«Come sei bella Berlino, città di libertà, nostalgia e vorticoso cambiamento»

Estate 2012, fine agosto. Un’analogica, pochi giorni di vacanza e gli occhi nuovi indispensabili a ogni viaggio di scoperta, quelli di cui parla Marcel Proust.

Federica, fresca diplomata in fotografia all’Accademia di belle arti di Napoli, atterra a Berlino e comincia a vagare per le strade di una città che ama fin dal primo momento. Si ripromette di scattare con l’occhio del flâneur e con animo leggero, come leggera è Berlino d’estate. Raccoglie così, in una serie di scatti estemporanei, luoghi e momenti di vita quotidiana della città, imprimendo su tre rullini un’infinità di sensazioni, odori, istanti. Ricordi che restano inerti in un cassetto, per anni.

Ma la nostalgia di Berlino, si sa, affiora inaspettata nell’animo di chi ne è lontano

Così Federica ritrova le sue vecchie foto, le riordina e ce le invia, raccontandoci di un rapporto con la città fugace ma intenso. Profondo, anche nella distanza: «Berlino non ha l’aria di un’isola felice, ma di una città libera, in cui il senso di progettualità e il desiderio di regalarsi una nuova opportunità restano ancora possibili. É scostante e accattivante allo stesso tempo, una metropoli globale in cui coesistono storie, lingue, culture locali. É anche un cantiere a cielo aperto, dove la storia sembra quasi inseguirti, passo dopo passo, mentre percorri le sue strade. Tra i suoi immensi spazi vuoti si percepisce un senso di alienazione, insieme al costante e inevitabile peso di una memoria che ancora la tormenta. ll senso del passato è vivo e tangibile, convive e si fonde con la modernità della città».

Ci sono dei posti, in particolare, che si imprimono nell’immaginario e diventano luoghi dell’anima

«Ho un dolce ricordo di Prenzlauer Berg, del silenzio durante le prime ore del mattino, delle calde luci di sera, delle birrerie, con i loro biliardini e i bizzarri personaggi che le affollano. Ho amato lo spirito di collettività e di condivisione degli spazi che si vive un po’ ovunque, ad esempio in posti come il Mauerpark».

Ma Berlino è anche città dalle molteplici contraddizioni e dalle vorticose metamorfosi, caratteristica che la rende vitale e mai banale. Ma non tutti i cambiamenti vengono per il meglio. Sono passati appena tre anni dagli scatti di Federica, e alcuni luoghi-simbolo già non esistono più, travolti dalla furia del mercato e della gentrificazione: Chain e Brothers, i due graffiti di Blu a Cuvrystraße, appartengono ormai già alla storia. E alle pellicole degli innamorati di Berlino, come Federica.

La fotografa

Federica Zampognaro si diploma nel 2009 in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, e nel 2012 consegue la specializzazione in Fotografia di ambiente e paesaggio. Attualmente lavora come freelance, spaziando dallo still life alla fotografia di eventi, ma la sua vera passione, insieme alla fotografia analogica, è il reportage, in particolar modo quello legato alla propria terra, la Campania.

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Foto© Federica Zampognaro
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«I filosofi hanno solo interpretato in modi diversi il mondo, ma si tratta ora di cambiarlo». Celebre frase di Karl Marx all’ingresso della facoltà di filosofia della Humboldt Universität – Foto © Federica Zampognaro
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Memoriale dell’Olocausto – Foto © Federica Zampognaro
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Checkpoint Charlie – Foto © Federica Zampognaro
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Wohnhaus Bonjour Tristesse (Schlesisches Tor, Kreuzberg) – Foto © Federica Zampognaro
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Chain e Brothers, i due murales di Blu a Cuvrystraße cancellati nel dicembre 2014 – Foto © Federica Zampognaro
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Mauerpark – Foto © Federica Zampognaro
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Foto © Federica Zampognaro

 

Foto di copertina © Federica Zampognaro

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