#elezioniberlino: Berlino non ama più il suo sindaco. E vira a destra

I berlinesi non sono soddisfatti dell’attuale governo della città, ovvero la coalizione SPD-CDU in carica dal 2012, e vogliono un cambiamento: lo dice un sondaggio riportato dal Tagesspiegel. Il gradimento personale dell’attuale sindaco SPD Michael Müller è al 47%, il dato più basso dall’inizio del suo mandato, mentre quello della sua amministrazione è al 35%: il peggiore fra tutti gli attuali governi dei 16 Länder federali.

I problemi irrisolti. Che la situazione politica berlinese fosse in tumulto era cosa nota. Molti infatti i problemi di una città che ha difficoltà a sopravvivere alla propria “coolness”: troppo repentini i cambiamenti sociali, troppe le persone lasciate indietro economicamente. I berlinesi vogliono allora un cambiamento e ciò che tutti i sondaggi degli ultimi mesi sottolineano è che il governo Müller non è riuscito in tre anni a rispondere agli effetti negativi della gentrificazione, continuando quella strategia politica, avviata dal suo predecessore Wowereitfondata sugli slogan (Berlin, arm aber sexy o Be Berlin) e sul tentativo di cavalcare il boom immobiliare della città. I risultati? Problemi di microcriminalità, redditi ancora bassi, mancanza di appartamenti, infrastrutture stagnanti (vedi BER, il nuovo aeroporto in cantiere da anni, e l’autostrada A100) e continui disservizi del trasporto pubblico.

Cambiare, ma come? Berlino si presenta, a quattro mesi dalle elezioni, come una terra di conquista senza un vero e chiaro leader all’orizzonte: la SPD, pure in calo, resiste al 23% mentre dietro si è creato un gruppo di quattro partiti: CDU al 19%, Grünen (i verdi) al 18%, Linke (la sinistra) al 16% e AfD (Alternative für Deutschland, forza di destra liberista e anti-islam) al 15%. Stanti i dati attuali, naufragano quindi le speranze di un altro governo di Große Koalition a Berlino. Un esperimento che, peraltro, sta fallendo in tutta Germania con enormi conseguenze politiche a livello nazionale. Mancano i numeri anche per un’ipotetica coalizione allargata ai Grünen, come recentemente avvenuto in Sachsen-Anhalt

Umfrage
Fonte: Infratest Dimap

Le reazioni dei partiti. Intanto i partiti provano a rassicurare l’elettorato: Dennis Buchner, responsabile SPD a Berlino, ci tiene a rimarcare come i socialdemocratici siano ancora la prima forza in città e con un buon margine, mentre Kai Wegner, segretario generale della CDU, sottolinea come la competizione sia appena all’inizio e ci siano ampi spazi di crescita per il suo partito.

Lo spauracchio Alternative für Deutschland.  Al quinto posto con il 15%, ma a soli quattro punti dalla CDU e a otto dal diventare il primo partito di Berlino, resta Alternative für Deutschland, il partito anti-europeista e anti-immigrazione in crescita in tutta la Germania. I vertici di AfD accettano il risultato «con umiltà», come da comunicato stampa della direzione cittadina del partito, mentre gli avversari sottolineano come AfD non appartenga alla tradizione democratica di Berlino e che, così sostiene Kai Wegner, vadano isolati a destra e lasciati a indebolirsi sulle loro posizioni anacronistiche. Per il momento, con ancora quattro mesi di problemi irrisolti e di caro-case, il coltello dalla parte del manico sembrano avercelo proprio quei partiti che, come AfD, incarnano il malcontento “di pancia” di ampi strati della popolazione.

#ItalianiPerBerlino è un progetto di Berlino Magazine e Simone Bonzano per informare la comunità italiana residente a Berlino sulla politica cittadina.

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Foto di copertina © Wikipedia.de

Simone Bonzano

Ligure di Torino o Genovese del Piemonte, forse Berlinese del Nord-Ovest, non lo so. Quello che so è che per un dottorato in Archeologia sono arrivato in Germania e ora scrivo soprattutto di politica e inchieste.

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