I 24 peggiori nemici di Berlino

Qualche estate fa, Zitty Berlin, una delle riviste più lette in città per chi cerca segnalazioni e approfondimenti culturali ha pubblicato una simpatica lista sui 24 peggiori nemici di Berlino. Alcune cose sono condivisibili, altre meno, ma è interessante dargli un’occhiata.

24-Quelli che “bisogna sempre capire”.

Un tuo amico è stato rapinato da una baby gang? Bisogna capire questi ragazzini, vivono in condizioni culturali e sociali estreme…Ci sono sempre problemi di integrazione a giustificare qualsiasi atto criminale, bisogna sempre contestualizzare e “capire”…

23-Quelli con il cellulare sempre in mano.

Non c’è informazione per cui  il cellulare (con tanto di connessione internet) non possa dargli supporto. Ce lo ha sempre in mano e anche quando sta con gli amici controlla continuamente se qualcuno gli abbia scritto su facebook.

22-I critici d’arte.

Andare con loro ad un vernissage è una condanna alla noia. Non fanno dialoghi, ma monologhi.

21-Quelli che “il Brandeburgo è meglio”.

Sono venuti a vivere a Berlino, ma poi si lamentano sempre della città e allora cercano una casa fuori città, nel “verde” Brandeburgo, dove tutto è più autentico e vero. Peccato però che poi si trovino porta a porta con i neonazi.

20-Quelli che raccolgono le bottiglie in giro per incassare i vuoti.

Fanno un gran lavoro di pulizia ambientale, ma quando sei al parco spesso ti stressano venendo ogni cinque minuti a chiederti se hai finito la birra e se la possono portare via.

19-Quelli che votano liste come I Pirati

Lo fanno perché va di moda.

18-I Patrioti dell’ultima ora.

Sono a Berlino da pochissimi anni, sono stranieri, aprono un ristorante etnico per dimostrare a tutti che sono qui da una vita la prima cosa che fanno è attaccare una gigantografia dell’antenna di Alexanderplatz o della Porta di Brandeburgo su una parete ben visibile del loro locale, anche se sanno a malapena dove si trovino.

17-I turisti.

Non tutti, ma quelli che pensano che a loro sia tutto concesso, se ne fregano di impegnarsi a capire un po’ come funzionino le cose o ad imparare almeno a dire “danke”. Berlino per loro è spesso tutta bella e bellissima e appena tornano nella loro città pubblicizzano la capitale tedesca come la più cool del mondo, dove tutto è possibile.

16-Quelli che odiano i turisti.

Come se attaccare i turisti potessero farli sentire più berlinesi di quanto realmente sono (che, poi, normalmente anche loro non sono originamiente di Berlino)

15-Quelli che odiano chi odia i turisti.

Vogliono fare i superiori e allora giustificano i turisti sempre e comunque, qualsiasi stupidaggine commettano.

14-Quelli che si lamentano sempre del servizio ricevuto in café o ristoranti.

Lo fanno solo per atteggiarsi, come se niente fosse al loro livello e per questo non lasciano mai la mancia.

13-Quello che sta sempre sulle Guest-List.

E’ quell’amico o conoscente che sa sempre cosa succede in città e che riesce sempre ad entrare in qualsiasi locale. E’ amico di tutti ed esiste solo per farvi rosicare mentre aspettate un’ora davanti al Berghain.

12-Il vicino di casa tecno.

Vuole fare il dj, dorme di mattina e rimane sveglio di notte per provare. Per lui i party durano dalla domenica al venerdì, mai il weekend.

11-Quelli con la mentalità provinciale.

Sono quelli che sono fuggitti dalle loro città per la mentalità provinciale dei loro concittadini, arrivano qui vendendosi per persone cosmopolite, ma poi dopo un po’ assumono naturalmente tutti quegli atteggiamenti da cui erano fuggiti.

10-Il proprietario di un cane.

Se il cane fa una cacca sul marciapiede non la raccoglie perchè “è natura”, porta la propria bestiola ovunque anche nelle cucine dei ristoranti e se qualcuno ha qualcosa da ridire, beh, sono fatti suoi.

9-Io…in realtà…”sono un cameriere”.

Sono tutti quei ragazzi che continuano a vendersi come artisti, anche se in realtà sono anni che fanno i camerieri per sopravvivere e nessuno ha mai detto qualcosa di stimolante (“continua così!”) a proposito delle loro opere. Niente di male, se non fosse che spesso per loro il momento del dunque, di fare i conti con la realtà, non arrivi mai…

8-Gli Schicki Micki.

A Berlino gli chicchettoni sono decisamente fuori moda e i in molti casi sfiorano il trash.

7.Gli imprenditori che hanno lanciato una Start Up.

Si pensano i più fichi del mondo anche se la loro impresa è partita da tre anni e sta ancora in perdita. Seguono un vestiario preciso e fanno finta di essere sempre impegnatissimi, ma in verità passano le giornate in bar fichetti a bere un cappuccino dietro l’altro davanti al solito Mac.

6-L’investitore immobiliare danese.

Finge di fare il simpatico con gli inquilini di case che ha acquistato da tempo e che vorrebbe rivendere, ma che non può visto che i contratti d’affitto sono bloccati e così, oltre ad incentivare gli affittuari con offerte di denaro e “scivoli” vari, la butta sull’amicizia, porta i cornetti a casa e ogni due giorni si sincera che tutti stiano bene, parlando in terza persona dei suoi problemi economici, facendo quasi sentire in colpa gli inquilini che gli pagano un affitto a suo dire troppo basso

5-Il membro dei consorzi di case in costruzione.

A Berlino sono molti gli edifici in rinnovamento o in costruzione per i quali non c’è un investitore unico, ma un gruppo di privati cittadini che hanno unito le forze. Nulla di male, se non fosse che spesso le regole che si danno per vivere in questi edifici “comuni” siano più che mai severe e appena qualcuno sgarra si inizia con litigi destinati a durare per anni e che si propagano a macchia d’olio.

4-Le mamme troppo premurose.

Il fatto stesso che abbiano un passeggino con loro le fanno credere di avere la precedenza su tutto, come se il loro bambino fosse il passepartout per ogni genere di situazione e contrattempo. Entrano sempre per prime nei vagoni delle metropolitane, occupano ogni marciapiede centralmente e se c’è un litigio tra i loro bambino ed un altro, beh, è sempre colpa dell’altro.

3-Il Kiez Taliban.

Normalmennte viene da Stoccarda e dintorni, ma anche dal resto d’Europa. E’ quello che pensa di essere stato il primo a trasferirsi in una particolare strada o angolo di quartiere e che tutti quelli dopo di lui sono il simbolo della gentrificazione. Si lamenta di qualsiasi cambiamento e non esita a chiamare la polizia appena qualcosa non lo aggrada.

2-L’agro-biker.

E’ quello che gira solo in bici e beve solo succhi di frutta. E’ un fissato delle piste ciclabili che usa come se fossero autostrade (leggetevi questo racconto) e non mangia roba che non sia bio, a costo di spendere dieci euro per un’arancia.

1-L’hipster di Neukölln.

Neukölln è il quartiere di Berlino più in ascesa tra i giovani stranieri, o semplicemente non berlinesi, che arrivano nella capitale tedesca. L’hipster prima di tutto si riconosce dall’abbigliamento falsamente trasandato, anti-elegante per eccellenza, quel che un tempo poteva essere considerato nerd-sfigato e che ora è visto come uno stile cool. Ma non è solo l’outfit a caratterizzarlo, ma anche una serie di atteggiamenti che vogliono sempre andare contro il mainstream, ma che alla fine finiscono per essere altrettanto omologati. L’Hipster (di Neukölln) è colui che abbraccia un modo di vivere falsamente di protesta, è quello a cui a Roma diremmo di andare a fare l’alternativo da qualche altra parte. In basso trovate un simpaticissimo video (in inglese) che spiega bene l’hipster, seppur non quello di Neukölln.

1bis-(aggiunto da noi)Quelli che stilano classifiche come queste.

Sono intollerabili. E ancora di più lo sono quei magazine che gli danno visibilità come stiamo facendo noi ora 😉

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