Germania, un gruppo di intellettuali Rom (e non solo) ha creato un archivio digitale sulla loro cultura

Rom, © Yann Forget / Wikimedia Commons, https://en.wikipedia.org/wiki/Romani_people#/media/File:Tziganes_aux_Saintes-Maries_de_la_Mer.jpg CC BY-SA 4.0

RomArchive, l’archivio digitale che dovrà conservare le informazioni sulla cultura gitana

Contro l’ignoranza e la discriminazione, la Germania ha lanciato un progetto ambizioso: RomArchive, un archivio digitale per raccogliere tutta la documentazione disponibile su cultura e storia gitana e farla così conoscere in tutto il mondo. Finanziato dalla German Federal Cultural Foundation, il progetto è suddiviso in dieci sezioni, rispettivamente curate da scienziati, attivisti, studiosi, artisti, la maggior parte di origine Rom. Quella della comunità gitana è una storia antica di cui è difficile ricostruire i passaggi a causa della mancanza di documentazione scritta. La loro lingua, ad esempio, il Romani, è il risultato di influenze greche, persiane e armene, che confermano l’origine nomade di questi popoli. I Rom sono stati a lungo discriminati, ma attraverso l’archivio digitale RomArchive si dimostra come in realtà la cultura gitana abbia nel tempo contribuito alla formazione e allo sviluppo della cultura europea.

L’immagine dei Rom è spesso stata sottomessa dagli stereotipi

Uno degli obiettivi dell’archivio digitale è contribuire a delineare una precisa identità dei Rom, spesso sottomessa a stereotipi e immagini che nel tempo sono stati affibbiati loro. Nel corso della storia, i Rom non sono mai stati veramente padroni della loro immagine, quanto più schiavi di un pensiero comune di disprezzo. A questo si aggiunge la poca considerazione di questa popolazione da parte delle istituzioni, le quali spesso ignorano l’esistenza delle diverse culture rom. Tuttavia, la cultura rom è sopravvissuta nel tempo attraverso manifestazioni artistiche di vario tipo: storia, musica, danza, pittura. In questo contesto, il lancio del RomArchive non serve solo ad ottenere un riconoscimento a livello sociale, ma si manifesta anche come atto politico. Più volte vittime di genocidi, non solo in occasione dell’Olocausto, oggi rivendicano la loro presenza e l’esistenza della propria cultura, fondamento della loro identità e del loro senso di appartenenza.

Il progetto sarà gestito dall’Istituto Europeo per le Arti e per la Cultura

Il progetto, per il quale sono stati stanziati 3,75 milioni di euro, vede coinvolte importanti istituzioni tedesche: la European Roma Cultural Foundation, il Central Council of German Sinti and Roma e il Goethe-Institut. Lanciato a fine gennaio, il progetto passerà nelle mani dell’Istituto Europeo per le Arti e la Cultura (ERIAC).


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Immagine di copertina: Rom, © Yann Forget / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

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