A Berlino il concerto dei Goblin di Claudio Simonetti, geniale autore delle musiche di Profondo Rosso e Suspiria (ma non solo)

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Dopo anni di assenza dai palchi berlinesi, Claudio Simonetti con i suoi Goblin ritornerà a suonare nella capitale tedesca

L’appuntamento è al Lido, storico locale in Cuvrystrasse, per una serata in cui lo storico compositore romano riproporrà i suoi brani più famosi e inquietanti realizzati per film cult come Profondo Rosso e Suspiria. Ma non solo. «Troveranno spazio, oltre ai miei più grandi classici tratti dai film di Argento, Bava e Romero, anche i brani tratti dall’ultimo disco pubblicato dai Goblin, The Devil is Back uscito a settembre» ci ha raccontato lo stesso Simonetti. La data? Non poteva che essere il 31 ottobre, giorno in cui si celebra Halloween, la notte più terrificante dell’anno.

Claudio Simonetti, dal progressive rock ai film horror

«Sono nato, cresciuto e vissuto in un ambiente musicale. Ho cominciato a studiare pianoforte a 8 anni al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma». Un amore, quello per la musica, che gli è stato trasmesso dal padre, il maestro Enrico Simonetti, uno dei più famosi compositori italiani, autore della storica sigla dello sceneggiato Gamma. «Contemporaneamente ai miei studi classici suonavo in vari gruppi rock, influenzato da gruppi storici del genere progressive rock come Emerson, Lake & Palmer, Gentle Giant e Genesis». La svolta che portò Simonetti con i suoi Goblin al successo è stata sicuramente la chiamata ricevuta da Dario Argento che li ha voluti per realizzare le musiche del suo capolavoro sanguinario: Profondo rosso. «All’epoca, nel 1975, avevo solo 23 anni e, devo dire, Argento, nonostante fosse un regista affermato, fu molto coraggioso ad affidarci la composizione della colonna sonora. In realtà le musiche dovevano essere scritte da Giorgio Gaslini (uno dei più famosi pianisti jazz dell’epoca ndr) ma, per motivi che ancora non ho scoperto, litigò con Argento e abbandonò il film. Gaslini lasciò alcuni brani, ma rimanevano da comporre i temi principali. Grazie a questo evento fortunato ci ritrovammo lì e, nonostante la nostra inesperienza, ce la cavammo egregiamente». I brani composti per accompagnare le truculente scene di Profondo Rosso segnarono un punto di svolta nella concezione della colonna sonora nei film thriller-horror. Simonetti e i Goblin continuarono sul sentiero tracciato da Mike Oldfield autore delle musiche de L’esorcista, uscito due anni prima o, ancor prima, da Bernard Herrmann compositore della colonna sonora di Psycho. Ma se quest’ultima era di impostazione ‘classica’, i Goblin virarono verso delle musiche che abbracciavano il genere del progressive rock che, all’epoca, era particolarmente famoso. Da quel momento in poi le melodie inserite nei film di questo genere non venivano più relegate sullo sfondo, ma divennero protagoniste della pellicola, alle volte più famose del film stesso, influenzando registi famosissimi, basti pensare a John Carpenter e alle musiche del suo Halloween. «Profondo Rosso era il giusto connubio tra cinema e musica, è stato un inizio sfolgorante anche se inaspettato».

«Non avremmo mai scommesso 1000 lire sul successo mondiale che ha avuto il film e la sua musica»

Ma sicuramente l’ascesa di Simonetti e dei Goblin non terminò con Profondo Rosso. Nel 1977 vennero chiamati nuovamente da Argento per comporre le musiche di Suspiria. «Considero le musiche di Suspiria come il mio capolavoro. Qui non c’erano, come Profondo Rosso, brani già scritti, dovevamo partire da zero. Se per il precedente film avevamo dovuto registrare tutto in 10 giorni, questa volta avevamo molto più tempo. Potevamo sperimentare e questo ci ha permesso di raggiungere una maggiore maturità e ricerca nel sound». Da quel momento la carriera dei Goblin fu tutta in discesa. Nel 1976 realizzarono Roller, album da cui George A. Romero scelse alcuni brani per inserirli nel suo film Wampyr, regista con cui collaborarono anche per le musiche della pellicola Zombi. Ma la ricerca musicale di Simonetti non si limitò ai confini del progressive rock. «Alla fine degli anni ’70 era ormai finita l’era del prog e del rock, ma anche i generi cinematografici che prima avevano successo, adesso erano sostituiti da tematiche più leggere. Gli stessi sessantottini erano ormai trentenni, erano diventati fighetti, si lavorava e si guadagnava. Alla fine avevano voglia di divertirsi, per questo motivo aveva preso il sopravvento la disco-music. Grazie all’incontro con il produttore Giancarlo Meo, decidemmo di buttarci a produrre questo nuovo genere, anche perché in Italia erano in pochissimi a farla. Il primo lavoro fatto fu Easy Going che ebbe subito un successo straordinario. Poi producemmo il disco della cantante Vivien Vee che divenne anche quello un successo internazionale, senza dimenticare le musiche che ho composto per Gioca Jouer, brano portato al successo da Claudio Cecchetto. E’ un periodo che è durato molto poco, 5 o 6 anni, ma di cui conservo un buon ricordo». Dopo la parentesi dance ritornò a collaborare con Dario Argento, realizzando le colonne sonore per Phenomena e Tenebre, un sodalizio quello con il maestro del terrore italiano che continuerà per molti anni. Dopo lo scioglimento dei Goblin, Simonetti fondò i Daemonia, gruppo con il quale esplorò i territori del metal più duro. Nel 2014 riformò i Goblin con una line-up tutta rinnovata e con la quale sta suonando nei palchi di tutto il mondo. Stati Uniti, Sud America, Giappone, Germania, Italia, ovunque vadano i Goblin registrano quasi sempre il ‘tutto esaurito’, un motivo in più per non perdere il loro concerto berlinese.

Giallo Halloween with Claudio Simonetti’s Goblin

giovedì 31 ottobre dalle ore 19

al Lido, Cuvrystrasse 7

Un ringraziamento speciale a Marco Gobbetto, che ha condotto e redatto l’intera l’intervista.

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Immagine di copertina: goblin

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