Goethe, Dumas e quell’ascesa dell’Etna che resta negli occhi di ogni viaggiatore

Ci sono esperienze che rimangono negli occhi e nel cuore di chi decide di viverle senza dover temere lo scorrere del tempo né che, cambiando l’osservatore, cambi anche la percezione. Osservare il panorama circostante dai Monti Rossi, ex cratere nato su uno dei versanti meridionali dell’Etna, è una di queste. A provarlo c’è l’esperienza di Johann Wolfgang von Goethe. Era il 6 maggio del 1787 quando lo scrittore tedesco salì sull’Etna, o meglio, sui suoi Monti Rossi (cicatrici di un’eruzione laterale del celebre vulcano). Il suo giro della Sicilia, quel Grand Tour a cui tanti intellettuali del centro Europa, soprattutto francesi e tedeschi, si prestavano come tappa obbligata di un percorso di formazione, era ormai prossimo alla conclusione. Da lì si sarebbe recato a Messina e poi a Napoli in traghetto per iniziare un percorso di risalita del Bel Paese che raccontò quasi 30 anni dopo con la pubblicazione del suo diario, Il viaggio in Italia.

… la mattina per tempo ci siam messi in cammino e rivolgendoci sempre a guardare indietro, dall’alto dei nostri muli, abbiam raggiunto la zona delle lave non ancora domate dal tempo. Blocchi e lastre frastagliate ci presentavano le loro masse irrigidite, attraverso le quali le nostre cavalcature si aprivano a caso un sentiero. Giunti alla prima vetta d’una certa importanza, abbiamo fatto sosta. Il Kniep ha riprodotto con grande esattezza ciò che si presentava innanzi a noi dalla parte della montagna: le masse di lava in primo piano, le vette gemelle dei Monti Rossi a sinistra, e di rimpetto a noi la selva di Nicolosi, sopra la quale si ergeva il cono dell’Etna ricoperto di neve e leggermente fumante…Avevo sott’occhio tutta la distesa della spiaggia da Messina a Siracusa, con le sue insenature e i suoi golfi, ora completamente libera, ora un po’ nascosta da qualche scoglio sulla riva…

Goethe, Viaggio in Italia, 1816

Goethe in realtà all’epoca confuse Messina con la Calabria, ma poco importa, oggi come allora il panorama sulla zona di Catania e dintorni è probabilmente tra i più belli al mondo, così come merita una visita Nicolosi, il paesino considerato “la porta sull’Etna“, a suo modo virtuoso per come pubblico e privato collaborano quotidianamente per offrire un servizio d’accoglienza caloroso e attento ad ogni esigenza del turista che voglia soggiornarvi. Dietro a tutto ciò, oltre all’indole già di per sé generosa degli abitanti del luogo e al’intelligenza dell’amministrazione locale, c’è Benedetto Puglisi, docente di marketing del turismo all’università di Catania che proprio a Nicolosi è nato e cresciuto. È così che è nato Etna Romance, una rete di strutture private di alloggi, ristoranti e guide turistiche che si propongono di far rivivere quegli itinerari naturalistici che letterati e artisti del Romanticismo come Goethe o Alexandre Dumas (padre) percorsero e utilizzarono come fonte di ispirazione.

“Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un’altra Grecia; e l’Etna favoloso e antico, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l’indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo…”

Alexandre Dumas, Pascal Bruno, 1838

Nicolosi, l’Etna e i Monti Rossi (le cui cime in realtà rappresentano le due estremità di un cratere laterale formatosi sull’Etna stesso e parzialmente rimodellato dal passaggio della lava) sono stati recentemente al centro anche del progetto #GoetheliebtItalien, due settimane a bordo di una Fiat 500 sulle orme di quel Viaggio in Italia di Goethe di cui ricorrono i 200 anni dalla pubblicazione. È stata l’ultima di ben 11 tappe per tutto il Bel Paese. Non ci poteva essere migliore conclusione: se pensate di amare la Sicilia non si può fare a meno di passare di qui.

#goetheliebtitalien

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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