Da Guten Tag a Moin Moin: come ci si saluta in Germania regione per regione

Le espressioni per esprimere un saluto, in tedesco, non sono monotone. Esse variano infatti da regione a regione, quindi potreste esser salutati in modo diverso rispetto a come si impara nei corsi di lingua, in cui si prende come riferimento il tedesco standard.

I modi per esprimere i saluti quotidiani, anche se possono sembrare banali, sono fondamentali per iniziare a parlare tedesco e per comunicare con gli altri, ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico per la paura di non riuscire a riconoscerli, visto che, come vedremo, anche se molteplici hanno spesso un’origine in comune.

Nel tedesco standard, le espressioni di saluto utilizzate per dire “buongiorno” sono “Guten Tag”, largamente diffuso come regionalismo  nel Thüringen, oppure “Guten Morgen” ( quest’ultimo utilizzato di più nelle prime ore del mattino). Queste espressioni, insieme al generico Hallo, sono le uniche che non destano sospetti rispetto alla vostra provenienza, visto che non possono essere ricondotte a una singola origine ma sono usate su tutto il territorio nazionale. Quando si ha a che fare con madrelingua tedeschi provenienti da città diverse, però, potreste imbattervi in regionalismi per cui è meglio farsi trovare preparati e riconoscerli in tempo!

Grüß Gott

Quest’espressione è utilizzata soprattutto nel Baden Württemberg, oltre che in Austria. In origine, l’espressione completa era grüß[e] dich Gott col significato di “che Dio ti benedica”. Oggi si usa per lo più in contesti formali e, non essendo legata ad una particolare ora del giorno, si può dire in sostituzione di Guten Morgen – Nachmittag e Abend. Quest’espressione, nel caso in cui si stia parlando con amici, può essere abbreviata in Grüß dich, utilizzato in Baviera nella forma Grias Di.

Servus

È un’espressione propriamente austriaca ma ampiamente diffusa anche nel Bayern in sostituzione di Hallo, utilizzata in contesti informali con conoscenti. Il termine deriva dal latino servus e il saluto con questo termine può esser inteso come “sono vostro servo” o “ sono al vostro servizio”. Sebbene possa sembrare strano salutare qualcuno dicendo “servo”, non dovremmo stupircene dal momento che anche il nostro “Ciao” ha la medesima origine. Il termine attuale deriva dal veneto antico “s’ciavo”, cioè “schiavo”, con il quale si era soliti salutare l’altro e mettersi automaticamente al suo servizio. Oltre al termine “servus”, potremmo sentire utilizzare forme abbreviate o che presentano leggere differenze come Servas o Seas. Il ciao italiano è stato tedeschizzato in Tschau, termine utilizzato soprattutto dai giovani come commiato in contesti informali.

Juten Tach

Questa variante regionale per Guten Tag delle regioni del nord è largamente utilizzata nel gergo berlinese in situazioni informali. Tach, però, è utilizzato anche nel Nordrhein – Westfalen, e Gunn Tach è il suo corrispondente nel Rheinland – Pfalz e nel Saarland, dove si utilizzano anche  termini dialettali come gemorje, genohwend. Sono attestate altre forme di saluto simili, come Guude nell’Hessen, Tagchen nel Sachsen, e ancora Gudden Tach o Gun Dach. Come si può notare, non sono parole diverse, ma bensì diversi modi di pronunciare le stesse vocali che possono esser compresi solo prendendo in esame la storia della lingua tedesca e le differenze fonetiche tra basso e alto tedesco.

SalüGrüezi, infine, sono le espressioni utilizzati in Svizzera.

Moin Moin

È un’espressione del Niedersachsen, utilizzata nella zona di Amburgo e in altre parti della Germania del nord. Il termine “moin” deriva dal basso tedesco “moien” col significato di “buono”. Il termine è presente anche nel lussemburghese come “Moïen” e utilizzato sempre come forma di saluto. L’espressione completa dovrebbe essere “moien dag” e “moin” e “moin moin” non sono altro che contrazioni dell’espressione completa. È un’espressione molto colloquiale che va bene per qualsiasi ora del giorno, ma non si usa in genere con sconosciuti

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Photo: © Comfreak CC 0

Jale Farrokhnia

Classe '91, calabrese di nascita ma apolide di fatto. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura, che mi hanno fatto approdare tra i banchi di un liceo classico che ho amato. Nel 2010, tra un viaggio e l'altro, mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia,social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, cerco ancora la mia strada con un piede nel mondo accademico e l'altro tra le molteplici alternative.

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