«A Berlino trovi quell’ispirazione per fare arte che altrove non emerge»

«Die Farben sind mir drin» (n.d.r. “i colori sono dentro di me”): difficilmente potremmo descrivere meglio quello che Klio Karadim, con la disarmante efficacia della sua comunicatività, ha saputo esprimere in modo tanto semplice. I colori abbracciano chiunque si soffermi per un attimo a visitare la sua Galerie nel quartiere Nikolaiviertel a Berlino. Seduta a un tavolino rotondo, immersa tra le sue creazioni, Klio ci accoglie parlandoci di sé, della sua storia e della sua arte.

Da Sofia a Berlino via Halle. Klio nasce a Sofia (Bulgaria), dove studia e muove i primi passi come artista. Su consiglio di una famiglia della città di Halle in Sassonia-Anhalt, che la nota per le sue spiccate doti artistiche, si trasferisce nel Land della ex DDR appena due anni dopo la caduta del Muro. Anche in Germania, Klio continua a curare con estrema attenzione la sua preparazione e la sua tecnica, frequentando corsi che le fruttano premi e borse di studio. L’amore la porta a Berlino nel 2001.

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© Giulia Filippi


Il perché di Berlino, della galleria nel Nikolaviertiel e il ruolo del destino.
 «È il destino che mi ha portato qui. Desideravo trasferirmi a Parigi, ma i costi proibitivi non me lo hanno consentito.» Con molta semplicità, un’icona di San Nicola alla mano, Klio racconta dell’importanza del destino nella sua vita e professione: «avevo una Galerie nel quartiere di Prenzlauer Berg, ma desideravo spostarmi in una zona più centrale. Iniziate le ricerche, mi sono imbattuta in questo locale che si affaccia su una via raccolta e pittoresca a due passi dalla chiesa dedicata a San Nicola. Non potevo non pensare all’icona dedicata al Santo che mio marito aveva da poco acquistato da un artigiano in un mercatino: per me è stato un segno del destino.»

L’importanza del colore. Mentre sorseggiamo un caffè personalmente preparato da Klio ci soffermiamo a parlare della sua arte. «Un aspetto importante, fondamentale, del mio lavoro sta nella qualità dei prodotti. Scelgo i colori migliori e mi piace che ognuno di essi mantenga la sua individualità. A seconda del tipo di lavoro opto per tecniche di colorazione diverse.» È veramente affascinante ascoltarla mentre ci illustra, ad esempio, la tecnica della Enkaustik che utilizza per realizzare quadri di ispirazione libera e bellissime icone che tanto ricordano l’Europa orientale.

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© Giulia Filippi


L’eclettismo e l’empatia di Klio.
 Klio è un’artista poliedrica: tra le sue creazioni troviamo non soltanto quadri e icone, ma anche simpatici orsetti simbolo della capitale tedesca. Inoltre ha il dono di cogliere e dare corpo alle emozioni degli altri attraverso l’uso dei colori. «I clienti talvolta si siedono e rimangono ore a raccontarmi la loro storia e i loro ricordi. Ciò che riesco a cogliere viene trasferito nelle mie creazioni, per esempio negli orsetti personalizzati che spero facciano la felicità di chi li riceve. Con i miei clienti spesso si instaurano amicizie e continuiamo a sentirci nel tempo.»

Il futuro. Le chiediamo se pensa di rimanere a Berlino, dove vive con il marito, la figlia ed un simpatico amico a quattro zampe, o di trasferirsi altrove, magari di tornare a Sofia, sua città natale. Sorridendo Klio risponde che Berlino è una città speciale. «L’aria di libertà che si respira qui non è comparabile con quella di molte altre città tedesche e non solo. Se un giorno me ne dovessi andare, sceglierei probabilmente la Spagna o l’Italia.»

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Tutte le foto © Giulia Filippi

Emma Cascella

Emma Cascella, romana, avvocato, è temporaneamente a Berlino per preparare la sua tesi di dottorato. Amante delle lingue e delle culture straniere, s’interessa principalmente di diritto privato europeo e si occupa di problematiche giuridiche transfrontaliere.

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