Germania, trovato accordo sulla legge per l’integrazione: diritti e doveri dei rifugiati

Per la prima volta nella storia della Repubblica Federale Tedesca ci sarà una legge per l’integrazione degli immigrati. Nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 aprile, in una seduta durata quasi 7 ore, i vertici del governo tedesco sono riusciti ad accordarsi su una bozza di legge che dovrebbe regolamentare l’integrazione dei richiedenti asilo arrivati in Germania. Come dichiarato dalla cancelliera Angela Merkel, «la proposta di legge si basa sui principi del promuovere e pretendere (Fördern und Fordern, n.d.r.): il provvedimento prevede infatti la creazione di opportunità per i rifugiati, ma sancisce anche degli obblighi.»

Il vertice. Alla seduta tenutasi alla Cancelleria Federale di Berlino hanno preso parte i vertici della Große Koalition, la cancelliera Angela Merkel (CDU), Horst Seehofer (CSU) e il vicecancelliere Sigmar Gabriel (SPD). All’incontro erano presenti anche Volker Kauder (CDU), Thomas Oppermann e Gerda Hasselfeldt (CSU).

La proposta di legge. L’accordo raggiunto sulla legge per l’integrazione verrà preso nuovamente in esame in data 24 maggio 2016 a Meseberg per definirne la bozza finale che verrà sottoposta al parlamento entro fine anno. «La Germania non vuole “integrati forzati”, ma chi desidera integrarsi davvero dovrà adoperarsi attivamente» ha dichiarato  il vicecancelliere Gabriel.

I punti salienti della proposta di legge per l’integrazione.

  • Integrazione sul mercato del lavoro. L’integrazione viene intesa innanzitutto in senso lavorativo. La proposta di legge prevede la creazione di 100.000 opportunità lavorative per i richiedenti asilo (si tratterà prevalentemente dei cosiddetti “lavori da un euro” – Ein-Euro-Jobs – che prescindono dalla legge sul salario minimo e verranno reintrodotti per un periodo di 6 mesi dall’accettazione della domanda di asilo), un’ampia offerta formativa e corsi di orientamento professionale.
  • Studio del tedesco obbligatorio. Proprio al fine di incentivare l’integrazione sul mercato del lavoro,  diventerà fondamentale la conoscenza del tedesco che ad oggi non è invece sancita come requisito assolutamente necessario. I corsi di integrazione diverranno obbligatori: chiunque interrompa o si sottragga alla partecipazione a questi corsi perderà lo status di rifugiato, il diritto al permesso di soggiorno e alle prestazioni sociali. L’attesa per i corsi di integrazione verrà ridotta da 3 mesi a 6 settimane.
  • Integrazione culturale. La legge prevede corsi di orientamento anche al fine di favorire l’integrazione culturale dei richiedenti asilo presenti sul territorio tedesco.
  • Sanzioni. Chiunque si sottragga alle misure di integrazione si vedrà tagliati i sussidi. In caso di reato verrà meno lo status di rifugiato e con esso il permesso di soggiorno.
  • Niente più precedenza nelle assunzioni. Per facilitare l’ingresso di rifugiati e richiedenti asilo nel mercato del lavoro, per un periodo di tre anni cadrà l’obbligo di dare precedenza a cittadini tedeschi ed europei nelle assunzioni.
  • Incentivi all’integrazione. Un permesso di soggiorno illimitato verrà concesso soltanto in caso di avvenuta integrazione.
  • Evitare ghettizzazione. Per evitare la costituzione di ghetti, come Molenbeek in Belgio, i richiedenti asilo dovranno essere distribuiti meglio sul territorio tedesco. Saranno le amministrazioni pubbliche ad assegnare il luogo di residenza. Se l’assegnazione venisse violata, sono previste conseguenze ancora da definire.
  • Importanza del documento del rifugiato. Al fine di evitare confusione nei permessi di soggiorno, l’accesso al mercato del lavoro e alle misure per l’integrazione dovrà essere collegato a un documento del rifugiato che verrà emesso al momento del suo arrivo in Germania.

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Foto di copertina © Tobia Koch CC BY-SA 2.0

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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