Fede nella primavera, la poesia di Uhland che celebra il rinnovarsi, anche nell’amore

Ludwig Uhland fu uno dei maggiori esponenti del romanticismo tedesco. Visse a cavallo del 1800, ma a 32 anni, nel 1819 decise di dedicarsi quasi esclusivamente alla politica, smettendo quasi completamente di pubblicare le sue liriche. Quel senso di libertà e ricerca d’amore che si respira però in molte sue poesie gli è sopravvissuto ed è per questo che ancora oggi  Fede di primavera è una delle poesie tedesche più conosciute (merito è anche l’essere diventata testo di una composizione di Franz Schubert). Purtroppo non conosciamo il nome del traduttore/ice della versione italiana.

Ludwig Uhland, Fede nella primavera

Le dolci brezze si sono risvegliate
spirano e sussurrano giorno e notte
si muovono ovunque
aria fresca nuovo suono
ora povero cuore non temere
ora tutto, tutto deve cambiare.
Il mondo diventa più bello ogni giorno
e non si sa cosa diventerà.
La fioritura non accenna a finire
e fiorisce anche la valle più profonda.
Ora povero cuore dimentica il tuo tormento.
Ora tutto, tutto deve cambiare

Ludwig Uhland, Frühlingsglaube

Die linden Lüfte sind erwacht,
Sie säuseln und weben Tag und Nacht,
Sie schaffen an allen Enden.
O frischer Duft, o neuer Klang!
Nun, armes Herze, sei nicht bang!
Nun muß sich alles, alles wenden.

Die Welt wird schöner mit jedem Tag,
Man weiß nicht, was noch werden mag,
Das Blühen will nicht enden.
Es blüht das fernste, tiefste Tal:
Nun, armes Herz, vergiß der Qual!
Nun muß sich alles, alles wenden.

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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