A Berlino si può visitare un crematorio. Ha un suo fascino. Ecco come e dove farlo

crematorio

Pur trattandosi di un luogo che potrebbe risultare inquietante o atipico da visitare, il crematorio di Baumschulenweg rappresenta un luogo di grande qualità architettonica e dall’alto contenuto simbolico.

Il concorso internazionale di architettura, bandito nel 1992, vede come vincitore il progetto di A. Schultes e C. Frank; la costruzione del nuovo crematorio è prevista, così, nell’area di quello già esistente, nell’antico cimitero comunale (Alten Städtischen Friedhof), costruito durante il periodo prussiano intorno al 1911. Così nasce il crematorio di Baumschulenweg.

Durante la DDR

L’edificio neoclassico con un corpo centrale a cupola, danneggiato e ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, viene utilizzato durante la DDR come sistema di cremazione clandestino per i caduti del Muro di Berlino o per persone decedute in circostanze poco chiare, che è conveniente nascondere. Della costruzione originale, demolita per problemi strutturali, rimane oggi solo il portale d’ingresso.

La struttura

A Treptow gli architetti creano, separato dal resto del mondo, un recinto sacro, riuscendo a infondere nei visitatori un senso di sacralità. La luce gioca nel progetto un ruolo fondamentale, è una luce che non inonda l’interno ma genera giochi di ombre, creando ambiti definiti da diversi gradi di semioscurità e delimitando gli spazi senza dividerli materialmente.

L’edificio è rigoroso nella sua semplicità geometrica, comunica allo stesso tempo solidità, la solidità delle masse piene, e leggerezza, la leggerezza del vetro e dei brise-soleil, i frangisole che proteggono le pareti trasparenti.

Nel prospetto d’ingresso si alternano, tra volumi vetrati, tre nicchie a tutta altezza; in quelle laterali due tagli nella copertura generano lame sottili di luce sul calcestruzzo a vista e indicano la via verso l’interno. L’ingresso avviene da questi varchi, e attraverso le grandi vetrate lo sguardo entra nel misterioso spazio interno.

L’impianto planimetrico è estremamente regolare. A questo, statico e rigorosamente simmetrico, fa da contrasto, nascosto al centro dell’edificio, il segreto della sala interna: vuota, immensa, dominata dalla disposizione irregolare di ventinove colonne.

La dimensione è quella di una piazza urbana, l’immagine è di una foresta, in cui il sole, filtrando, forma all’apice delle colonne dei veri e propri “capitelli luminosi”, la cui luce è catturata da fori a forma di falce di luna che fregiano la copertura.

Il recinto sacro è delimitato dai muri, mentre le colonne, liberamente poste, lasciano all’interno dell’edificio come delle radure in una foresta di pietra e indicano un percorso verso le cappelle, le quali risultano isolate come scatole chiuse tra i vuoti, formalmente autonome.

La funzione

A livello funzionale tutto è completamente separato, i luoghi destinati alla cremazione e gli ambienti tecnici si trovano al piano interrato, ai quali si accede mediante due rampe sul retro, con i tre camini allineati che si sollevano su un lato della copertura.

Non si tratta di un luogo che potremmo definire piacevole e l’atmosfera che si respira è decisamente particolare, ma lo consigliamo a tutti gli appassionati di architettura.

Crematorio di Baumschulenweg

Kiefholzstrasse 221, 12437 Berlin

Ricerche e foto a cura di: Z.Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer che organizza periodicamente esplorazioni urbane e guide architettoniche. Per informazioni inviare una mail all’indirizzo z.munizza@berlino-explorer.com

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Foto di copertina: © Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

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Zuleika Munizza

Zuleika Munizza responsabile del progetto di ricerca Berlino Explorer, presenta e racconta Berlino attraverso la sua storia e le sue trasformazioni, da un punto di vista architettonico e sociale.

One Response to “A Berlino si può visitare un crematorio. Ha un suo fascino. Ecco come e dove farlo”

  1. Crematorio Baumschulenweg. Un oggetto architettonico di grande qualità. - Berlino Explorer

    […] pubblicato nella sezione Berlino Nascosta del Magazine Berlino Cacio e […]

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