Dopo 10 anni di idee, Berlino rinuncia al monumento della riunificazione tedesca

Era da quasi dieci anni che a Berlino si pianificava la costruzione di un monumento in memoria della caduta del muro e della riunificazione della Germania. Dopo un’accurata valutazione del progetto e dei costi, il parlamento ha deciso che questi ultimi sarebbero stati eccessivi e ne ha bloccato la realizzazione. La costruzione sarebbe dovuto essere completata nel 2017, ma i piani erano stati stabiliti già nel 2007. Dopo vari ritardi e intoppi, dovuti per lo più a difficoltà tecniche, il progetto è stato definitivamente bloccando, suscitando molteplici critiche.

Il progetto. Johannes Milla, architetto, e Sasha Waltz, coreografo, sono stati gli ideatori del progetto. Si sarebbe trattato di una struttura che avrebbe dovuto muoversi a seconda del flusso di persone che si spostava al suo interno. Una sorta di “conca”, insomma, con un certo margine di movimento. Il monumento sarebbe stato un simbolo di libertà e unità, ma i costi, stimati intorno ai 15 milioni di euro, sono stati giudicati eccessivi.

Le cifre. Il Ministro della Cultura Monika Grütters si è detta dispiaciuta, soprattutto visto l’entusiasmo che l’idea aveva suscitato. La stima dei costi è stata effettuata dal Ministro della Finanza, che ha affermato che, rispetto alla stima iniziale, il progetto era andando facendosi più costoso, troppo. 10 milioni era la somma che si era inizialmente stabilito di devolvere per il progetto. Attualmente, però, la stima si era alzata a 16,9 milioni (come si legge qui).

Le critiche per l’annullamento. L’architetto Johannes Milla si è detto scioccato all’idea che il progetto venisse cancellato. Ha, inoltre affermato, di aver già investito 1,7 milioni di euro nel progetto, pianificando di investirne altrettanti a breve. Poi ha aggiunto che «la somma è assolutamente esagerata. Si sta chiaramente arrotondando per eccesso».

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Foto di copertina © Picture-alliance CC BY SA 2.0

Giulia Mastrantoni

Laureata in inglese e francese, ama scrivere e viaggiare. Legge come se non ci fosse un domani e, non appena se ne presenta l'occasione, si butta a capofitto in nuove avventure. «Da grande» vuole non doversi mai chiedere: «E se?». Ha pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Ed. Montag nel 2015 e "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni nel 2016, sulla tematica della violenza psicologica e sessuale.

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