Abbiamo esportato la mafia in Germania. E con successo

mafia in Germania

Dalla strage di Duisburg al movimento Mafia? Nein danke!, la Germania conosce molto bene la criminalità organizzata italiana

La Germania, come è noto, è stata ed è un’importante meta di immigrazione per gli italiani. A riprova storica, la stipula, negli anni Cinquanta, di un accordo tra lo Stato italiano e la Repubblica Federale Tedesca per il reclutamento di lavoratori italiani. Con l’istituzione della Comunità Economica Europea e la libera circolazione di merci e persone, poi, l’attrazione del mercato del lavoro tedesco sugli italiani non si è più arrestata. E, inevitabilmente, negli anni Sessanta sono arrivate anche le prime cellule mafiose. Oggi, secondo una giornalista di Correctiv che si occupa di mafia in terra tedesca intervistata da Vice, in Germania sono presenti tutte le ramificazioni della criminalità organizzata italiana: SCU, Camorra, ‘Ndrangheta.

Testimonianze e dichiarazioni

Dalla testimonianza del ragazzo milanese sfruttato nei locali della ristorazione italiana dediti al riciclaggio di denaro alla famosa strage di Duisburg, l’ultimo atto di una faida tra cosche calabresi che ha portato alla morte di sei persone nel 2007 in una città della Germania ovest, gli episodi che testimoniano la presenza di attività illecite e di esponenti del crimine organizzato italiano in Germania non mancano. Lo confermano le dichiarazioni del 2013 di Jörg Ziercke, presidente della BKA (la polizia federale tedesca): «la metà dei gruppi criminali identificati in Germania appartengono alla ‘Ndrangheta. E’ il maggior gruppo criminale fin dagli anni ’80. In confronto ad altre associazioni presenti in Germania, gli italiani hanno ancora la più forte organizzazione.»

I nuovi business sfruttati dalla criminalità

E’ risaputo che la mafia della lupara non esiste quasi più, e che comunque non è quella che si internazionalizza. Oggi, gli affari più remunerativi girano piuttosto intorno al traffico di stupefacenti, il cui picco si registra nelle regioni tedesche sud-occidentali, quelle più vicine all’Italia; e poi riciclaggio, estorsione e baumafia (la mafia legata all’edilizia) sono le attività risultate recentemente al centro delle indagini.

Per quanto riguarda i primi due reati, spesso sono coinvolte attività legate alla ristorazione. Come spiegano questo articolo dello Spiegel e questo di Vice, infatti, l’estorsione non è più un atto di intimidazione con armi e pistole. E’ molto più semplice, anche a livello legale e finanziario, che la transazione sia registrata. Così, basta che un esponente del gruppo mafioso entri in un locale e si faccia riconoscere, per poi proporre la vendita di un prodotto scadente a un prezzo esagerato. In questo modo ciò che risulta agli accertamenti è un normale acquisto di merce da parte di un locale.

Un’altra tra le attività preferite è l’edilizia: le indagini della polizia testimoniano che l’impiego del lavoro nero da parte di ditte truffaldine distrugge gli imprenditori concorrenti, che non sono in grado di reggere la concorrenza sleale.

Perché la Germania è un territorio fertile per la mafia italiana

L’attività di polizia e magistratura tedesche non è sufficiente a contrastare il fenomeno mafioso anche a causa della legislazione in vigore. In Germania infatti non è obbligatorio dichiarare la provenienza del denaro, e già questo la rende, agli occhi dei malavitosi, un’oasi di riciclaggio. Inoltre, qui non esiste una legge contro l’associazione mafiosa: se, ad esempio, la polizia riuscisse a identificare gli appartenenti a una cosca, non potrebbe comunque avviare alcun sequestro senza le prove che denaro, attività e immobili abbiano una provenienza illegale. L’onere della prova è insomma a carico della giustizia. Forti differenze rispetto alla realtà legislativa italiana, in cui la nascita e la diffusione del fenomeno mafioso ha reso necessaria una legislazione specifica e molto più severa.

La Germania, insomma, non è libera dalla mafia italiana. Ma, secondo le notizie degli ultimi anni, la concorrenza nel campo della criminalità organizzata si fa spietata, soprattutto a Berlino. Che si avvicini la fine del più famoso Made in Italy del mondo? Per ora, stando alle testimonianze di polizia e magistratura e a molte inchieste giornalistiche, quel giorno sembra ancora lontano.

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 Foto di copertina: © Stevepb, CC0 Public Domain

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