Il Tacheles continua a vivere. Il suo nuovo nome? MAP – Mobile Atelier Project

Alcuni degli artisti della più conosciuta Kunsthaus (casa d’arte) di Berlino, il Tacheles, dopo la definitiva chiusura della storica sede di Oranienburgerstrasse, fondano l’Associazione Artprotacheles e si riorganizzano in modo tale che, il lavoro svolto nei ventidue anni d’attività e la condivisa passione per l’arte, non vadano perdute.

Poco prima dell’esplosione pianificata, quello che rimaneva dell’antico edificio del Friedrichstraßenpassage, uno dei più grandi centri commerciali della città, viene occupato nel ’90 da un collettivo d’artisti; dopo una battaglia giudiziaria durata anni, la storica Kunsthaus chiude i battenti nel 2012.

Non mi soffermerò sulla storia dell’edificio, che già di per se avrebbe molto da raccontare, nè tanto meno sulla valenza, ormai puramente simbolica, che il Tacheles ha per Berlino, quello che più mi preme sottolineare sono le modalità con le quali il progetto si è trasformato, dando vita ad un nuovo modo di concepire e condividere l’arte contemporanea.

Nasce così il MAP – Mobile Atelier Project, progetto che si pone l’obbiettivo di creare atelier “mobili” per artisti provenienti da tutto il mondo.

Il Tacheles rappresenta da sempre un tesoro culturale per la città, grazie alla capacità di offrire un rifugio per la libera espressione artistica. Il nome stesso del primo collettivo, fondato nel ’90, deriva dall’yiddish e significa “testo libero”, l’idea del gruppo è quindi quello di abbattere la censura, in modo da poter esprimere in piena libertà le proprie idee di rottura attraverso l’arte.

Nel tentativo di replicare l’esperienza della famosa “casa d’arte”, l’associazione istituisce un progetto di atelier temporanei in diversi quartieri della città, con l’intento di creare uno spazio per la cultura libera e indipendente, trasportando così l’idea fondante del Tacheles .

Il progetto creato da artisti per artisti e che invita il pubblico a sperimentare, si concentra sulla gentrification e la usa per creare un modo alternativo di pensare lo spazio libero, cercando di rendere il concetto di “normalizzazione” un leitmotiv per la creazione.

Gli atelier nomadi portano l’arte in diversi contesti e abitano spazi differenti, insinuandosi in territori ancora poco urbanizzati, in aree in attesa di progetti di sviluppo o in nuovi contesti urbani. Una rete di gallerie temporanee e gratuite che, incentrate sul concetto di moltiplicazione e di espansione, generano una nuova realtà urbana.

Il MAP offe una produzione artistica completamente accessibile al pubblico, creando un’interazione dinamica con la città: abitanti, turisti e visitatori potranno scoprire Berlino in maniera diversa, è come fare una caccia al tesoro dell’arte per le strade.

Il primo esperimento MAP#0, nato dalle ceneri della Metalwerkstatt, officina per la creazione di sculture in metallo, fondata nel giardino della storica sede del Tacheles, si traferisce in uno degli edifici della Alte Börse di Marzahn, progetto molto più ampio e complesso. L’insieme di edifici in mattoni e gli ampi spazi aperti della Alte Börse, offrono spazio per eventi, concerti e inaugurazioni, un luogo d’interazione tra arte e artigianato che diventerà, questo è quello che ci si augura, un centro culturale per il periferico quartiere di Marzahn.

Un’altra delle sedi del progetto è ospitata all’interno del Cuboid, galleria nel giardino del Plus Hostel, dove a febbraio si è svolto il primo evento del 2014, un incontro con gli artisti per parlare dei progetti futuri del collettivo, naturalmente accompagnato da esposizioni e spettacoli musicali.

Tanti ancora i progetti da sviluppare e mille le idee che bollono in pentola, se da un lato mette nostalgia pensare al “Tacheles che fu”, è bello d’altra parte constatare che le vicende passate hanno innescato lo stimolo per continuare a trovare nuovi spazi urbani da “invadere” con la cultura e l’arte.

Qui il link per rimanere aggiornati sulle attività http://artprotacheles.blogspot.de/

Foto: Stefano Corso www.stefanocorso.com

ricerche a cura di: Z.Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer che organizza periodicamente esplorazioni urbane.

link dei prossimi  eventi “Storie dimenticate della metro berlinese”  –  Alla scoperta del “quartiere ebraico”

Zuleika Munizza

Zuleika Munizza responsabile del progetto di ricerca Berlino Explorer, presenta e racconta Berlino attraverso la sua storia e le sue trasformazioni, da un punto di vista architettonico e sociale.

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