Gentrification, Berlino: lo storico locale Maison Courage di Prenzlauer Berg costretto a chiudere

D’inverno, ogni domenica pomeriggio, Maison Courage ha ospitato le performance di band provenienti dall’Europa dell’est: musica klezmer e gipsy accompagnata da un bicchierino di vodka russa. D’estate ci si poteva rilassare al sole, sorseggiando un mojito seduti comodamente ai tavolini all’aperto. Un luogo per «vecchi e giovani», berlinesi e non, recita il suo sito internet. Tutto questo è ormai quasi solo un ricordo. La galoppante gentrification che coinvolge sempre più aree di Berlino non risparmia nemmeno questo storico locale che esiste da ben 140 anni: a fine gennaio 2016, come riportato dalla Berliner Zeitung, Marina Martin e Thomas Resag, proprietari e gestori degli spazi dal 2000, dovranno chiudere per far posto ad abitazioni di lusso.

Il progetto iniziale. Sulle prime pareva che i piani di risanamento e ammodernamento dell’investitore immobiliare Klaus Breckner avrebbero riguardato esclusivamente gli appartamenti dell’edificio di Kollwitzstraße 2, ma non lo storico locale al piano terra all’angolo con Saarbrücker Straße. In sei mesi i progetti di Breckner si sono invece ampliati sino a coinvolgere anche il bar-ristorante Maison Courage. Per mantenerlo in vita, gli attuali proprietari avrebbero dovuto pagare un affitto tre volte maggiore o vendere gli spazi per più di 600.000 euro.

Un locale storico. «Maison Courage è sempre stato molto di più di un locale» racconta Thomas Resag alla Berliner Zeitung, «era il nostro obiettivo di vita. Con la sua chiusura muore un pezzo di storia di Berlino». Il bar-ristorante esiste da 140 anni. Il bancone di legno ne ha 130. Il pavimento e i mobili sono stati costruiti con materiali storici. Quando venne edificato il palazzo, nel 1876, gli spazi di Maison Courage ospitavano già un ristorante. Inizialmente si chiamava Restauration Michaelis. Negli anni della DDR cambiò il suo nome in Altberliner Bierstube e diventò un luogo d’incontro della scena alternativa e omosessuale berlinese. Nel 2000 subentrò la coppia Martin-Resag e la nuova denominazione Maison Courage, «nel senso di coraggioso e ardito, ma anche di resistenza al potere del capitale» spiega la Martin, che dichiara di credere ancora fermamente nel pensiero di Rosa Luxemburg.

Sviluppi futuri. Cosa sarà degli spazi di Maison Courage non è ancora chiaro. Quello che si sa è che inizialmente Breckner intendeva trasformare gli appartamenti in affitto in lussuose abitazioni di proprietà, costruire una penthouse di 300 metri quadrati all’ultimo piano e rivendere tutto. Tuttavia pare che di recente abbia ridimensionato i suoi progetti: rifacimenti di tale portata e vendite a terzi sono infatti difficili da realizzare in “zone di conservazione sociale” come quella di Kollwitzplatz. In tali aree vige una sorta di edilizia convenzionata: gli appartamenti possono essere infatti venduti solo agli affittuari stessi. Lasciati senza informazioni, gli inquilini del palazzo di Kollwitzstraße 2 continuano però a temere di dover sgombrare le proprie abitazioni a causa degli affitti troppo cari. Nel frattempo pare che il quartiere di Pankow stia tentando di comprare l’edificio, esercitando il diritto di prelazione vigente in questo tipo di aree. Questo potrebbe tutelarne gli inquilini, ma non Maison Courage, in quanto locale pubblico.

MAISON COURAGE
Saarbrücker Str. 17
Ecke Kollwitzstraße
10405 Berlino-Prenzlauer Berg
Tel. 030/41716859
Email: info@maison-courage.de

 

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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