I Origins, il film in cui scienza e spiritualità trovano un punto d’incontro

Smentire l’esistenza di Dio è lo scopo delle ricerche di Ian Gray (Michael Pitt), biologo molecolare giunto all’apice di una storica scoperta. Sin da piccolo ha uno spiccato interesse per il colore degli occhi della gente, per il loro funzionamento simile ad una macchina fotografica e per le sfumature delle iridi, così simili ai colori delle galassie. “Ogni persona su questo pianeta ha il suo irripetibile paio di occhi”, afferma lo scienziato, ed è proprio attraverso di essi che cerca di negare il creazionismo, risalendo a 12 passi che lo avrebbero portato al loro sviluppo. Di fondamentale importanza sarà l’aiuto della sua collega Karen, interpretata da Brit Marling, interprete, co-sceneggiatrice e produttrice del precedente film di Mike Cahill Another Earth. Karen infatti, suggerisce una nuova linea per la ricerca. Trovare un organismo in natura privo di percezione visiva e manipolarlo, al punto da donargli la vista e avere tra le mani un prototipo dell’origine.

Gli incontri speciali non avvengono mai per caso e soprattutto arrivano per insegnare qualcosa a chi è pronto ad accogliergli. Foriero di cambiamenti è il suo incontro con Sofi, una misteriosa ragazza per metà argentina e per metà francese piombata dal nulla, col suo sguardo verde acqua, ad una festa universitaria. Come farà a ritrovare gli occhi di quella misteriosa ragazza, intravista nella penombra e la maschera che indossava alla festa? Come ogni principe che si rispetti, Ian seguirà le tracce o meglio i segni. Una strana combinazione numerica fatta dalla ripetizione del numero 11 lo porteranno a lei, in un giorno qualunque, nel vagone qualunque di una metro dietro al simbolo dell’infinito. Da quel momento in poi i due vivranno l’amore folle di due anime antiche ritrovatesi ancora una volta sulla terra. “Quando ti ho visto, ho avuto la sensazione che dovevo conoscerti, come se fossimo connessi da vite precedenti”, gli dice lei, “Non credo in questo” afferma lui, “In cosa credi allora?” Sono uno scienziato, credo nelle prove”. Ma Ian è già cambiato anche non se ne rende conto, “Il modo in cui parli sembra poetico”, lo prende in giro il suo amico ad un certo punto, dopo che ha descritto gli occhi di lei in maniera meno scientifica.

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Passano gli anni e un giorno, mentre Ian è a casa, riceve una telefonata dall’ospedale dove pochi mesi prima è nato suo figlio: qualcosa di strano è accaduto. Un nuovo macchinario che memorizza come una sorta di database le informazioni delle persone cui sono stati fotografati gli occhi ha registrato un’anomalia. Gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma se esistono solo un paio d’occhi al mondo per ogni singolo individuo, come mai il database riporta un risultato così diverso? La scoperta lo porterà in India, ancora una volta a cercare gli stessi occhi: stavolta non nel volto della donna che l’aveva fatto innamorare, ma in quello di una bambina. Il viaggio lo cambierà per sempre e con lui cambierà anche la scienza così come la conosciamo sinora.

I Origins è un film che scuote e lascia uno spazio aperto a riflessioni e a domande interiori, con la certezza che non è importante capire se sia la scienza o lo spirito ad avere ragione, perché la verità esiste comunque al di sopra di esse.

“Sono affascinato dalla questione del dove si fermano gli atomi e dove comincia lo spirito nell’essere umano. E mi sento trascinato verso la speranza che è dentro l’oscurità. Mi piace porre lo sguardo dove le cose sono dolorose e trarne la cosa più bella che posso.” Mike Cahill

Trailer ufficiale
Data di uscita nelle sale: 18 Luglio 2014
Genere: Fantascienza

Mariarca Guglielmo

Una napoletana atipica a cui piace il freddo e il rumore della pioggia. Con la passione per la cucina, la fotografia, il reiki e tutto ciò che richieda creatività. Resto spesso nel mio mondo, mi sono sempre sentita come in una bolla di vetro, quelle che quando le capovolgi scende giù la neve.

2 Responses to “I Origins, il film in cui scienza e spiritualità trovano un punto d’incontro”

  1. salvo

    Bellissimo lo consiglio . ottima recensione

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  2. Ernesto D'Agostino

    Da amante della fotografia e della scienza trovo questa pellicola più che affascinante.
    Purtroppo però mi sono dovuto scontrare su alcuni fatti che mi lasciano un pò perplesso.
    Uno tra tutti è la fotografia degli occhi (o meglio dell’iride) che il protagonista (michael pitt) vanta di saper fare,
    essendo un appassionato di foto e soprattutto degli occhi, lo dico per esperienza personale che fare delle foto così all’improvviso, nemmeno con la macchina fotografica più potente al mondo è possibile.
    A parte ciò e qualche incongruenza scientifica trovo che la trama l’argomento e il film in se siano veramente stupendi.
    Complimenti al regista!

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