Perché un’associazione ebraica tedesca ha premiato la figlia di Speer, l’architetto del nazismo

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E’ stata premiata Hilde Schramm, la figlia dell’architetto di Hitler

Quando si dice che non tutti i figli seguono le orme dei propri genitori. E’ il caso di Hilde Schramm (prima Hilde Speer), che qualche sera fa, il 21 gennaio 2019, è stata premiata a Berlino nell’ambito della consegna del German Jewish History Award. Il padre, Alber Speer, era architetto del partito nazista e ha giocato un ruolo rilevante anche nella costruzione dell’Ambasciata Italiana nella capitale del Terzo Reich: fu sua l’idea di adottare uno stile neoclassico che richiamasse il modello del palazzo romano. La figlia ha scelto una strada totalmente diversa: è diventata una politica di sinistra, e attraverso la sua fondazione ha sostenuto giovani donne ebree impegnate in ambito scientifico e artistico.

La storia di Hilde Schramm

Si chiama “Zurueckgeben” (“Restituire”) la fondazione di Hilde Schramm. E’ stata istituita nel 1994 grazie ai fondi ricavati dalla vendita di tre opere d’arte della famiglia Speer, presumibilmente rubate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Negli anni ha sostenuto 150 donne ebree discriminate e ha promosso la riscoperta di artiste e artisti di origine ebraica, la ricerca di storie di famiglia, mostre, balletti, libri e film. E’ il modo in cui questa donna tedesca ha scelto di distinguersi dal padre, con il quale ha coltivato tuttavia una lunga corrispondenza dal carcere nel quale lui si trovava, a Spandau. Hilde ha dovuto convivere con i pregiudizi legati alla fama della sua famiglia fin da subito dopo la guerra. Quando ancora era una teenager vinse una borsa di studio per studiare negli USA, ma il governo degli Stati Unito non volle concederle il visto. La notizia fece scalpore e la ragazza ottenne il sostegno dell’opinione pubblica, incluso quello di alcune famiglie ebree che si dissero disposte ad ospitarla.

Un costante impegno politico

Hilde Schramm è diventata poi una figura preminente della politica tedesca: è stata una leader dei Grüne (il partito dei verdi), ed una rappresentante della Abgeordnetenhaus di Berlino (l’assemblea legislativa monocamerale della città-stato tedesca) dal 1985 al 1987, dal 1989 al 1991 ne ha ricoperto la vicepresidenza. Al lavoro istituzionale ha sempre accostato l’impegno nella tutela delle vittime di antisemitismo e delle giovani ebree vulnerabili. In un’intervista al Südddeutsche Zeitung le è stato chiesto se la sua dedizione è il risultato di una sorta di “autoterapia”. Lei risponde: «Spero di non averlo fatto per me stessa, ma perché sentivo il desiderio di farlo; tuttavia la mia origine mi ha aiutata a sentirmi così coinvolta dalla causa».


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Immagine di copertina: ©Outlook, BBC World Service

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