e proprio attacco al tessuto del clan. Anche se gli inquirenti sono ben lontani dallo scardinare tutto il sistema criminale, per il momento si dicono soddisfatti e fiduciosi. Il furto è la tipologia di crimine che viene risolta con più difficoltà: questi casi hanno infatti minore priorità rispetto a infrazioni più gravi. In Germania soltanto il 17% dei furti denunciati viene risolto, contro il 95% dei casi di omicidio.

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Immagine di copertina © fbhk CC0

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