«Vi racconto come vivo in giro per il mondo in nome dell’opera, mantenendomi insegnando inglese»

«Da vent’anni giro il mondo, imparando la lingua del posto, e mettendomi sul mercato dei cantanti lirici. L’opera è la mia passione e credo nei viaggi come qualcosa che arricchisce anche la mia voce. L’arte nasce sempre dall’osservazione». Questa l’impressione di Michael Sarnoff-Wood, 32 anni, dell’Oregon, trasferitosi a Berlino nel settembre 2014, dove lavora come insegnante di lingua inglese in varie scuole della capitale tedesca (tra cui anche la Berlino Schule). Ma è la musica lirica che riempie le sue giornateprima al Conservatorio dell’University of Oregon poi a New York, dove entra a far parte delle compagnie Bronx Opera Company e Long Island Company, come tenore solista e corista. Trascorsi tre anni, però, decide di prendere un biglietto di sola andata verso la patria della musica lirica: l’Italia, dove approfondirà la conoscenza della lingua e cultura italiane, assicurandosi un buon “biglietto da visita”.

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Da New York al Bel Paese. «Ho vissuto in Italia per un anno: i primi sei mesi sono stato a Perugia, dove ho studiato italiano all’Università per stranieri, perché per me è fondamentale conoscere la lingua del posto, sia per questioni pratiche, ma soprattutto perché la considero la chiave di lettura della cultura di un popolo. Ogni volta che viaggio verso nuove mete, infatti, mi preoccupo di imparare prima almeno le basi linguistiche per sentirmi parte del posto in cui mi trovo. Prima di arrivare nella capitale, sono stato al Festival Mozart Italia di Terni, dove ho conosciuto Anais Lee, coreana, che poi è diventata la mia insegnante di canto a Roma. I sette mesi qui sono stati fondamentali per migliorare nella pratica e per conoscere anche l’ambiente lirico. Il problema in Italia con questo genere di musica è che le Case di opera sono troppo protezionistiche: per poter partecipare alle audizioni, ad esempio, devi avere la cittadinanza europea, quindi io che venivo dagli Stati Uniti non ho nemmeno potuto provare. Diciamo che l’ambiente lirico in Italia funziona per chi ha le conoscenze “giuste”, ma per chi non fa parte del giro non offre grandi opportunità».

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L’arrivo a Berlino. «La più grande soddisfazione che mi ha dato Berlino è stata cantare nel Kammerchor Berlin al Duomo. I tedeschi adorano l’Opera e appena arrivato qui, nel settembre 2014, ho iniziato a cercare un posto anche per me come cantante d’opera. Volevo capire la città, così ho deciso di seguire il corso di tedesco alla Volkshochschule e nel frattempo ho sostenuto due audizioni a Monaco e a Brandeburgo, insieme ad altri tenori molto talentuosi e con grande esperienza alle spalle, ma non è andata come speravo. Anche a Berlino ho provato a fare qualche esibizione, ma alla fine mi sono reso conto che non si può vivere di sola opera. Così ho iniziato a insegnare lingua inglese in tre scuole di Berlino, perché in qualche modo dovevo tirare avanti, ma senza lasciare mai l’ambiente lirico. Seguo spesso molti concerti, l’altra sera ho visto l’Otello al Maxim Gorki Theater, ma frequento anche la Staatsoper e la Deutsche Oper. Devo ammettere, però, che ho trovato un po’ di difficoltà a inserirmi nell’ambiente, perché la cultura tedesca è molto diversa da quella americana, e sicuramente ancora più diversa da quella italiana con cui ero venuto in contatto precedentemente».

Per studiare inglese lezioni private o collettive con Michael Sarnoff-Wood

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Foto di copertina © Josef Lehmkuhl

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