A Berlino c’è una casa di riposo per anziani LGBT e due filmmaker italiane ne han fatto un film

welcome home

A Berlino, a Charlottenburg, uno dei quartieri borghesi del vecchio Ovest, dal 2012 esiste una residenza dedicata ad anziani della comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender).

Si chiama Lebensort Vielfalt (Casa per vivere la diversità). Consta di 24 appartamenti capaci di ospitare un totale di 40 persone. E la sua storia, nonché il suo presente, sono diventati l’oggetto di interesse di due filmmaker italiane: Silvia Maggi e Silvia Radicioni. Il lavoro di ricerca ed interviste ha portato a Welcome Home, un documentario di una trentina di minuti che ha girato diverse rassegne e festival europei.

Il progetto

«Quando abbiamo iniziato le interviste e le riprese di Welcome Home, nel luglio 2013, la comunità stava festeggiando il primo compleanno. Aprire Lebensort Vielfalt significava celebrare tanti impegni e sacrifici, quasi 10 anni di iniziative per raccogliere fondi. Alla fine ce l’hanno fatta. Ci sono gli appartamenti e, al piano terra, un giardino che i residenti stanno ancora costruendo. Più un teatro, un ristorante ed una biblioteca, ovvero spazi pubblici che cercano di connettere la Lebensort al mondo esterno».

«Ci affascinava esplorare ulteriormente il concetto focalizzandoci su persone in cui ci identifichiamo. Gente che proviene dall’attivismo per i diritti degli LGBT. Per molti di loro andare in una casa di riposo significa rischiare di essere discriminati, dover tornare nascosti di nuovo. E non ci si può appoggiare a reti informali di cura. Sicuramente la Germania e Berlino sono diverse dall’Italia dal punto di vista della cura. Ma non bisogna pensare che ci siano grandi differenze per quanto riguarda gli anziani. Anche in Germania la cura ricade principalmente sulle donne della famiglia. O qualcosa che viene dall’esterno, medicalizzato, e molto costoso. E così l’esempio della Lebensort è un esempio non unico, ma importante, di anziani che si prendono cura gli uni degli altri».

Le registe

Silvia Maggi vive a Berlino. Ha studiato comunicazione e giornalismo prima di iniziare a lavorare come documentarista. Il suo primo lavoro risale al 2003 ed era incentrato sull’indipendentismo basco. Ha poi lavorato su altri progetti video riguardanti l’attivismo, la videoart, e la scultura multimediale. «Welcome Home ha un po’ dettato per me il ritorno al video documentario». Silvia Radicioni, invece, ha lavorato per diversi anni per organizzazioni femministe italiane e straniere. Da tre anni è ad Amsterdam come ricercatrice. Il suo focus sono le comunità di cura di anziani queer in Europa. Le due Silvia si conoscono da molti anni, ma la molla per la loro collaborazione è scattata a Berlino. «Qui siamo riuscite a girare un film totalmente indipendente, grazie all’appoggio e alla partecipazione della gente. Della comunità e di altri attivisti».

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Magazine prima come blog, dopo come magazine. Collabora anche con AGI, Wired, Huffington Post, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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