Cosa c’è di vero sullo sventato attentato alla mezza maratona di Berlino

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Cosa sappiamo dell’attentato fallito alla mezza maratona di Berlino

Domenica 8 aprile la polizia tedesca ha arrestato a Berlino 6 persone perché sospettate di voler compiere un attentato contro gli spettatori e gli atleti della mezza maratona (21.1 km) che si svolgeva quel giorno nella capitale.

Le ragioni dell’arresto

Riguardo l’identità degli arrestati per il presunto attacco alla mezza maratona di Berlino sappiamo dai verbali della polizia che sono tutti giovani tra i 18 e i 21 anni. Sono sospettati di aver “pianificato un attentato” contro la manifestazione sportiva, come hanno fatto sapere in una dichiarazione congiunta la polizia berlinese e i magistrati inquirenti. Le autorità hanno chiarito che i sei uomini erano stati costantemente seguiti dalle forze dell’ordine tedesche nelle due settimane precedenti alla manifestazione, e che avrebbero mostrato un particolare interesse nella gara che è risultata sospetta agli occhi degli investigatori. “Gli indizi erano molto vaghi, ma a causa dell’alto livello di pericolo abbiamo subito dato vita agli arresti”, ha dichiarato il portavoce della polizia berlinese Thomas Neuendorf, che specfica: “Al momento tuttavia non ci sono fondati motivi per credere che fosse previsto un’attentato contro la mezza maratona di Berlino”.

La nazionalità degli arrestati e il collegamento con Anis Amri

La nazionalità degli arrestati per lo sventato attacco alla mezza maratona di Berlino non è stata specificata né dalla polizia né dagli inquirenti. Secondo il quotidiano tedesco Die Welt  uno dei 6 arrestati, il presunto capo del gruppo era in contatto con Anis Amri, il ventiquattrenne tunisino che uccise 12 persone guidando un camion dentro un mercatino di Natale a Berlino nel 2016. Sempre secondo il giornale berlinese dell’esplosivo sarebbe stato rinvenuto in almeno una delle abitazioni perlustrate. Tanto il collegamento con Amri quanto le informazioni sull’uso dei coltelli per l’attentato non sono stati confermati dagli inquirenti.

Aggiornamento 10/04: rilasciati i sei arrestati per insufficienza di prove

La polizia tedesca ha rilasciato i sei islamisti arrestati la scorsa domenica 8 aprile, dichiarando che non sussistono sufficienti indizi di reato. In particolare, non sono state trovate né armi né esplosivi nelle abitazioni degli arrestati. Gli uomini erano stati notati in anticipo per alcuni comportamenti sospetti, ma per gli investigatori il grande evento sportivo berlinese non era in pericolo. il Ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofe ha comunque ricordato la possibilità di ulteriori attentati terroristici in Germania: “La situazione sicurezza nel nostro paese è ancora molto tesa”, ha detto prima di una riunione del suo partito, la CSU. “Questo significa che un attacco deve essere previsto in qualsiasi momento”.

Il percorso della mezza maratona di Berlino

Dalla Torre della Televisione di Alexanderplatz al Castello di Charlottenburg, la mezza maratona di Berlino si svolge ogni anno tra marzo e aprile toccando sia l’est che l’ovest cittadino. La 38° edizione della gara, che ha avuto luogo senza incidente alcuno domenica 8 aprile scorso, ha avuto un record di iscritti, con ben 36.000 partecipanti alla corsa – vinta dal kenyota Erick Kiptanui con 58 minuti e 42 secondi. Il numero degli spettatori si sarebbe aggirata intorno ai 250.000, ed erano presenti 630 agenti di polizia a controllare e difendere il tranquillo volgersi della manifestazione. Non ci sono notizie riguardo a dove esattamente i presunti attentatori avrebbero voluto attaccare

I presunti collegamenti con l’attentato con il minivan a Münster

Le forze dell’ordine tedesche erano già in allarme per via dell’episodio di Münster un giorno prima, quando un cittadino tedesco di 48 anni, guidando un minivan in un ristorante all’aperto ha ucciso 3 persone, ferito  più di 20 persone, di cui numerose sono in condizioni critiche. Il guidatore del mini-van si è poi sparato immediatamente in testa. I due episodi sembrano totalmente indipendenti l’uno dall’altro, anche se gli avvenimenti di Münster hanno determinato una vigilanza maggiore anche nella capitale. Mentre per i fatti berlinesi non è ancora chiara la matrice dell’attentato sventato alla mezza maratona, che potrebbe essere riconducibile all’estremismo islamico, è da escludere che il caso del mini-van a Münster fosse legato al fondamentalismo religioso o avesse legami con l’estrema destra tedesca, come invece sembravano indicare le prime interpretazioni. il capo della polizia di Münster, Hajo Kuhlisch, ha detto chiaramente che “non ci sono prove di motivazioni politiche.. Sono state riscontrate prove convincenti per ritenere che il crimine sia stato commesso per motivi personali”, mentre non sembrano esserci indizi di un’organizzazione più vasta dietro all’attentato. Sebbene l’episodio del mini-van sia stato inizialmente associato con i fatti degli anni passati, poiché gli attentatori fondamentalisti in passato hanno spesso utilizzato autotreni e camion per investire civili inermi, la polizia ha chiarito che non sembrano esserci collegamenti tra questo evento e quelli di matrice religiosa estremista. Pare che il conducente del mini-van soffrisse di seri problemi mentali, aveva già tentato il suicidio in passato e aveva parlato di uccidersi in un modo “spettacolare”.

 

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